mercoledì 3 agosto 2011

News stories related to the World Bank and IMF

A selection of news stories related to the World Bank and IMF, brought to you by the Bretton Woods Project:

Emerging markets warn IMF over Greek loan plan
http://www.ft.com/cms/s/0/eb8b83da-b86c-11e0-b62b-00144feabdc0.html#ixzz1TsQb35i3
Financial Times, 27 July 2011

martedì 2 agosto 2011

Global Rebellion Rages Across Europe

Decentralized Global Rebellion Rages Across Europe, Israel, Yemen, Bahrain, Syria and Egypt – #GIABO

August 1st, 2011 · · Activism

Decentralized Global Rebellion Rages Across Europe, Israel, Yemen, Bahrain, Syria and Egypt - #GIABOThe decentralized global rebellion rages on…

In Europe, the “Indignant People’s March” is headed across the continent to the EU headquarters in Brussels, Belgium. As IPS reports:

“Indignant” Demonstrators Marching to Brussels to Protest Effects of Crisis

Protesters from several European Union cities have begun to follow the example of hundreds of demonstrators from Spain who are marching from Madrid to Brussels, the bloc’s de facto capital, in a growing protest against the effects of the economic crisis and the fiscal adjustment policies adopted to combat it.

The march – literally, on foot – began Tuesday Jul. 26 with half a dozen people at the Puerta del Sol, in Madrid, the “kilometre zero” point from which all distances in the country are measured. The “‘Indignant’ People’s March” aims to cover the 1,550 km to Brussels by Oct. 8, one week ahead of the global demonstration planned for Oct. 15 by Democracia Real YA (Real Democracy Now!)

Marchers from other European cities will stop in Paris on the way to Brussels, to support the Occupy Wall Street initiative, aimed at occupying and disrupting what they call the “financial Gomorrah” of the United States…” [read full report]

The people of Israel, who recently joined the rebellion against Neo-Liberal economic domination, continued rallying across the country. As AFP report: “TENS of thousands of Israelis took to the streets in 10 cities across the country on Saturday evening to protest against the high cost of living. Between 80,000 and 120,000 protesters demonstrated, according to police and media estimates demanding ’social justice.’ More than 50,000 marched in downtown Tel Aviv…”

PHOTO GALLERY


Commonsense Approach to Debt Ceiling Debate

Ron Paul's Texas Straight Talk 8-1-11: A Commonsense Approach to the Debt Ceiling Debate

Ron Paul VS Barack Obama 2012

TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO

ECONOMIA. SCILIPOTI (MRN): TENTATIVO DELLE LOBBY BANCARIE DI FAR CADERE IL GOVERNO


Roma 02.08.2011: - “Sono convinto dell’importanza di una coesione tra Politica, Confindustria e sindacato, per affrontare al meglio la crisi economica, chiedendo alle banche di restituire agli utenti i 50 miliardi di euro, illegittimamente percepiti negli ultimi 20 anni”. Così l’On. Scilipoti (MRN) in riferimento alla crisi economia che ha investito, in questi ultimi 10 anni, il nostro Paese. “Le aziende migliorerebbero il proprio rating, potrebbero utilizzare le risorse riacquisite e accedere ad ulteriore credito per effettuare investimenti, fondamentali per la ripresa. Le banche, dal canto loro - prosegue Scilipoti – ove non disponessero immediatamente dei 50 miliardi di € da restituire e re immettere nel sistema economico per la crescita e lo sviluppo, potrebbero chiedere in tutto o in parte, il sostegno pubblico attuabile attraverso delle emissioni di speciali obbligazioni che le stesse banche potrebbero restituire nell’arco di un decennio. Il reddito (attuale e dei prossimi 10 anni) dei cittadini, delle famiglie e delle imprese, non presenta - allo stato attuale - dei margini ulteriori per delle manovre economiche volte a reperire risorse per lo sviluppo. E’ inutile - continua Scilipoti - fare pressing sul Governo con la inedita “triplice” , Banche - Confindustria - Sindacati, il cui obbiettivo appare quello di far cadere l’esecutivo, auspicando un ritorno dell'opposizione alla guida del Paese. La sinistra, si sa, è da sempre alleata con il sistema bancario. E’ per questa ragione che invito la Marcegaglia e la Camusso a unirsi a noi, al cospetto dell'ABI e non al suo fianco, affinché siano le banche, restituendo il maltolto, a farsi carico della ripresa economica. Nel 2008, in Francia, negli USA ed in Paesi, sono stati concessi agli istituti di credito dei finanziamenti pubblici per evitarne il tracollo, regolarmente restituiti (compresi gli interessi).Sono stati ben 13 i miliardi di € di Interessi pagati dalle Banche Francesi allo Stato, che sono stati tutti dirottati verso lo sviluppo: finanziando la ricerca scientifica. Le banche, quindi, in Italia, rappresentano un’importante risorsa, tuttora utilizzabile per sostenere la crescita e la Marcegaglia e la Camusso devono schierarsi dalla parte degli oppressi e non degli oppressori.

lunedì 1 agosto 2011

IL MILLEPROROGHE NON COMPROMETTE LE CAUSE

IL MILLEPROROGHE NON COMPROMETTE LE CAUSE PER IL RIMBORSO DELL’ANATOCISMO & C.

Il giudizio intentato dal correntista contro la banca, per far valere la nullità della clausola anatocistica (nonché le altre affette da nullità) è imprescrittibile, ai sensi dell'art. 1422 c.c.- Nulla può, dunque, in tal caso la norma sulla prescrizione ed il Milleproroghe. Mentre è soggetta a prescrizione l'azione promossa dal correntista ai fini di conseguire la ripetizione delle somme che assume di avere pagato a titolo di anatocismo. Ma il pagamento, secondo le Sezioni Unite della Cassazione (si legga con la dovuta attenzione la Cass. SU 24418 del 2010), avviene solo con la chiusura del conto e non con l’annotazione. Quindi i correntisti che hanno intrapreso (o vorranno intraprendere) le cause per la restituzione dell’anatocismo possono stare tranquilli. La Magistratura è cosa ben diversa dall’attuale Governo. Sul sito http://www.studiotanza.it/ vi è il testo completo dell’articolo. E’ importante non fare il gioco dei filo bancari!

FATE CIRCOLARE AL MASSIMO QUESTO MESSAGGIO

Avv. Antonio TANZA - Vicepresidente Adusbef
Corso Porta Luce, 20 - 73013 Galatina (Le)
tel. 0836.566094 fax. 0836.631656

SBANCA LA BANCA !

SBANCA LA BANCA! - GLI INVESTITORI INTERNAZIONALI HANNO CAPITO CHE IL TOP DEL MARCIO DEL SISTEMA-ITALIA È NELLE BANCHE (E DI COLPO NON SI VEDONO PIÙ I DITINI ALZATI DEI PASSERA E DEI PROFUMO) - IL TIRO A SEGNO È DOVUTO ALLA FORTISSIMA ESPOSIZIONE AI TITOLI DI STATO (DIVORATI PER GARANTIRSI FACILI GUADAGNI E OGGI SVALUTATI) CHE PESANO NEI BILANCI PER 200 MLD € - AGGIUNGERE LA DIFFICOLTÀ A RECUPERARE I CREDITI (CHE PESANO PER 85 MLD NEI BILANCI DI UNICREDIT, INTESA, MONTE PASCHI, UBI, BANCO POPOLARE)...

Vittorio Malagutti per "il Fatto quotidiano"

PASSERAPASSERA

Banche ancora nel mirino dei mercati finanziari: ieri i titoli dei nostri istituti di credito sono stati bersagliati dalle vendite. E ora in Borsa valgono anche meno della metà del loro patrimonio netto.

"Le banche italiane? Pronte ad affrontare le prove più dure, garantiva nemmeno due settimane fa Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi cioè la Confindustria del credito. Il 15 luglio, data delle dichiarazioni di Mussari tutti e cinque i grandi istituti nazionali sottoposti agli stress test dalle autorità di controllo europee avevano superato l'esame. Promosse a pieni voti Intesa, Unicredit, Monte Paschi e Ubi, con qualche riserva il Banco Popolare. Tutto bene, allora? Proprio per niente. Perchè dal 15 luglio a oggi i titoli bancari italiani sono entrati nel frullatore dei mercati. Forti ribassi, seguiti da fiammate al rialzo. Il clima resta pesante, come dimostra la giornata di ieri.

Giovanni BazoliGIOVANNI BAZOLI

Il fatto è che i grandi investitori internazionali vendono Italia a piene mani e se la prendono con le banche perchè queste concentrano al massimo grado tutte le debolezze del nostro sistema. A cominciare dalla fortissima esposizione ai titoli di Stato, di cui le banche hanno fatto incetta negli ultimi due anni per garantirsi facili guadagni.

Nei bilanci degli istituti, in base agli ultimi dati disponibili, sono parcheggiati qualcosa come 200 miliardi di Btp le cui quotazioni sono scese molto negli ultimi mesi. Di conseguenza gli stock di titoli in portafoglio alle banche si svalutano. Inoltre i banchieri vedono crescere i costi della raccolta, perché devono offrire ai risparmiatori che comprano le loro obbligazioni rendimenti competitivi con quelli dei titoli di Stato.

ALESSANDRO PROFUMO E MOGLIE SABINA RATTIALESSANDRO PROFUMO E MOGLIE SABINA RATTI

In prospettiva quindi i margini di guadagno degli istituti di credito italiani, già inferiori a quelli di buona parte dei maggiori concorrenti internazionali, sembrano destinati a scendere ancora. E un primo segnale concreto potrebbe arrivare già nei prossimi giorni, quando verranno resi noti i conti semestrali delle banche quotate. Gli analisti si attendono risultati stabili nella migliore delle ipotesi e comunque non proprio esaltanti.

Poi c'è il problema delle sofferenze, cioè i crediti difficili da recuperare. Alla fine del 2010 questa voce pesava per 85 miliardi nei bilanci dei primi cinque gruppi bancari (Unicredit, Intesa, Monte Paschi, Ubi, Banco Popolare), ovvero ben oltre il doppio rispetto alla fine del 2007, quando l'economia reale è entrata in crisi. E' vero che di recente il trend di aumento delle sofferenze ha rallentato il passo.

Giuseppe MussariGIUSEPPE MUSSARI

E anche i prestiti alla clientela hanno ripreso ad aumentare. Tutto questo però non basta ancora, soprattutto se la ripresa economica resta debole come negli ultimi mesi. Di conseguenza le banche saranno costrette ad accantonare ancora somme importanti a copertura dei crediti a rischio, penalizzando così il conto economico.

Se si sommano tutti questi fattori negativi, Btp, sofferenze, bilanci deludenti, il minimo che può succedere in Borsa è il tiro a segno sugli istituti con targa italiana. E il ribasso è amplificato dai programmi computerizzati di trading che vendono in automatico titoli, oppure strumenti derivati con azioni come sottostante, sulla base di complessi algoritmi. Una batosta tira l'altra e le quotazioni si stanno pericolosamente avvicinando ai record negativi fatti segnare nel marzo 2009, nel pieno della bufera finanziaria globale. Anzi, a ben guardare, il Monte Paschi ha già superato, al ribasso, quella soglia.

Federico Ghizzoni UNICREDITFEDERICO GHIZZONI UNICREDIT

Le grandi banche italiane, come Unicredit e Intesa, ormai valgono in Borsa meno della metà dei loro mezzi propri. Per il Banco Popolare questo rapporto è addirittura arrivato al 20 per cento, per il Monte dei Paschi si aggira intorno al 30 per cento. Valori lontani da quelli dei maggiori concorrenti internazionali tedeschi, francesi, britannici che in media vantano mezzi propri pari o di poco superiori alla capitalizzazione borsistica. E allora, se le banche italiane sono così penalizzate la colpa non può essere solo delle scommesse al ribasso degli speculatori. Il problema è che gli investitori temono che i banchieri tricolori si siano infilati in un tunnel di guai da cui faticheranno molto a uscire.

domenica 31 luglio 2011

La Polizia italiana, la Russia, i crimini contro le banche

Nonostante la POLIZIA SAPESSE BENE DAL SETTEMBRE 2006 da dove venivano commessi crimini telematici sui conti bancari, molti correntisti italiani sono stati processati senza motivo, negli anni seguenti. Perché ?

Eventi & Dintorni: EUROSCHIAVI

euroschiavi.jpgAppuntamento in libreria con Euroschiavi La grande frode del debito pubblico - I segreti del signoraggio - Chi si arricchisce davvero con le nostre tasse (Marco Della Luna, Antonio Miclavez, Arianna Editrice, pag. 400): "L'Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un'elevata pressione fiscale. Il debito pubblico è un'invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea. In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale. Quando lo Stato domanda soldi alla Banca Centrale paga il costo del valore nominale (e non il solo costo tipografico) con titoli del debito pubblico, ossia impegnandosi a riscuotere crescenti tasse dai cittadini e dalle imprese. Tutto ciò avviene attraverso la Banca Centrale Europea, un mostro giuridico creato dal Trattato di Maastricht, esente da ogni controllo democratico come un vero e proprio Stato sovrano, posto al disopra delle parti. Euroschiavi svela i segreti e i meccanismi di questo sistema di potere che si è eretto e mantenuto sul fatto di essere ignorato dalla gente, soprattutto dai lavoratori, dai risparmiatori e dai contribuenti, e indica come porre fine legalmente a questo saccheggio. Il libro è di facile comprensione sia per chi si interessa di politica e finanza sia per il lettore non specialista. Euroschiavi offre un'impressionante documentazione delle modalità con cui il moderno "Signore" (le Banche Centrali) ha costruito un sistema di potere e di leggi che pone al suo servizio lo Stato, il fisco, la Pubblica Amministrazione e tutti noi. La Costituzione italiana, quella europea, i trattati, le leggi, sono manipolati o disattesi per occultare i traffici e gli interessi dei grandi banchieri proprietari delle Banche Centrali che si arricchiscono sulla pelle dei popoli.".

sabato 30 luglio 2011

How to Liberate America (and Europe)

How to Liberate America

How is it that our nation is awash in money, but too broke to provide jobs and services? David Korten introduces a landmark new report, “How to Liberate America from Wall Street Rule.”
Document Actions
by

American economy, image by Beverly & Pack

The dominant story of the current political debate is that the government is broke. We can’t afford to pay for public services, put people to work, or service the public debt. Yet as a nation, we are awash in money. A defective system of money, banking, and finance just puts it in the wrong places.

Raising taxes on the rich and implementing financial reforms are essential elements of the solution to our seemingly intractable fiscal and economic crisis. Yet proposals currently on the table fall far short of the need.

A newly released report of the New Economy Working Group, coordinated by the Institute for Policy Studies in Washington, DC, goes beyond the current debate to call for a deep restructuring of the institutions to which we as a society give the power to create and allocate money. How to Liberate America from Wall Street Rule spells out the steps required to rebuild a system of community-based and accountable institutions devoted to financing productive activities that create good jobs for Americans and generate real community wealth.

We can’t afford to pay for public services, put people to work, or service the public debt. Yet as a nation, we are awash in money.

Over the past 30 years, virtually all the benefit of U.S. economic growth has gone to the richest 1 percent of Americans. Effective tax rates for the very rich are at historic lows and many of the most profitable corporations pay no taxes at all.

Despite the financial crash of 2008, the financial assets of America’s billionaires and the idle cash of the most profitable corporations are now at historic highs. Their biggest challenge is figuring out where to park all their cash.

Read the report: How to Liberate America from Wall Street Rule

Unfortunately, most of those who hold the cash and the corporations they control have lost interest in long-term investments that build and expand strong enterprises. The substantial majority of trades in financial markets are made by high-speed computers in securities held for fractions of a second. Business pundits still refer to this trading as investment. It bears no resemblance, however, to the investment required to put people to work rebuilding a strong America.

Corporations are using their stores of cash primarily to buy back their own stock, acquire control of other companies, invest in off-shoring yet more American jobs, and pay generous dividends to shareholders and outsized bonuses to management.

It was not always so. In response to the Great Depression, our country enacted financial reforms that put in place a system of money, banking, and investment based on community banks, mutual savings and loans, and credit unions. These institutions provided financial services to local Main Street economies that employed Americans to produce and trade real goods and services in response to community needs and opportunities.

This system, which Wall Street interests dismiss as quaint and antiquated, financed the U.S. victory in World War II, the creation of a strong American middle class, an unprecedented period of economic stability and prosperity, and the investments that made America the world’s undisputed industrial and technological leader.

David Korten's Agenda for a New Economy tilt left gifDavid Korten'sAgenda for a New Economy

-Buy the book.


-Read the blog series.

In the 1970’s Wall Street interests began pushing a deregulation agenda that led to a transfer of financial power from Main Street to Wall Street. Wall Street’s mega-banks lost interest in real investment and developed a new business model. They now specialize in charging excessive fees and usurious interest rates, providing leverage to speculators, speculating for their own accounts, luring the unwary into mortgages they cannot afford, bundling junk mortgages to sell them as triple-A securities, betting against the clients to whom they sell the overrated securities, extracting subsidies and bailouts from government, laundering money from drug and arms traders, and offshoring their profits to avoid taxes.

The consequences include the erosion of the middle class, an extreme concentration of wealth and power, a costly financial collapse, persistent high unemployment, housing foreclosures, collapsing environmental systems, the hollowing out of U.S. industrial, technological, and research capacity, huge public and international trade deficits, and the corruption of our political institutions.

Wall Street profited at every step and declared its experiment with deregulation and tax cuts for the wealthy a great success. It now argues for extending the same measures even further.

How to Liberate America from Wall Street Rule spells out details of a six-part policy agenda to rebuild a sensible system of community-based and accountable financial services institutions.

  1. Break up the mega-banks and implement tax and regulatory policies that favor community financial institutions, with a preference for those organized as cooperatives or as for-profits owned by nonprofit foundations.
  2. Establish state-owned partnership banks in each of the 50 states, patterned after the Bank of North Dakota. These would serve as depositories for state financial assets to use in partnership with community financial institutions to fund local farms and businesses.
  3. Restructure the Federal Reserve to function under strict standards of transparency and public scrutiny, with General Accounting Office audits and Congressional oversight.
  4. Direct all new money created by the Federal Reserve to a Federal Recovery and Reconstruction Bank rather than the current practice of directing it as a subsidy to Wall Street banks. The FRRB would have a mandate to fund essential green infrastructure projects as designated by Congress.
  5. Rewrite international trade and investment rules to support national ownership, economic self-reliance, and economic self-determination.
  6. Implement appropriate regulatory and fiscal measures to secure the integrity of financial markets and the money/banking system.

How to Liberate America from Wall Street Rule is the product of extended discussions among representatives of a diverse group of organizations committed to deepening and reframing the conversation on financial reform to focus attention on the serious financial system restructuring required to build a strong new American economy adequate to the social and environmental challenges of the 21st century. It may be freely shared, reproduced and distributed with appropriate citations.

Click here to read the report.


David Korten author picDavid Korten is co-founder and board chair of YES! Magazine and co-chair of the New Economy Working Group. He is the author of Agenda for a New Economy, The Great Turning: From Empire to Earth Community, and the international best seller When Corporations Rule the World. He is principal author of How to Liberate America from Wall Street Rule, which shows how America can restore economic health and financial integrity by rebuilding a system of accountable local financial services institutions much like the one that financed the achievements that made America the envy of the world.

Interested?