mercoledì 17 febbraio 2010

Volevano privatizzare anche la neo-Gladio....

Protezione civile: cancellata Spa. Pd, bene ma non basta

Ida Rotano, AprileOnline, 16 febbraio 2010, 17:27

Protezione civile: cancellata Spa. Pd, bene ma non basta Come già ampiamente annunciato, la norma che avrebbe trasformato la Protezione civile in una Spa è stata soppressa con un emendamento del relatore al provvedimento. Per le opposizioni è un primo passo importante. Ma a gettare ombre su questa vittoria politica è Luigi De Magistris: "Il sistema di corruzione della Protezione civile non riguarda solo il centro destra. È trasversale e coinvolge anche il centro sinistra" e che nella vicenda "è implicato anche il Vaticano e la massoneria". Accuse che faranno discutere


Il testo modificato è stato licenziato oggi dalla Commissione ambiente e arriverà domani nell'aula di Montecitorio per la discussione generale.
L'art. 16 del decreto sulle emergenze, che conteneva anche la norma, resta in piedi ma contiene soltanto alcune misure relative alla flotta aerea del dipartimento per la Protezione civile. Il relatore Agostino Ghiglia, capogruppo del Pdl in Commissione ambiente, lo ha annunciato precisando che "la norma viene soppressa e non stralciata perché nei decreti legge non si può fare diversamente". La decisione di cancellare la parte del decreto emergenze che molti osservatori hanno individuato però come "il cuore politico" del provvedimento, era stata annunciata questa mattina anche dal sottosegretario Guido Bertolaso nel corso di una audizione in Commissione ambiente dove il capo della Protezione Civile ha confermato che la parte dell'art. 16 che prevedeva la trasformazione in una società per azioni della Protezione civile sarebbe stata "espunta" dal decreto.

In Commissione Bertolaso ha poi definito se stesso un "dimissionario" che "continua a fare il suo mestiere" perché "il governo gli ha respinto le dimissioni". Oggi dunque è stata formalizzata e resa operativa una decisione già presa. Ieri era stato il presidente della Camera ad annunciare per primo che il decreto sulla Protezione civile sarebbe stato "depotenziato", proprio nella parte riguardante la 'privatizzazione' del dipartimento che fa capo alla presidenza del Consiglio, anche se non si tratta dell'unica modifica introdotta al decreto emergenze.

Un altro emendamento del relatore Ghiglia prevede infatti l'interruzione, per sei mesi, della riscossione dei tributi nelle zone colpite da gravi calamità naturali e dal testo del provvedimento è stato cancellata anche la norma che assegnava alla Protezione civile il compito di vigilare sulla Croce Rossa italiana. Modifiche accolte con favore dalle opposizioni che però lamentano la permanenza nel decreto di "problemi di costituzionalità".

"Lo stralcio dell'Spa - ha dichiarato in una nota Dario Franceschini, presidente deputati Pd - è una vittoria dell'opposizione ma non è sufficiente. Nel decreto permangono problemi di costituzionalità e di merito. Ho sentito gli altri gruppi dell'opposizione e siamo pronti a ridurre drasticamente il numero degli emendamenti purché vengano portati al confronto e al voto in aula. Di fronte a questa proposta il maxi-emendamento e la fiducia sarebbero semplicemente uno strumento per tenere insieme una maggioranza a pezzi". E il parlamentare Ermete Realacci fa un primo elenco di questi problemi "di merito": "Nel provvedimento - spiega - ci sono molti altri punti in cui vengono stravolte le regole ordinarie, dal piano straordinario per le carceri, alla realizzazione di grandi impianti energetici. E' una linea chiara del Governo Berlusconi: quella di sottrarre alla trasparenza abnormi quantità di appalti che muovono miliardi di euro. E' un modo di operare su cui l'Unione europea nel passato aveva già eccepito nei confronti dell'Italia, ribadendo che l'aggiramento delle procedure normali era possibile solo, ‘nell'ipotesi di assoluta eccezionalità dell'emergenza, da valutarsi in relazione al grave rischio di compromissione dell'integrità della vita umana'. Non mi sembra che l'organizzazione dei mondiali di nuoto possa rientrare in questa evenienza".
"Il nostro obiettivo - conclude Realacci . - è quello di difendere la protezione civile del nostro paese e il milione e trecentomila volontari che in esso operano, dalle degenerazioni che sono diventate una regola e non c'entrano niente con un sistema in cui l'Italia eccelle e che è essenziale per garantire la sicurezza dei cittadini. E' una maniera di intendere la cosa pubblica che apre lo spazio a spazi di opacità intollerabili".

Dello stesso avviso anche il capogruppo dell'Italia dei valori alla Camera Massimo Donadi che dichiara: "Lo stralcio dell'articolo 16 è una cosa positiva ma il decreto sulla Protezione civile ancora non va bene ed è necessario un confronto serio tra maggioranza e opposizione per varare un buon testo. Il governo rinunci alla fiducia e l'Italia dei valori presenterà solo gli emendamenti indispensabili per accelerare i tempi di approvazione".
Michele Vietti, presidente vicario dell'Udc alla Camera ha definito "apprezzabile la marcia indietro del governo" ma sottolinea che "rimangono nel testo non pochi aspetti che non ci convincono, ma ne vogliamo discutere costruttivamente senza ostruzionismo".

Sul fronte dell'inchiesta sugli appalti per il G8 alla Maddalena, il gip di Firenze Rosario Lupo ha respinto le richieste di revoca delle misure cautelari in carcere per i quattro arrestati (Angelo Balducci, Diego Anemone e Mauro Della Giovampaola e Fabio De Santis) in quanto permangono tutte le esigenze di custodia cautelare. Intanto risulta indagato anche Denis Verdini, uno dei coordinatori nazionali del Pdl. E' stato lui stesso, nella tarda serata di ieri, dopo essersi recato nel tardo pomeriggio in procura a Firenze, a rendere noto di essere indagato per corruzione, aggiungendo però di aver dimostrato la sua "più totale estraneità all'accusa" nelle due ore e mezzo circa di interrogatorio davanti ai pm Giulio Monferini e Giuseppina Mione. Verdini ha riferito di aver appreso dai giornali l'esistenza nelle intercettazioni di suoi colloqui telefonici con alcuni degli indagati, tra cui Riccardo Fusi (un "carissimo amico"), presidente del gruppo Baldassini-Tognozzi-Pontello. "In questo modo - scriveva in una nota il deputato del Pdl - ho appreso di essere stato iscritto nel registro degli indagati per il reato di corruzione. La vicenda che mi veniva contestata - ha spiegato - riguardava solo ed esclusivamente la segnalazione per la nomina di Fabio De Santis a Provveditore delle opere pubbliche per Toscana, Umbria e Marche. Ho quindi chiesto e ottenuto la disponibilità del procuratore della Repubblica di Firenze ad essere ascoltato quanto prima". Un incontro definito "sereno e costruttivo", in cui a suo avviso ha dimostrato la sua "totale estraneità all'accusa".

E stamani il Giornale scrive di aver "scovato" una "cricca di Veltroni" nelle intercettazioni "sbobinate proprio all'inizio della mastodontica inchiesta che, almeno ai suoi esordi, sembrava dovesse portare al cuore del centrosinistra toscano e nazionale. Di 'cricca' - riporta Gian Marco Chiocci sul quotidiano diretto da Feltri - si parla ripetutamente nell'informativa del Ros del 13 gennaio 2008 che prende di mira la gara d'appalto per la realizzazione dell'Auditorium di Firenze che ad ottobre del 2007 viene inserito nel pacchetto delle opere da realizzarsi in occasione del 150mo anniversario dell'Unità d'Italia".Ombre che l'europarlamentare dell'Idv Luigi De Magistris rilancia in una intervista a Klaus Davi: "Il sistema di corruzione della Protezione civile non riguarda solo il centro destra. È trasversale e coinvolge anche il centro sinistra" e che nella vicenda "è implicato anche il Vaticano".
Per De Magistris, quindi, uomini vicini al Partito democratico non sarebbero affatto estranei alla ragnatela corruttiva che ha visto al centro del meccanismo Angelo Balducci. "Si fa un errore a ricondurlo esclusivamente a Berlusconi che, diciamo, negli ultimi mesi ha dovuto chiudere il cerchio sostanzialmente volendo ridurre la Protezione Civile a una società per azioni e, addirittura, garantendo - e questo è molto sospetto - nel rapporto tra Berlusconi e Bertolaso, l'immunità (è la legge che stanno per approvare) per i vertici della protezione civile. Ma il sistema è assolutamente bipartisan nel senso che, in questa destinazione di opere, lavori, progetti, appalti, per miliardi di euro, ruotano una serie di professionisti, imprenditori giri di un certo ceto economico e finanziario che conta, che sono assolutamente bipartisan. Infatti in questo sistema politico ci ha marciato sia il centrosinistra sia il centrodestra".
L'europarlamentare rileva poi come "diversi nomi, non diversi contesti, diversi nomi che stanno negli atti del processo del procedimento della procura di Firenze, sono gli stessi nomi che si trovavano nelle inchieste "Why Not" e "Poseidone" che io stavo conducendo".

"Sul fatto che Angelo Balducci sia un gentiluomo - aggiunge ancora De Magistris - non posso esprimere giudizi morali. Da quello che esce fuori dalle carte che sto leggendo, però, mi pare che la posizione di Balducci sia molto seria. Devo inoltre dire, in attesa di capire cosa verrà fuori dall'inchiesta di Firenze, che purtroppo in questo sistema che ho descritto sinteticamente si sono trovate coinvolte anche articolazioni molto vicine al Vaticano, soprattutto dal punto di vista delle strutture economico-finanziarie e penso, in particolare, alla Compagnia delle Opere".
Infine, il richiamo alla Massoneria. "Il sistema che stiamo ricavando dalle indagini sulla corruzione nella Protezione Civile - conclude De Magistris - è sempre quello del modo occulto della gestione dei fondi: praticamente, ci sono persone che stanno formalmente all'interno delle istituzioni ma che gestiscono le stesse istituzioni attraverso legami trasversali e sotterranei che vengono consolidati all'interno dei salotti, delle camere da letto, dei luoghi estranei a quelli istituzionali. Non ci si vede, ma si decide il destino di miliardi di appalti, di incarichi pubblici, di promozioni, di carriere: questa è la nuova Tangentopoli".

Quanto alla posizione di Bertolaso, ricevuto oggi da Silvio Berlusconi a Palazzo Grazioli, una sponda al capo della Protezione civile viene offerta dal leader leghista e ministro delle Riforme Umberto Bossi. "Bertolaso non si deve dimettere, non e' in discussione, perche' e' bravo, il problema era la privatizzazione della Protezione civile", dice Bossi nel Transatlantico di Montecitorio. Il Senatur non vede "una nuova Tangentopoli" in corso e spera "sia solo qualcuno, anche poco furbo", a essere preso di mira dalle inchieste. Che in ogni caso "non incidono sulla campagna elettorale, noi vinciamo ugualmente".

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