sabato 11 luglio 2009

JS HOLDING: SCORRONO I MILIONI

Da: SVIZZERA Connection

JS HOLDING: SCORRONO I MILIONI


Il 21 novembre 1984 Stäubli fondò la JS Holding con un capitale azionario di 100.000 franchi e domicilio presso la Ilex Trust Services in Place des Eaux-Vives a Ginevra. Presidente era l'avvocato di Ginevra Louis Waltenspühl, che allora aveva lavorato per la Stifag. In seguito Stäubli sembra aver operato con immobili sia per la Stifag che per conto proprio. Nel luglio 1985 egli trasferì il domicilio della JS Holding alla sede della filiale Stifag di Ginevra, e il capitale fu accresciuto ad un milione. L'anno 1985 vide l'ascesa di Stäubli a sponsor del club calcistico di Berna “Young Boys”, che allora con tre milioni di franchi di debito era sull'orlo della bancarotta. Il giovane capitalista spendereccio era presidente fondatore del "Palace-Club", il cui compito doveva essere quello di trovare denaro per gli Young Boys. Membro del club era il suo boss Toni Stiffler, segretario era il notaio di Berna Rico Luginbühl. Più tardi Stäubli, Stiffler e altri fondarono la Fimag AG (Finanza e Management SA per lo sport e la cultura). A questa società appartenevano allora alcuni giocatori YB, tra i quali Lars Lunde. Quando YB nel maggio 1986 vinse il campionato, la Fimag AG vendette Lars Lunde per 1,5 milioni di franchi al Bayern Muenchen e intascò la metà del guadagno; Lunde era costato solo 155.000 franchi. La sponsorizzazione dello sport da parte di Stäubli era più egoistica del previsto. Nell'aprile 1986 Stäubli trasferì il domicilio a Montecarlo, ma continuò a lavorare a Berna con i due fan degli YB Stiffler e Luginbühl. (34) Poco dopo cominciarono a scorrere i milioni e la JS Holding si espanse. Nel marzo 1987 Stäubli aumentò il capitale da uno a tre milioni, in aprile entrò con Luginbühl nel consiglio di amministrazione della Ilex Trust Services, in novembre la JS Holding elevò il capitale a 3,5 milioni di franchi e nel dicembre 1987 la Holding spostò la sede dalla Stifag (Ginevra) di nuovo alla Ilex Trust. Stäubli, che risiedeva ormai da un anno a Montecarlo, aveva un sacco di soldi. Comprava e comprava, tra l'altro, una casa in Rue Bellot 11. Secondo la stampa locale d'allora, che si riferiva ad interviste con Stäubli, egli fece questo col proposito di cacciare di casa il presidente dei liberaldemocratici di Ginevra e consigliere nazionale Gilbert Couteau, che vi abitava. Questo come punizione per aver firmato un appello politico per la tutela degli inquilini. All'agenzia telegrafica svizzera Stäubli disse allora che giudicava "una porcheria assoluta" il fatto che un liberale prendesse partito per gli inquilini.(35) Del resto lui non era un mostro, perché la vedova dello svizzero occidentale Ernest Ansermet, che abitava nella stessa casa, avrebbe potuto rimanervi. Oggi Stäubli nega di avere mai concesso interviste del genere. Tra il marzo e l'ottobre 1988 egli aumentò il capitale della JS Holding gradualmente da 3,5 a 9 milioni di franchi. Diventò presidente del Genf-Servette, un club dell'hockey su ghiaccio di lunga tradizione e rilevò ditte senza un piano preciso. Ecco una piccola selezione dei suoi acquisti: nella prima metà del 1988 la JS Holding prese una partecipazione di minoranza alla casa di distribuzione cinematografica di Ginevra Alpha Ciné, la terza in grandezza della Svizzera. Comprò la fonderia mal ridotta di Friburgo e una partecipazione di minoranza ad una società che possedeva l'immobile del locale di streaptease di Ginevra Maxim's. Ai giornalisti Stäubli raccontò di investimenti in Tunisia e Venezuela. Per curare l'immagine egli fondò inoltre un proprio ente culturale con a capo nientemeno che l'ex presidente della città, il socialdemocratico Claude Ketterer. Inoltre acquistò una partecipazione alla Filocity 7 (media, sport), la società pubblicitaria di Ginevra Diffusia SA, quote delle stazioni radio locali Radio Plus e Radio Nostalgie oltre che del canale TV privato Mont Blanc. Nell'ottobre 1988 Stäubli lanciò infine l'organo di informazione gratuito Jeudi Sports con una tiratura di 200.000 esemplari. (34) Il legame di Stäubli con la Stifag non si interruppe fino al 1991, gli restò il diritto di firma come procuratore e consigliere d'amministrazione.


TENTATIVO DI ACQUISIZIONE DELLA PUBLICITAS

Già alla fine dell'agosto 1988 Stäubli aveva reso noto di voler rilevare la grande società pubblicitaria svizzera Publicitas SA. La società, fondata nel 1890, era l'indiscusso numero uno del business pubblicitario svizzero con un volume d'affari valutato in due miliardi di franchi. Controllava ad esempio la Orell Füssli Annoncen AG e la "Tribune de Genève". La JS Holding lanciò un'offerta d'acquisto non favorevole per il 51% delle azioni Publicitas ad una quotazione di 4.150 franchi per azione - 900 franchi in più del corso di borsa d'allora, operazione che sarebbe costata circa mezzo miliardo di franchi. (36) Tutti si chiesero da dove Staeubli prendesse questo denaro. La JS Holding stessa dichiarò di agire per contò proprio e per conto di terzi. Sui giornali della Svizzera occidentale si fecero congetture su chi mai potessero essere questi terzi. La rivista "L'Hebdo" nominò ad esempio Tito Tettamanti, Werner K.Rey e il grande editore Pierre Lamunière. (37) Ci si può chiedere se non fossero invece persone del tutto diverse, intenzionate a procurare a Stäubli tutto quel denaro. Il progetto Publicitas si risolse infine per lui in un flop, nonostante l'aiuto dei suoi potenti alleati dietro le quinte. L'establishment della Svizzera occidentale seppe infine impedire che per l'offerta di Stäubli si trovassero azionisti a sufficienza. Uno dei motivi fu forse anche il numero crescente dei suoi precedenti penali. Dopo la condanna a causa della brutale azione dei picchiatori Broncos, il giudice nel 1985 gli aveva tolto la patente per eccesso di velocità. Nel 1987 finì di nuovo nelle grinfie della polizia autostradale presso Aigle VD per via della velocità troppo elevata ed una patente monegasca. Per questi reati fu infine condannato dal tribunale penale di Vevey in seconda istanza a due mesi di prigione senza condizionale in regime di semilibertà e a 5.000 franchi di multa. (38) Dopo il flop con Publicitas sui giornali della svizzera tedesca ci furono alcuni articoli critici nei confronti di Stäubli. Così la "Handelszeitung" non lamentò solo l'assenza di trasparenza della JS Holding ma criticò anche che Stauebli non avesse dato prova di capacità come direttore d'impresa nel settore industriale. (39) Un articolo prevalentemente positivo su Juerg Stäubli, "divenuto nel corso degli ultimi anni più tranquillo, quasi signorile”, apparve invece sul numero di dicembre di "Bilanz". La rivista parlò della JS Holding come di " un conglomerato dall'apparenza un po' folle".(40) L'organigramma, pubblicato da "Bilanz", mostrava che la febbre degli acquisti di Stäubli aveva creato dal nulla quattro settori d'attività quanto mai distanti uno dall'altro, precisamente tempo libero e comunicazione, industria e commercio, immobili, servizi e finanziamenti.


STÄUBLI VUOLE DIVENTARE SERIO

Nel 1989 Stäubli cominciò una grande offensiva. Voleva scrollarsi di dosso l'immagine negativa e trasformarsi definitivamente in un grande imprenditore serio. La JS Holding si stabilì per la prima volta in uffici propri in Rue Gautier: "La targhetta della cassetta della posta sull'edificio appare modesta, quasi volutamente inappariscente: un'etichetta di cartone attaccata alla svelta con lo scotch".(41) La sua Testarossa dovette da quel momento restare in garage a Montecarlo, in Svizzera aveva al suo servizio due autisti, uno era medico, l'altro pilota. Il rimprovero della rivista d'economia "Cash", che alla chiusura dell'Hermes Precisa International ad Yverdon egli avesse guadagnato moltissimo con un sospetto insider trading, fu respinto categoricamente da Stäubli.(42) Egli promise invece di salvare i posti di lavoro alla fonderia di Giessen in dissesto. Nel cantone di Friburgo Stäubli trovò buona accoglienza, particolarmente soddisfatto si mostrò il socialdemocratico dissidente e consigliere di stato Félicien Morel: "Un uomo che merita rispetto e fa cose eccellenti per le finanze del cantone." (44) Stäubli annunciò un rapido accrescimento della sua holding e, per la prima volta, anche rispettabili conti consolidati. Parlò di un prestito convertibile di 40 milioni di franchi e del progetto di andare in borsa. (45) Il rilancio della società Stäubli lo condusse sulla stampa della Svizzera occidentale. Che il giornale francese di Migros "Construire" salutasse con particolare benevolenza Stäubli, non desta meraviglia se si conosce l'impegno dell'ex presidente di Migros Pierre Arnold in consigli di amministrazione di società affiliate della JS-Holding. (46) Del ruolo di Arnold si parlerà ancora in maniera dettagliata. Anche Jean Chevallaz, fratello del consigliere federale, assicurò di avere piena fiducia in Juerg Staeubli, allorché questo nel 1989 rilevò la maggioranza del gruppo alberghiero Leysintour Let da lui presieduto. Inoltre, Stäubli aveva in Rico Luginbuehl una specie di dama di compagnia. Dai giorni del "Palace-Club", Luginbühl era stato sempre al suo fianco negli affari ed era consigliere d'amministrazione nelle società importanti collegate alla JS-Holding. (47)


DA STÄUBLI SI PRETENDE TROPPO

Presto si rivelò che Stäubli era quanto mai inadeguato al nuovo ruolo di grande industriale a lui riservato. Lo si riconosce dai suoi significativi principi guida che in un' intervista presentò così: "Domanda: Lei controlla più di 40 società. Come riesce a mantenere una visione d'insieme? Stäubli: Ogni ditta lavora in modo autonomo. Ma qui a Ginevra nella holding abbiamo uno stato maggiore generale composto di dieci alti dirigenti, tutti specialisti nel loro settore. Ognuno di loro si occupa di un paio di ditte ed è sempre a disposizione, quando una di queste ha bisogno di aiuto. Io stesso incontro ogni lunedì ognuno dei miei dieci collaboratori dello stato maggiore per una seduta di un'ora. Ogni lunedì aspetto da ogni ditta un rapporto scritto e voglio essere informato con esattezza su ogni deroga dal budget. Mi preoccupo sempre di movimentare le sedute, perché un gruppo non può starsene tranquillo, altrimenti si impigrisce." (48) La JS Holding assunse altri impegni: col gruppo per l'imballaggio Papival del Vallese, con il fabbricante di abiti sportivi di Thurgau Blacky, che a sua volta aveva partecipazioni presso il produttore di costumi da bagno Lahco. Nel giugno 1991 Stäubli ebbe un successo strepitoso con la JS Finance Canada. Le azioni della sua filiale canadese (volume d'affari: 20 milioni di dollari canadesi appena) furono quotate alla borsa di Montreal. La JS Finance Canada aveva partecipazioni in diverse società di settori completamente diversi, ad esempio nella catena di negozi sportivi André Lalonde e nella fabbrica di spaghetti Cortina. (49) Anche qui siamo in presenza di una febbre degli acquisti irrazionale che si manifesta quando uno ha troppi soldi in tasca.


UNA COMETA SI SPEGNE

L'8 luglio 1991 Stäubli organizzò a Ginevra una specie di conferenza stampa per fare il bilancio della JS Holding. In quest’occasione dichiarò che dopo una fase di crescita di tre anni era venuto il momento del consolidamento e rese noto che lui stesso manteneva ancora l'80 % del capitale. Il resto si trovava presso la Banca Cantonale di Ginevra e i quadri delle sue ditte. (50) Staubli sprizzava allora un ottimismo indomito. Ma ancora per poco. Sulla società collegata Let Holding si vedevano già addensarsi le nuvole. La Let Holding, con alcuni hotel a Leysin, quotata alla borsa di Ginevra e diretta dall’eminente presidente Jean Chevallaz, era stata fondata da Staeubli un anno prima. Più tardi questa società acquisì una partecipazione di minoranza presso la ditta tessile Blacky. Circa due anni più tardi la Blacky rilevò la Lahco. Inoltre la Let Holding sottoscrisse un prestito obbligazionario della ditta del produttore di veicoli da pista svizzero-tedesco Rolba. Era pianificato un aumento di capitale della Let Holding da 10 a 14 milioni di franchi sotto la responsabilità della banca cantonale del Vaud. All'inizio di agosto l'analista di borsa Pierre Tissot della banca privata di Ginevra Lombard, Odier & Cie. mise in guardia insistentemente dall'acquisto di azioni Let: "E' molto difficile raccomandare la Let Holding ai nostri clienti, perché in tutto il gruppo Staeubli manca la trasparenza. Non si sa che strategia venga perseguita. Tutto resta nebuloso." (51) Staeubli smentì, ma un'altra notizia funesta era alle porte: La belga-lussemburghese Filocity 7, produttrice della racchetta da tennis Snauwaert, di cui la JS Holding deteneva il 30%, era sull'orlo della bancarotta. Il suo settimanale gratuito "Jeudi Sports", fondato solennemente a Ginevra, dovette all'improvviso interrompere le pubblicazioni nell'ottobre 1991. L’inizio del 1992 portò la vendita di tre importanti partecipazioni: Chimica Agol Luginbühl, Ilex Trust Services e WTC Management. (52)


STÄUBLI COMMETTE UN FALLO

Nell' edizione di luglio-agosto 1992, la rivista economica della Svizzera occidentale "Bilan" pubblicò un articolo dal titolo "Le bluffeur de Monaco". Vi si diceva che la JS Holding era oberata di debiti. Inoltre in inserzioni di giornali, che facevano pubblicità a "Bilan", si leggeva che la JS Holding era sull'orlo del crollo. Stäubli annunciò immediatamente un'azione giudiziaria (53) e trasferì la residenza da Montecarlo al Cantone di Friburgo. L'articolo di "Bilan" fece vacillare la fiducia nella JS Holding ed ebbe conseguenze determinanti per Stäubli. Egli si dimise da presidente e il consiglio di amministrazione venne totalmente rinnovato. I consiglieri d'amministrazione, da lui nominati, sconosciuti all'opinione pubblica, diedero le dimissioni ad eccezione di Rico Luginbühl. Staeubli stesso divenne delegato del consiglio di amministrazione. Nuovi consiglieri furono nominati i noti rappresentanti dell'economia della Svizzera occidentale Pierre de Chastonay, Roland Soldati e Bernard Taramarcaz. Pierre de Chastonay di Siders è una figura di rilievo del mondo economico del Vallese ed ex consigliere nazionale. (54) Entrò anche in diverse società collegate alla JS che hanno una certa importanza nella regione, come la Papival Holding (Sitten) o la Let Holding (Ginevra) e diverse imprese edili della Svizzera occidentale. Roland Soldati era direttore della Banca Cantonale di Ginevra, diventata azionista di minoranza in quanto grande creditrice. Bernard Taramarcaz fu presentato infine dalla rivista "L'Hebdo" come il vero autore del risanamento. (55) Si ha l'impressione che i nuovi tre siano entrati nel consiglio di amministrazione per salvare le importanti società affiliate della Svizzera occidentale nel settore dell'economia edilizia, del turismo e dell'industria. (56)


PERCHE' PIERRE ARNOLD?

Alla fine del 1992 l'ex capo della Migros Pierre Arnold diventò nuovo presidente della JS Holding. Dopo il pensionamento dai vertici della Migros, Arnold, nel 1985, era diventato presidente del consorzio per la produzione d'orologi SMH e progressivamente era entrato nei consigli di amministrazione di più di trenta altre ditte, in parte famose. La prima misura presa da Arnold fu di mettere il bavaglio a Staeubli. Da allora nei media non si è più sentito niente di lui. Anche della JS Holding non si udì più nulla da quando Arnold era alla testa dell'impresa. Nel giugno 1993 Arnold rispose alla domanda del "Bund" di Berna: "Signor Arnold, Lei è considerato uno dei cervelli dell'economia svizzera. Come è successo che si ritrovi presidente del consiglio di amministrazione di una società relativamente insignificante come la JS Holding di Ginevra? Pierre Arnold: conosco il signor Staeubli da lungo tempo. E' stato sempre corretto nei miei confronti. In quanto persona intelligente, laboriosa, attiva e ricca di idee, conosce la mia inflessibilità e le mie pretese. Con me ha sempre mantenuto la parola data. Ogni volta che l'ho pregato di aiutare una persona o un'associazione caritativa in difficoltà, è sempre intervenuto senza esitare e con generosità. Quando fu attaccato da "Bilan", la rivista d'economia - questo è del resto oggetto di un processo in corso - io trovai ingiuste e pericolose le accuse mossegli. Nella mia ricerca di giustizia accettai di assumere l'incarico di presidente del consiglio di amministrazione alla Holding, e ciò in accordo con le banche." (57) Poi gli fu rivolta la domanda: "Signor Arnold, per Lei Juerg Staeubli è un uomo d'affari di successo? ". Risposta di Arnold: "Il Signor Stäubli è un uomo d'affari che ha dimostrato la sua capacità di essere all'altezza dei problemi, di avere idee e conseguire risultati positivi. E' un'eccellente controparte nelle trattative e, a conoscerlo meglio, ci si guadagna".(58) Anche Stäubli parlava di Arnold in modo favorevole, come Arnold di lui. Stäubli nell'ottobre 1990: "Pierre Arnold è una specie di padre spirituale, abbiamo una sorta di rapporto padre-figlio. Ci siamo conosciuti sei o sette anni fa, quando facevamo parte della ditta Agol di Berna. L'intesa fu immediata e, da qualche anno, lavoriamo insieme. Ci telefoniamo due volte la settimana e Pierre Arnold vuol sapere esattamente come vanno le cose."(59) Staeubli ha dichiarato più volte ai media di considerare Arnold il proprio padre spirituale. (60) Questo non meraviglia, se si pensa che il potente Arnold gli procurò quella rispettabilità di cui egli, dopo l'articolo critico di "Bilan", aveva urgentemente bisogno. Alla ditta Agol, dove Arnold e Staeubli nel 1983/84 si erano conosciuti, il primo nel 1994 era presidente, mentre Staeubli, Stiffler e Luginbühl, facevano parte del consiglio di amministrazione. (61)


SEGNALE AMBIGUO

"Anche dopo il colloquio con Jürg Stäubli", scrisse la "Schweizer Handelszeitung" (“Il giornale finanziario svizzero”) nel dicembre 1988, "non è chiaro che cosa sia veramente la JS Holding SA, da dove provenga in effetti il denaro investito e che cosa si persegua con una strategia di partecipazione piuttosto destrutturata. Le malelingue dicono, a Ginevra, che Stäubli sia solo una figura di facciata,una pedina destinata a far effetto sul pubblico nel gioco condotto da finanziatori stranieri".(62) Ciò che la "Handelszeitung" scrisse su Stäubli non vale forse anche per Pierre Arnold? Il veterano capitano d’industria si mise come pompiere e parafulmine alla testa di un agglomerato impenetrabile di ditte. Nasce così L’interrogativo se egli abbia reso possibile di dissimulare i veri rapporti di forza all’interno della JS Holding. Con il suo comportamento, Arnold ha dato un segnale che fino ad oggi non è stato ancora discusso pubblicamente. Onestamente bisogna dire che questa critica non tocca solo Arnold ma anche la Banca cantonale del Vaud. L'istituto ha fondato all'inizio del 1994 a Leysin, che per una diminuzione di un terzo dei pernottamenti soffriva con particolare intensità la crisi del turismo, una società per l'acquisto di hotel in difficoltà: la Leysin Holding. Il suo presidente è Jean Chevallaz, ex presidente della società, collegata alla JS-Holding, Leysintours, i cui alberghi furono pure assorbiti dalla nuova Leysin Holding. Nel consiglio di amministrazione di questa è presente accanto ad alcuni rappresentanti di banche e del settore turismo, anche Juerg Stauebli. Facendo un'analisi di carattere economico, ciò non significa altro che la banca cantonale del Vaud, nel suo comprensibile tentativo di salvare Leysin da un tracollo totale, si appoggia a organismi non trasparenti. Gli affari fatti in centri offshore non sono assolutamente equiparabili di per sé al riciclaggio di denaro. Ma queste piazze finanziarie vengono sfruttate come importante stazione di collegamento delle correnti di denaro sporco ai mercati finanziari legali. La richiesta in tutto il mondo di una lotta più incisiva al riciclaggio di denaro rende necessaria più trasparenza nel business offshore. Sul piano internazionale ciò significa maggior regolamentazione dei paradisi fiscali e dei porti dei capitali in fuga da parte di istituzioni sovrastatali. Per quanto riguarda la Svizzera, è necessaria anche avere chiarezza sui finanziatori segreti di quelle società svizzere finanziarie e d'investimento che si nascondono dietro uno schermo protettivo offshore di istituti, trust e fondazioni.


Note:

35) "24 Heures", 4.2.87

36) "Berner Zeitung" 1.9.88

37) "L'Hebdo", 8.9.88

38) "Blick", 26.4.88

39) "Schweizer Handelszeitung", 8.12.88

40) "Bilanz" 11/88

41) "Politik und Wirtschaft", 26 . 7. 89

42) "Cash", 22.9.89

43) In realtà Stäubli mostrò nei confronti dei suoi impiegati un atteggiamento arrogante. Anche alla fonderia di Friburgo. Dopo che lo SMUV in un comunicato aveva manifestato la sua disapprovazione per il piano sociale presentato, in "La Liberté" di Friburgo dell' 8.2.89 Stäubli fece annunciare quanto segue: " Per me un licenziamento è un licenziamento di troppo. Ho cercato le migliori soluzioni e ho affrontato il rischio di continuare a gestire la fonderia. All'interno i sindacati hanno apprezzato molto il nostro atteggiamento e ci hanno ringraziato. Alcuni giorni dopo hanno reso nota la questione al pubblico a mia insaputa . Se i sindacati vogliono una piccola guerra a coltelli tratti, si accomodino. Io non sono abituato a perdere queste battaglie (...) Se dovessi leggere di nuovo qualcosa di simile dello SMUV, anche una sola volta, licenzierò tutti". Un mese più tardi nella "Tribune de Genève" (14.3.89) diede una strigliata ai giocatori del suo Hockeyklub Genève-Servette: "Io che lavoro da 12 a 14 ore al giorno so che cosa significa la parola pressione. I giocatori, con il loro training e due partite alla settimana, non ne hanno idea. Sono stato troppo amabile! Ma non sarà più così."

44) "Politik und Wirtschaft", 26.7.89

45) "Bund", 23.10.89

46) "Construire", 26.4.89

47) Luginbühl era diventato noto con il caso del cinema Splendid a Berna. Nel 1986 egli voleva abbattere l'immobile adibito a cinema, appartenente alla sua Hipleh-Walt AG, e sostituirlo con negozi e uffici. Seguì una disputa di anni con la città e la protezione dei monumenti, finché nel 1994 rinunciò all'abbattimento della sala Art-déco e restaurò l'edificio.

48) "Schweizer Illustrierte ", 22.10.90

49) "Agefi", 24.6.91

50) "24 Heures", 9.7.91

51) "Cash", 2.8.91

52) Il WTC Management (World Trade Center Management) era attivo in Canada. A Francoforte e a Monaco Rico Luginbuehls Marua Holding (Berna) deteneva il 49% del WTC-Management GmbH (rispettivamente a Francoforte e a Monaco).

53) Nel novembre 1994 egli ha infine vinto l'azione legale, intentata stranamente a Parigi. La 17esima camera della corte penale parigina ha accertato il reato di diffamazione in tre parti dell'articolo e ha condannato il redattore capo Max Mabillard e il giornalista ad una pena pecuniaria di 10.000 franchi francesi e ad un risarcimento simbolico di un franco. Max Mabillard era uno dei pochi giornalisti francesi che negli anni '80 non si erano lasciati ingannare da Staeubli (vedi ad esempio: “Le Matin”, 28.3.87)

54) De Chastonay firma anche come consigliere d'amministrazione della CSC Impresa Costruzioni (Lugano, appartenente al complesso industriale Fiat). La società madre italiana Cogefar Impresit fu nel 1993 una delle prime imputate negli scandali per le tangenti.

55) Taramarcaz è presidente del deposito franco doganale di Ginevra e fa parte come l'avvocato d'affari Carlo Sganzini di Lugano e il presidente dell' Unigestion di Ginevra, Bernard Sabrier, del consiglio di amministrazione della Kofisa Trading di Ginevra, un'affiliata del gruppo turco Koç.

56) Una società del genere è ad esempio l'officina per macchine agricole Hämmerli et Cie. SA a Nyon con 60 posti di lavoro. E’ stata acquisita dalla JS Holding e, conseguentemente, anche Pierre Arnold e de Chastoney sono entrati nel consiglio di amministrazione.

57) "Der Bund", 25.6.93

58) Ivi

59) "Schweizer Illustrierte", 22.10.90

60) Ad esempio il "Tages-Anzeiger", 14.3.87

61) "Schweizer Illustrierte", 22.10.90

62) "Schweizer Handelszeitung", 8. 12. 88

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