domenica 19 dicembre 2010

Italy's Padoa Schioppa, architect of euro, dies

Italy's Padoa Schioppa, architect of euro, dies

ROME (AP) — Italian economist Tommaso Padoa Schioppa, one of the intellectual architects of the euro and a member of the European Central Bank's first executive board, has died. He was 70.

Padoa Schioppa, economy minister under Premier Romano Prodi, died Saturday night after suffering a heart attack during a dinner in Rome with friends, according to one of those present, his one-time deputy Vincenzo Visco.

The unexpected death stunned Italy's political and business elite, who remembered him as a passionate promoter of the European project and its single currency.

"He was among those who knew how to translate the European ideal into concrete and learned analyses and projects, giving in particular a lasting contribution to the birth of the euro and the eurozone," Italian President Giorgio Napolitano said.

During his seven year term at the ECB, Padoa Schioppa was one of the six members charged with guiding the euro through its first vital years after being introduced in 11 member nations on Jan. 1, 1999.

"He contributed decisively in the early years of the euro to the reputation of the ECB as a major actor in international and European cooperation," ECB President Jean-Claude Trichet said in a statement. The eurozone, he said, "is losing a man of reflection, of action and of vision, fully dedicated to European unity."

Prior his appointment to the ECB, Padoa Schioppa held many prestigious posts in the Italian business and banking world. He first gained international recognition as the director-general for economic and financial affairs at the European Commission 1979-1983.

In 1993 he became deputy director-general of Banca d'Italia. He surprised many in 1997 when he moved to Consob, Italy's stock market watchdog. As chairman he fought to introduce reforms in the Italian stock market particularly those to clamp down on insider trading.

More recently, the Greek government tapped him to help deal with the country's debt crisis and Fiat Industrial named him to the board just last week.

But it was his role in shepherding in the euro that made his mark.

Schioppa was the executive board director with special responsibility for international relations, payment systems and banking supervision. He traveled widely lecturing in important financial centers from New York to Tokyo and Beijing advocating the importance and potential of the euro.

An ardent supporter of the European project, the trilingual Schioppa acknowledged the challenge that lack of political union presented to the euro. He repeatedly argued that "a strong currency requires a strong economy and a strong polity, not only a competent central bank."

With the euro well on its way, Prodi named Padoa Schioppa economy minister after winning the 2006 elections and tasked him with the difficult job of trying to revive Italy's zero-growth economy. It was a post he held until Prodi lost to Premier Silvio Berlusconi in 2008.

Padoa Schioppa, educated in Milan and Massachusetts, was married with three children.

Funeral arrangements weren't immediately announced. Rome's mayor offered city hall for the wake, noting that Padoa Schioppa's death was a loss for the entire nation.

4 commenti:

  1. WRATH OF GOD comincia a funzionare....

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  2. BUON VIAGGIO all'inferno, per fortuna che esiste la morte e non si puo' pagare

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  3. In occasione del decesso di Tommaso Padoa Schioppa torna come al solito quella definizione di servitore dello Stato che mi dà sempre molto fastidio. Sono stati tali tutti coloro che hanno donato il proprio impegno e allo Stato, hanno dato magari anche la propria vita senza chiedere nulla in cambio. In questa categoria ricadono tutti coloro che hanno fatto il servizio militare senza ottenere nulla se non quelle poche migliaia di lire al giorno che bastavano sì e no per comprare giornale e sigarette, sono stati servitori dello Stato tutti i caduti nelle varie guerre, gente che ha combattuto perché credeva ancora in quella cosa chiamata Patria. Sono servitori dello Stato tutti coloro che pagano le imposte e ottengono poco o nulla in cambio e il mio pensiero in questo caso va a tutti i giovani che iniziano a lavorare ora e a pagare contributi che produrranno solamente una misera pensione del tutto insufficiente a campare.
    I cosiddetti servitori dello Stato di cui spesso si sente parlare in occasione della loro dipartita sono invece persone che si sono servite dello Stato per arrivare a ottenere trattamenti economici di tutto rispetto. Se non ci fosse stata una busta paga particolarmente generosa, col cavolo che avrebbero dedicato il proprio tempo allo Stato. Si tratta di gente che senza lo Stato non avrebbero avuto un lavoro, uno stipendio, fama, potere e tutte le prebende che danno un fastidio incredibile a tutto il resto della popolazione.

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  4. È morto uno dei peggiori ministri delle finanze che l’Italia abbia avuto. Non per le misure che ha dovuto prendere per far quadrare i bilanci, in quello fece molto peggio Amato che nel 1992 saccheggiò i conti correnti degli italiani, quanto per le parole con cui era solito rivolgersi agli italiani per tentare di convincerli che le tasse sono una cosa bellissima. Bellissime per lui che in quanto parlamentare godeva di tutta una serie di agevolazioni e privilegi sconosciuti a tutti noi, meravigliose per chi all’erario versava soltanto il 17,36% di ciò che intascava. Con il suo stipendio avrebbe dovuto versare l’aliquota più alta del 43%, senza contare che molte delle entrate che ricadevano sotto la voce indennità erano addirittura esenti.
    Finirà nel suo paradiso fiscale, dove grazie alle sue tasse bellissime sarà costretto a lavorare e a vedersi asportato l’80% di quello che avrà prodotto, dato reale della pressione fiscale italiana. Sarà felicissimo, avrà realizzato il sogno della sua vita. In pochi su questa terra, tra coloro che non fanno parte della Casta, lo rimpiangeranno.

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