mercoledì 3 marzo 2010

Come si può pretendere che si denunci l'usuraio?

Come si può pretendere che si denunci l'usuraio? - Un caso esemplare.


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Nell’aprile del 2006 i signori Bruno Tenti, Adriano Sinatti e Baldini Tiziana, tutti aretini, denunciano D.L., anch’egli aretino, per usura.
Una settimana dopo la Procura fa sequestrare 153 assegni oggetto del reato di usura perpetrato da D.L. nei confronti dei signori di cui sopra.
Nel novembre dello stesso anno il GIP Giovanni Fruganti convalida il sequestro preventivo dei titoli asserendo che il possesso degli assegni da parte di D.L. potrebbe aggravare le conseguenze del reato di usura.
Lo stesso GIP, tra l’altro, sottolinea “il preoccupante ritardo degli inquirenti nel depositare gli atti di indagine compiuti.”

Nonostante questo solo nell’ottobre del 2007 viene conferito incarico al consulente tecnico dott. Stefano Mendicino di calcolare il tasso di interesse delle operazioni economiche in questione. A tutt’oggi la consulenza non si è conclusa; la procura non ha infatti ritenuto esaurienti le conclusioni del perito e ha continuato a chiedere integrazioni alla perizia e a concedere proroghe per la sua definizione.

Dal luglio del 2009 il sostituto procuratore Marco Dioni prende in carico il procedimento avviato nel 2006 dal collega Giuseppe Ledda, trasferito nel frattempo ad altra sede. Anche negli ultimi mesi si è continuato a concedere proroghe al Consulente Tecnico.

Detto che sono trascorsi ormai quasi quattro anni dalla denuncia dei fatti e che i tempi per le indagini preliminari sono abbondantemente conclusi (massimo 20 mesi complessivi), occorre notare che nonostante quanto scritto a suo tempo dal giudice Fruganti e dal consulente tecnico Mendicino, che ritiene sussistente un tasso usurario, non si giunge al rinvio a giudizio dell’indagato.

Intanto i tre querelanti si sono rivolti alla Prefettura chiedendo di poter usufruire della legge che prevede l’erogazione di fondi anti usura. Anche in questo caso i quattro anni dalla domanda stanno per concludersi, ma non si giunge nemmeno alla delibera per il riconoscimento dell’anticipo previsto e questo nonostante il parere favorevole espresso oltre un anno fa da parte del giudice Ledda.
I tre querelanti (cui negli anni si sono aggiunte altre presunte vittime dello stesso soggetto) hanno tutti sostanzialmente cessato la propria attività di argentieri e non hanno più accesso al credito bancario. A causa dell’avvenuta attivazione di alcuni assegni da parte dell’indagato (D.L., assistito dall’avvocato Dieci), tra pochi giorni qualcuno di loro vedrà vendere all’asta la propria abitazione.

Lo Stato sollecita la denuncia degli usurai promettendo aiuto a chi trova il coraggio di presentarla, ma poi accade quello che sta succedendo a Bruno Tenti, Adriano Sinatti e Tiziana Baldini; è per questo che i tre, non avendo più nulla da perdere e assistiti da due legali di Terni, hanno deciso di scrivere una lettera – denuncia con la ricostruzione del loro calvario e di indirizzarla al Ministero di Grazia e Giustizia, al Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Dipartimento del Tesoro, al Consiglio Superiore della Magistratura, alla procura della Repubblica e alla Prefettura di Arezzo.

Chi scrive conosce direttamente le parti in causa e non mancherà di seguire gli ulteriori sviluppi del caso, aggiornando i lettori di Arezzo Notizie. Altre volte ci siamo occupati di denunciare la massiccia presenza dell’usura ad Arezzo, stavolta abbiamo un caso preciso con tanto di nomi e cognomi da poter scrivere.

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