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ECO - Tremonti: Verrà il tempo delle riforme e le faremo così
“La stabilità dei conti pubblici - ha detto il ministro - è una scelta che abbiamo fatto a giugno dello scorso anno prevedendo la crisi. Nessuno poteva prevedere il giorno in cui sarebbe arrivata la crisi ma sapevamo che sarebbe arrivata e abbiamo messo in sicurezza i servizi fondamentali del welfare. Sono come l’aria: si accorge che sono importanti quando mancano e noi abbiamo cercato di non fare mancare l’aria”. Parlando della solidarietà, il ministro ha ricordato che “il criterio scelto è stato quello di rafforzare gli ammortizzatori sociali. Se questo non basterà, comunque non lasceremo indietro nessuno”. “A ottobre del 2008 abbiamo sfiorato la catastrofe, abbiamo rischiato gli effetti disastrosi di una guerra senza avere combattuto”, ha poi aggiunto Tremonti dicendo che il peggio è stato evitato grazie all’intervento dei governi. “I dati negativi del presente dipendono dagli errori dal passato ma sono le aspettative positive del futuro a dipendere da noi. Per questo abbiamo prudenza, fiducia, fede".
"Ad ottobre del 2008 abbiamo visto molto da vicino il rischio di apocalisse finanziaria. Stava saltando nel suo insieme il sistema economico dell’Occidente. C’è stato il rischio di bancarotta complessiva, poi la crisi si è spostata dalla dimensione finanziaria alla dimensione reale”. Il peggio è stato evitato perché “sono scesi in campo i governi e la mano pubblica ha sostenuto la mano privata”. In questo momento ha ribadito il ministro è difficile fare previsioni. A ogni modo la crisi c’è. “Basta vedere le centinaia di navi che sono fuori dai porti. Una quota importante della flotta mondiale galleggia senza carico. Siamo in terra incognita ed è difficile formulare statistiche. Avevo definito qualche tempo fa ‘congetture’ le previsioni secondo le quali il Pil sarebbe andato giù del 2 per cento. Magari fosse andato giù del 2 per cento”. Infine il numero uno di via XX Settembre è ritornato a richiamare le banche perché facciano il loro dovere. “Il nostro dovere lo abbiamo fatto, ora il loro dovere lo devono fare le banche”, sono state le sue parole. La continuità al sistema industriale, ha aggiunto, è stata garantita perché il “governo ha cercato di tenere aperto il canale delle banche”. A Tremonti, a lungo applaudito dagli industriali, la Marcegaglia ha dato atto di aver "impostato una manovra triennale a giugno" che ha avuto il benefico effetto di tenere "la barra dritta verso il risanamento, evitando l'assalto alla finanziaria che abbiamo sempre visto in passato".
Era meglio se dava i 27 miliardi dei Tremonti Bind alla Cassa Depositi e Prestiti. Questa li avrebbe putoti moltiplicare 50 volte ed erogarli direttamente alle PMI. Ma con un governo di ignoramus, che ci volete fare?
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