giovedì 18 febbraio 2010

La sovranità monetaria in funzione del potenziamento dell'economia

La sovranità monetaria è in funzione del potenziamento dell'economia fisica delle repubbliche

Rapporto sull'intervento al convegno di Bologna

17 febbraio 2010 (MoviSol) - Ad un convegno di coordinamento di varie associazioni, accomunate dalle finalità di "conseguimento del bene comune", di "rilancio dell'economia e dell'occupazione" e di "abbattimento del debito sia pubblico che privato", il Movimento Internazionale per i Diritti Civili – Solidarietà ha illustrato la sua proposta di Legge sul Credito Produttivo, nel contesto delle misure internazionali necessarie per ottenere, in risposta ad una crisi economica senza precedenti storici in quanto a dimensioni, una reale ed efficiente promozione del bene comune internazionale e di ciascuna nazione.

Il giorno 14 febbraio a Bologna, oltre trenta persone hanno confrontato le prospettive d'azione da essi elaborate, in vista di un coordinamento permanente a tutela delle sorti nazionali.

Il rappresentante di MoviSol Flavio Tabanelli è intervenuto per precisare come la Nuova Bretton Woods di cui, ad un certo punto, si stava parlando, sia da concepire necessariamente in associazione ad una radicale trasformazione delle banche centrali in banche nazionali, spiegando come la Legge sul Credito Produttivo, nella sua articolazione interna, rifletta esattamente l'attenzione che, a fine Settecento, il primo segretario del tesoro americano Alexander Hamilton ebbe sia per gli stessi aspetti monetari e finanziari della riforma oggi auspicata, sia per gli aspetti legati al rilancio dell'economia reale (industrie, agricoltura, commerci, ricerca scientifica di base, ecc.).

Dopo la sua illustrazione dei tre punti della Legge sul Credito Produttivo (tra i quali anche la separazione tra banche d'affari e banche ordinarie e commerciali, sul modello della legge Glass-Steagall del 1933), a Tabanelli è stato chiesto di precisare la posizione del Movimento Solidarietà in merito alla duplice questione del signoraggio primario e del signoraggio secondario, ovvero della facoltà ora riconosciuta, rispettivamente, alla banca centrale e alle altre banche sul territorio nazionale, di emettere più credito del corrispettivo presente nei depositi.

Per far meglio apprezzare la posizione del movimento di LaRouche, Tabanelli ha chiarito come la moneta sia priva sia di un valore intrinseco diretto, sia, tramite un suo eventuale collegamento all'oro, di un valore appunto "aureo"; sia la cartamoneta, sia l'oro hanno valori convenzionali; ogni credito emesso, invece, acquista valore economico in base alla qualità e la quantità di ricchezza che si intende produrre in futuro, con il mirato finanziamento di opportune attività economiche prioritarie.

Come Lyndon LaRouche attacca Obama e i governi che finora hanno saputo soltanto salvare gli speculatori dell'alta finanza, così egli attacca Obama perché si accinge a cancellare il programma spaziale americano, vero creatore di ricchezza, al di là delle questioni monetarie in quanto tali. Se abbandoniamo la convinzione che la moneta esaurisca la nozione di ricchezza, e più appropriatamente concepiamo la ricchezza come la capacità dell'uomo di estrarre dall'universo quantità crescenti di energia, pro capite e per km quadrato, traducibili in aumenti del suo potenziale demografico, allora possiamo capire come mai alcuni astronauti americani, recentemente, abbiano definito "anticostituzionale" l'abbandono del programma spaziale americano, nonostante nella carta del 1776 gli autori non avessero immaginato esplorazioni interplanetarie, ma le avessero implicitamente comprese nella nozione scientifica di "bene comune".

Per questi motivi, se senza riserve il Movimento Solidarietà si batte contro l'emissione di moneta non-produttiva al livello primario, ridimensiona il problema dell'uso della leva monetaria al livello secondario, potendo essa essere pensata come una facoltà concessa alle banche sotto l'attenta supervisione della banca nazionale, espressione della sovranità monetaria della nazione.

Una seconda obiezione ha riguardato ciò che è stato percepito come una vena di "americocentrismo". Perché, in fondo, non possiamo pensare che l'Europa possa farcela, anche senza stare all'ombra degli Stati Uniti, viste le condizioni in cui versano questi ultimi? Mancando il tempo per certi approfondimenti, comunque ritenuti importanti dai presenti, precisiamo qui che:

  1. se ragioniamo in termini storici, gli Stati Uniti d'America rappresentano la realizzazione di un progetto europeo ostacolato sul vecchio continente;
  2. come tale, il progetto "americano" di "comunità d'intenti tra nazioni sovrane", in opposizione al sistema imperiale, è stato solo parzialmente fatto proprio da un'Europa postbellica, grazie all'impianto preparato da F. D. Roosevelt, ormai tradita da un'Europa dei banchieri centrali e delle élite imperiali e liberiste;
  3. la strategia larouchiana delle Quattro Potenze (Stati Uniti, Russia, Cina, India), a differenza della geopolitica britannica che mira ad imporre la globalizzazione sui paesi come quelli del BRIC (Brasile, Russia, India, Cina), riflette il ruolo di guida della repubblica americana negli ultimi duecento anni abbondanti di storia moderna; l'esclusione dell'Europa non è desiderata, ma è un'autoesclusione in quanto i paesi europei, privi di sovranità nazionale, sono rappresentati dall'UE, la quale costituisce ormai una forza oligarchica votata al disegno imperiale.

Grande interesse ha destato la vista del dossier dell'EIR "Per una Nuova Bretton Woods - L'alternativa al crac finanziario globale: le grandi infrastrutture eurasiatiche", soprattutto per la lontana data di pubblicazione, anno 2000.

1 commento:

  1. Non ci siamo, anche Larouche sta dalla parte dei banchieri privati, anche se "altri". Peccato.

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