martedì 1 marzo 2011

Bergamo: 6° CONVEGNO SUL DENARO-DEBITO

Bergamo: 6° CONVEGNO SUL DENARO-DEBITO



























La crisi economica vista da un sindacalista bancario

La crisi economica vista da un sindacalista bancario



crisi-italia Inizio questo intervento in maniera inconsueta. Un indovinello: “su di un albero ci sono dieci uccelli. Un cacciatore spara, ne colpisce 3, quanti ne rimangono?”
Qualcuno risponderà 7, altri diranno “nessuno”, poiché “lo sparo ha spaventato i superstiti che, lesti-lesti, sono volati via”.

Qual è la risposta giusta?
Entrambe potrebbe esserlo.
Dipende dall'approccio interpretativo rispetto alla comprensione della domanda.

E’ altrettanto evidente che i responsi sarebbero ambedue errati nel caso in cui il quesito sottintendesse alcuni elementi non palesi, non tenuti in debita considerazione nell’esercizio della logica.

Trasducendo la metafora comprenderete meglio ciò che intendo.

L'attuale contingenza, angosciosa, rappresenta una preoccupazione che varie fazioni di pensiero tentano disperatamente di arginare. Ciascuno degli attori, convinto delle proprie ragioni, elabora ragionamenti fondati su parametri culturali e ideologici del tutto diversi tra di loro, a volte addirittura contrapposti.

L’unico elemento che accomuna le parti in causa è, purtroppo, una grave carenza. TUTTI QUANTI IGNORANO (alcuni, ahimè, volutamente) la VERA RADICE del male, per cui la questione si traduce in un FALSO PROBLEMA. Ecco il motivo dell’inefficacia di qualunque decisione venga messa in campo.

Da qui in poi il mio scopo è quello di mostrarvi tale RADICE.

«Quando un governo dipende dai banchieri per il denaro, questi ultimi E NON I CAPI DEL GOVERNO, controllano la situazione, dato che la mano che dà sta’ al di sopra della mano che riceve. Il denaro non ha madrepatria e i finanzieri non hanno patriottismo, né decenza. IL LORO UNICO OBIETTIVO E’ IL PROFITTO».

Sapete chi pronunciò tali illuminate -e illuminanti- parole? Fu Napoleone Bonaparte, nel 1815! Ciononostante esse sono d’una sconcertante attualità.

La cosiddetta CRISI, da tutti noi chiaramente percepita, non è altro che un fantasma, uno spettro. Tra poco mi spiegherò meglio.

Il pianeta è ben saldo nelle mani di alcuni poteri segreti che ne gestiscono le sorti. La leva principale da essi utilizzata per gestire il turpe meccanismo della dominazione è l'egemonia monetaria, economica e finanziaria.

Nessun individuo può affrancarsi dall'incontrastabile influenza di tali strumenti, e la vita di ogni essere umano ne è pesantemente subordinata.

IL VERO GOVERNO è molto ben dissimulato e riesce a perpetrarsi nei secoli alimentando l’ignoranza dei popoli sulle vere cause che ne hanno prodotto la storia.

A tale proposito cito la chiarissima affermazione di Honoré de Balzac: «Sono due storie. La storia ufficiale, menzognera, la storia AD USUM DELPHINI [*], ovvero quella che ci viene insegnata e conosciamo; e poi c’è la storia segreta, DOVE SI TROVANO LE VERE CAUSE DEGLI AVVENIMENTI. UNA STORIA VERGOGNOSA».

Le fondamenta di un tale “castello degli spettri” sono fabbricate con un materiale altrettanto illusorio: IL DENARO.

Il denaro non è altro che una convenzione strumentale, dogmaticamente inculcata nel tempo al fine di radicare nella mente collettiva un solido sistema di credenze, assai utile a irreggimentare il gregge umano. In questo modo viene reiterata da tempi lontani una scellerata truffa basata sul debito.

Tra i molti sistemi allestiti nel tempo, il SISTEMA-DEBITO E’ CERTAMENTE IL PEGGIORE. Da esso derivano le molte forme della moderna schiavitù, alcune delle quali attengono alle tutele di competenza delle organizzazioni sindacali. La facciata democratica, penzolante come una carota dinnanzi ai nostri paraocchi, confonde la percezione collettiva cosicché, inorgogliti da falso senso di libertà, accettiamo e giustifichiamo anche le innumerevoli bastonate.

Certamente, l’allevatore mantiene la mandria in discrete condizioni ma, giusta la minima sufficienza per poterla sfruttare al meglio; è ovvio che egli non ha interesse a custodirla come un improbabile buon samaritano.

Chi non dispone a sufficienza di questo “NULLA” chiamato denaro, è bollato, catalogato quale signor “nessuno”; egli potrebbe tranquillamente morire di fame, o di stenti, in strada o sotto un ponte, tra l’indifferenza generale.

1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 ... in questo istante, in qualche parte del mondo, muore un bambino, a causa della mancanza di cibo. Ogni sette secondi questo si ripete, ogni giorno, per 365 giorni all’anno.

L’Essere Umano, se non è ben integrato nella schiavitù monetaria del lavoro, fondata sul denaro-nulla, VALE MENO di quel pezzo di carta che gli è indispensabile per SOPRAVVIVERE.

IL NULLA determina il valore della Vita. E’ questo che ci vantiamo di definire CIVILTA? Non credete anche voi che siamo tutti quanti vittime di una stupefacente illusione collettiva?

A corredo della credibilità di tali grevi affermazioni vi rammento il funzionamento del "sistema-debito".

Le tre chiavi del “castello degli spettri” si chiamano: 1) SOVRANITA’ MONETARIA; 2) SIGNORAGGIO BANCARIO; 3) DEBITO E SCHIAVITU’.


1) Sovranità monetaria,
ergo, il potere di emettere il denaro e i suoi surrogati.

Sempre più spesso sento parlare di “Sovranità Popolare”. In molti si riempiono la bocca di sciocchezze proclamando la sovranità del nostro popolo. Ma di quale sovranità possiamo davvero disporre se addirittura ci viene negata quella primaria? Qual è?

Rispondete a questa domanda
: “Chi detiene effettivamente, in barba a quanto inciso col sangue della resistenza nella nostra costituzione, il monopolio di battere moneta?

Di certo non il popolo e tanto meno lo Stato che lo dovrebbe rappresentare. Il condizionale è d’obbligo: DOVREBBE RAPPRESENTARE.

I veri sovrani sono alcune entità private, NON ELETTE, munite di poteri superiori a quelli degli Stati pseudo-sovrani. I governi sono servi e si limitano a recepire le volontà dei loro padroni e a riversarla sotto forma di leggi sui propri cittadini o, meglio, sudditi dei sudditi.

La leva viene agita attraverso le banche centrali, PRIVATE ASSOCIAZIONI che emettono moneta senza alcuna copertura, creandola letteralmente dal nulla.

Agli Stati pseudo-sovrani è fatto divieto di battere moneta. Essi hanno sottoscritto accordi in tal senso: un oltraggio alla costituzione e ai diritti del proprio Paese. La legittima sovranità, conquistata dai nostri padri e madri, e dai nostri nonni e nonne, i quali non hanno esitato in molti casi a sacrificare la vita stessa per donarci libertà e sovranità, CI VIENE NEGATA PER MEZZO DI UN TERRIFICANTE INGANNO.


2) Signoraggio bancario

Anticamente era il “signore” che esercitava la sovranità monetaria, perciò emetteva, o “batteva”, moneta. Egli, il signore, si serviva di tale diritto essendo proprietario del metallo nobile adoperato per il conio. Furbescamente, egli usava “inquinare” le monete preziose con una certa percentuale di metallo vile, al fine di lucrare sulla differenza di valore. In questo modo il signore traeva profitto dal suo “diritto di signoraggio”.

Al presente, il diritto di signoraggio è esercitato dalle BANCHE CENTRALI. Meno di trenta centesimi è il costo di produzione; la cifra apposta sulla banconota costituisce, per contro, il prezzo di vendita della stessa. Un bel ricarico, non c’è che dire … e noi che ci lamentiamo del bottegaio sotto casa!

Il denaro, così PRODOTTO EX-NIHILO (dal nulla per diritto Divino) a un mero costo tipografico, senza alcuna copertura che ne garantisca il valore intrinseco, viene poi prestato agli Stati al prezzo nominale; et voilà, il gioco è fatto!

Anzi, no. Non è ancora finita; la RENDITA DA SIGNORAGGIO è accresciuta dagli interessi, che le banche centrali ricaricano sul valore di facciata, o valore nominale.

Il tutto pare essere ESENTASSE. Qualora ciò fosse vero, considerando soltanto l'Italia, si quantificherebbe l'evasione fiscale in centinaia di miliardi di euro.


3) Debito e schiavitù

Per mezzo di quanto sopra chiarito, il mondo viene indebitato e, conseguentemente, reso schiavo.

In che modo?

L’emissione di denaro-nulla è SEMPRE gravata da debito-effettivo
. Infatti, gli Stati pseudo-sovrani in cambio debbono emettere e consegnare titoli del debito pubblico, per un ammontare pari al valore facciale del prestito monetario maggiorato degli interessi, rigorosamente stabiliti dalla banca centrale stessa. Questo è il vero COSTO DEL DENARO, espressione ripetuta come il refrain d'una triste canzone nazionale.

Gli Stati, in cambio di carta straccia, indebitano i propri cittadini consegnandoli di fatto nella mani dei macellai usurocrati. Infatti, chi detiene la proprietà dei Titoli di debito di uno Stato si impossessa della ricchezza del Paese. Sappiate che, se l’Europa non è ancora andata in default, e se il sitema-euro -pur traballando- sta ancora in piedi, è perché la Cina sta acquistando grandi fette del debito europeo, oltre che di quello Americano.

Questo fatto mi preoccupa ancor più del fallimento degli Stati Europei. Comprendete cosa intendo?

La connivenza politica permette di drenare la ricchezza prodotta col nostro lavoro, col nostro sacrificio quotidiano. Illusi di contribuire al benessere e alla ricchezza del Paese, al contrario, non siamo altro che ghiotto e ottuso alimento per il sistema.

Come avviene il drenaggio?
Le tasse. L’imposizione fiscale è lo strumento di deflusso della ricchezza che noi tutti produciamo giorno dopo giorno.

Vi siete mai chiesti perché l’imposizione fiscale cresce vergognosamente, mentre i servizi a beneficio della collettività vengono via-via a essere tagliati e sacrificati adducendo giustificazioni insensate e assolutamente intollerabili?

Il debito che cresce esponenzialmente a causa della ricapitalizzazione (interessi sugli interessi ad - libitum) costringe il complice ministro dell’economia a dirottare le risorse laddove il sovrano impone. Le tasse crescono e i servizi spariscono poco alla volta.

Tutto ciò si esprime in un grafico a curva ascendente che evidenzia l’ineluttabilità del collasso, prima, e del crollo sistemico, poi.

Sapendo tutto questo, ora, riuscite a intuire come si trasformerebbe, magicamente, la vita di tutti noi se decidessimo di liberarci dalla schiavitù monetaria?

Immaginate: se un solo Stato trovasse il coraggio di fare ciò, non credete che anche gli altri seguirebbero a ruota?

Il mondo, allora, diverrebbe davvero un bel posto per viverci! Tutto questo si potrebbe realizzare in pochissimo tempo, se solo lo volessimo.

UTOPIA? NO, GIUSTIZIA!

Ricordate la promessa fatta ai nostri iscritti con l’ultimo congresso del 2009?

VALORIZZARE IL LAVORO
PER RIDURRE LE DISUGUAGLIANZE
PER USCIRE DALLA CRISI
PER RILANCIARE IL PAESE.

A leggere i numeri del Paese, 2 anni dopo, qualche interrogativo sono costretto a pormelo. Soprattutto mi chiedo se sia possibile mantenere tali promesse con una politica costantemente difensiva, volta a rintuzzare le difficoltà derivanti dalla schiavitù, o se invece non sia giunta l’ora di gonfiare il petto e orientare tutte le nostre energie verso il tentativo di spezzare le catene.

Di tanto in tanto mi sovviene il ricordo di Giulio Pastore, che onorò la mia bella Valsesia con la sua permanenza, e mi domando come egli si comporterebbe oggi, al posto nostro. Dentro di me, è forte la convinzione che, senza alcuna esitazione, ci prenderebbe per mano per condurre la SUA Cisl verso nuovi ambiziosi lidi. I tempi lo impongono, lo dobbiamo ai nostri iscritti, e non solo.

Ovviamente attendo una risposta dal tavolo dirigenziale di questo Consiglio Generale, e consegno al suo presidente copia di questo documento da allegare agli atti.

Vi interessa, invece, la mia risposta all’indovinello iniziale?

Un attimo prima di premere il grilletto, il cacciatore comprese di essere lui stesso la causa prima del problema. Scelse di non sparare, e gettò il fucile per sempre.

Grazie.


Fonte: Wikipedia [*] Ad usum delphini. La frase nasce in Francia, dove veniva stampigliata sulla copertina dei testi classici (greci e latini) destinati all'istruzione del figlio del Re Luigi XIV ed erede al trono, detto Delfino (o Gran Delfino). Tali testi venivano epurati dei passaggi ritenuti più scabrosi o comunque inadatti alla giovane età del Delfino. La collezione di libri ad usum Delphini comprende 64 volumi stampati tra il 1670 e il 1698 per ordine del precettore del Gran Delfino, il duca di Montausier, e sotto la supervisione di Bossuet e Huet.

Significato attuale.
Oggigiorno la frase viene utilizzata per indicare l'edizione di un testo semplificato perché sia adatto alla limitata (per età o per cultura) capacità di apprendimento di una persona.

Fra le altre interpretazioni dispregiative citiamo quella che vede la frase come simbolo di tutte le manipolazioni di notizie o altre informazioni intese a compiacere un dato soggetto o a nascondere delle verità scomode per la parte in causa. Un ulteriore utilizzo della frase, molto meno ricorrente dei precedenti, è registrato in documenti clinici e referti di esami medici relativi ad un paziente le cui gravi condizioni fisiche e/o psichiche sconsigliavano la comunicazione diretta di notizie relative ad un ulteriore peggioramento; i documenti e i referti "addomesticati" per il paziente in oggetto riportavano la dicitura "copia a.u.d.". Oggi la giurisprudenza in ambito medico ha di fatto reso non legale la redazione di documenti a.u.d.

Relazione di Danilo Perolio
Segretario Responsabile FIBA/CISL Territoriale di Vercelli al Consiglio Generale U.S.T. CISL VERCELLI
Vercelli, lunedì 21 febbraio 2011

FIBA/CISL
Federazione Italiana Bancari Assicurativi
Sindacato Territoriale
Via Paggi,1 – 13100 Vercelli (Vc)

Tratto da: http://www.liberamenteservo.it/modules.php?name=News&file=article&sid=4089

L'Italia dei Domenico Scilipoti - O. Beha

Domenico Scilipoti, politico italiano
Domenico Scilipoti, politico italiano

Oliviero Beha

"Dall’ultimo rapporto della Uil si evince che questa è l'Italia dei Domenico Scilipoti"

Non vi piacciono le teorie, le analisi, le impressioni? Non vedete l’ora di schierarvi (non tutti spero, per carità) pro o contro il caimanuccio? Proviamo allora con i numeri. Dall’ultimo rapporto della Uil, non esattamente un sindacato sulle barricate: negli ultimi dieci anni, compresi quindi quelli in cui le fasce più deboli si sono miseramente impoverite, la spesa per la politica in Italia è cresciuta del 40%. Circa 664 euro a contribuente. Il costo complessivo è annualmente oggi di 24,7 miliardi di euro, dallo Stato centrale alle Regioni passando per le auto blu, quindi una Finanziaria monstre. Equivale al 2% del Prodotto Interno Lordo italiano. Questa crescita vertiginosa non ha eguali in alcun Paese europeo.
Nota: da anni vado scrivendo che questa non è più politica da un pezzo, che la classe dirigente, politica in senso stretto (vedi le cifre summenzionate) e in senso lato, del potere italiano più composito, non fa politica “etimologicamente” intesa, la polis, diritti e doveri, valori e programmi ecc., ma solo affari. Riscuote i dividendi della maggioranza e quelli dell’opposizione. Ancora dal rapporto Uil: lo Stato centrale (Presidenza della Repubblica e del Consiglio, Camera, Senato, Indirizzo politico dei Ministeri, Corte Costituzionale) secondo il bilancio preventivo dello Stato quest’anno ci costerà, dico a noi che paghiamo le tasse anche per gli evasori, oltre 3,2 miliardi di euro. Per il solo funzionamento di Palazzo Chigi per il 2011 sono previste spese per 477 milioni di euro. Per gli organi di Regioni, Province (ma non si dovevano abolire, nei programmi elettorali di qualcuno ?) e Comuni costi per 3,3 miliardi di euro.
Riferendoci al 2010 il solo costo per il funzionamento di Consigli e Giunte Regionali è stato di circa 1,2 miliardi di euro, con in testa la Sicilia (158 milioni) seguita dal Lazio (128). Vi risparmio la vergogna dei numeri delle auto blu, su cui sono già tornato più volte anche qui. Nessun paese al mondo si può permettere questi costi della politica e un numero di persone così elevato che ne vivono a spese degli altri, una moltitudine, a maggior ragione se non si tratta di politica ma di “politica politicante ed esercente” come la chiamo da alcuni anni nei miei libri, cioè di “Affari” che impiastricciano e condizionano materialmente e moralmente la vita quotidiana di tutto il Paese. Dice: ma non hai ancora nominato Berlusconi, siamo preoccupati. Tranquilli, non ce n’è motivo. La maggioranza ha fatto passare alle Camere con la fiducia (a Montecitorio 300 contro 277 perché qualcuno della maggioranza ma anche “curiosamente” molti dell’opposizione) il cosiddetto decreto Milleproroghe, fonte di polemiche e discussioni con il Quirinale.
Decisivo il gruppetto dei cosiddetti “Responsabili” genere Scilipoti, ideologi che cambiano casacca omologhi al potere ovunque si trovi, un potere fatto di OGM e non più di umani accettabili. Tanto “responsabili” appunto che nel decreto è rimasta la norma salva-banche, quella che tiene a bada le cause dei consumatori/clienti contro l’anatocismo, cioè gli interessi sugli interessi che gli istituti di credito hanno chiesto fino al 2000. Sono tanti soldi, che forse farebbero comodo a tanti risparmiatori, di destra e di sinistra, non appartenenti al censo dei ricchi o dei benestanti di cui mi occupo così spesso qui.
Il Milleproroghe ha stabilito che i diritti si prescrivono dopo dieci anni dall’annotazione in conto corrente e non dal giorno di chiusura dello stesso come ha stabilito una sentenza della Corte di Cassazione. Come la mettiamo con tutti coloro che vogliono (giustamente) che si parli del signoraggio bancario e di tutto ciò che si ricollega a questo cappio che economicamente ci strangola da sempre ma ancora di più in questi ultimi anni di crisi? C’entra Berlusconi (in Aula a votare, per di più) oppure no? C’entra l’opposizione che comunque al governo sia pure per poco c’è stata e adesso non vota neppure compatta contro, oppure no? C’entrano questi numeri con la mia valutazione sul precipizio italiano, oppure no?
Ultimi numeri, risparmiandovi la considerazione che di tutto questo non si parla mai o quasi e comunque mai in modo evidente, con battaglie serie, né l’altra considerazione che il costo mostruoso della politica si ricollega all’imprenditoria che riscuote stock option mentre licenzia e appunto alla Finanza che si porta sempre a casa il tesoretto, mentre per Berlusconi and family le entrate sono sempre floride e lui fa il Presidente del Consiglio. Ma forse è un caso, e le cose non c’entrano con il conflitto di interessi del Caimano ma anche di molti, troppi altri.
Dal primo giugno del 2010 al 22 febbraio scorso, su titoli, sommari, occhielli e articoli dei principali quotidiani italiani la parola “prostituzione” è uscita 3142 volte. E’ poco, è tanto, dipende dalla commistione tra sesso e potere evidenziata dalle intercettazioni e dai processi, se mai ci saranno? E’ comunque dieci volte di più di un periodo di riferimento simile tra il 2004 e il 2005, quindi un lustro abbondante di precipizio italico. Anche questi sono numeri. Chi ha voglia di farci un pensierino sopra?
01 marzo 2011

Libya crisis to hit poor worldwide

Libya crisis to hit poor worldwide, EU warns [de] [fr]

EurActiv, 01 March 2011

Libya's humanitarian crisis is starting to affect vulnerable people across the world, Humanitarian Aid Commissioner Kristalina Georgieva said yesterday (28 February), warning that the effects of rising oil prices were already being felt in the food sector and threatening to push millions into hunger.

Background

Rebels awaited counter-attack by Muammar Gaddafi's forces on Monday, after the Libyan leader defied calls for him to quit in the hardest-fought of the Arab world's wave of uprisings so far, Reuters reported.

Residents even in parts of the capital have thrown up barricades against government forces.

Analysts say they expect rebels to eventually take the capital and kill or capture Gaddafi, but add that he has the firepower to foment chaos or civil war -- a prospect he and his sons have warned of.

European powers said it was time for Gaddafi to stand down and Secretary of State Hillary Clinton said the United States was "reaching out" to opposition groups.

In the eastern city Benghazi, opponents to Gaddafi said they had formed a National Libyan Council to be the "face" of the revolution, but it was unclear who they represented. They said they wanted no foreign intervention and had not made contact with foreign governments.

French President Nicolas Sarkozy said on 27 February that Paris is calling for an EU summit meeting to discuss the consequences of events in Libya. The next day, the bloc adopted sanctions against Muammar Gaddafi and his supporters.

Video

See video

More on this topic

Prices of basic foodstuffs have begun to sky-rocket in Libya, as fighting between supporters and opponents of its leader, Muammar Gaddafi, continued (see 'Background').

The UN's World Food Programme warned that Libya's food supply chain was "at risk of collapsing," especially in the eastern part of the country, which is controlled by Gaddafi's opponents.

Asked by EurActiv if the EU had the capacity to respond to the looming food crisis in Libya's east, Georgieva said the first challenge was to obtain reliable information about the situation on the ground.

"Of course we will significantly increase our assistance," the commissioner said. But she stressed that the first thing would be to find out who to help, because the information available was currently sketchy.

"I'm not just worried about the Libyans," Georgieva added, underlining her concern about people in poor countries across the world who were going to be hit hard by rising food prices.

'Pray for the best, prepare for the worst'

"Only 18 months ago we were talking about the decrease in the number of people going to bed hungry. We went under 900,000,000 we went under 880,000,000 and today we are saying the number will again be over a billion," Georgieva said.

"How much over a billion, the next days and weeks will tell us," she added.

The EU humanitarian aid commissioner cited as an example the deteriorating situation in Ivory Coast, where over 25,000 have fled to Liberia in a matter of days.

Georgieva said that humanitarian workers had the habit of "praying for the best, but preparing for the worst".

"What we are facing now is increased insecurity inside the country, with people fighting each other. The battle for Tripoli is the one we are most worried about," she insisted.

Asked specifically about a possible role for NATO, she said that for the time being the situation did not require such involvement, but added that the situation was continually changing.

650 EU citizens still to be evacuated

The good news is that most of the 10,000 EU citizens in Libya have already been evacuated, Georgieva said. But she added that 650 Europeans in Libya wanted to be evacuated. They were looking for ways to leave the country but were located in remote areas and their evacuation was a challenging task, she said.

The commissioner desribed the situation in Libya as "hard to evaluate," as the UN's presence in the country before the crisis had been very limited and international NGOs had been practically absent.

Some 100,000 people have fled the country since the beginning of the crisis. The number of victims is "definitely above 1,000," Georgieva said

Asked about her estimation of the possible number of refugees from Libya, she said that at this point it was difficult to make an estimation. There are 1.5 million foreigners in Libya and it is likely that many of them have flown or will yet flee to safety, she said, adding that the pressure on the borders of Tunisia and Egypt will continue to grow.

Georgieva said she had approved €3 million in aid for Libya, the highest amount which she is authorised to unblock at her level, primarily for medical supplies inside Libya, and also for helping with refugee flows at the Tunisian and Egyptian borders.

Positions

UK Prime Minister David Cameron and French President Nicolas Sarkozy called on 28 February for an special meeting to "consider further European Union action" on the Libyan regime.

During a phone call, the two leaders also agreed that the international response to the crisis had been swift and appropriate, AFP reported.

The leaders "discussed the importance of transforming the EU's approach to the region, and agreed that an early European Council was needed to consider further EU action on Libya," a statement released by Cameron's Downing Street office said.

Britain will announce on Tuesday it is cutting funding to some international aid organisations and will put some others on notice that they risk losing funding if they do not improve their performance, Reuters announced.

In a major shake-up of its 6.5 billion pound aid budget, Britain will also stop giving aid to more than a dozen countries while focusing its help on the poorest countries and "fragile" or war-torn states, officials said.

Britain could pull out of the Food and Agriculture Organisation, one of the U.N. agencies fighting hunger, unless it improves its "patchy" performance, officials have said.

Britain has also said it will freeze aid to India at around 280 million pounds a year while stopping aid to emerging economies seen as no longer needing it, including China, Russia, Serbia, Cambodia and Moldova and Vietnam.

The new plan will concentrate British efforts on the most deep-rooted poverty, with Ethiopia, Pakistan and Bangladesh likely to be the biggest recipients.

«Tassa» fino a tre euro per prelevare contanti

Le ultime mosse degli istituti per recuperare i costi del servizio alla cassa

«Tassa» fino a tre euro per prelevare contanti

Si parte da un euro per il ritiro allo sportello. Da Unicredit a Bnl, Mps e Ubi, ecco la mappa

Le ultime mosse degli istituti per recuperare i costi del servizio alla cassa

«Tassa» fino a tre euro
per prelevare contanti

Si parte da un euro per il ritiro allo sportello. Da Unicredit a Bnl, Mps e Ubi, ecco la mappa

Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi (Ansa)
Il governatore della Banca d'Italia Mario Draghi (Ansa)
MILANO - Prelevare denaro allo sportello «fisico» della banca, anziché al Bancomat? Attenzione, può essere un salasso. Sta dilagando la «tassa sul contante». Per ritirare i propri soldi dal conto, molto spesso, ora si paga. Ai correntisti della Bnl le lettere sono appena arrivate. La banca guidata da Fabio Gallia comunica che, dal 18 aprile, per ogni prelievo di liquidi in agenzia, inferiore ai 2mila euro, dovranno versare 3 euro. Come dire che chi preleva 100 euro ne incassa soltanto 97. Il resto - il 3%, in questo caso - finisce alla banca.

Il caso è l'ultimo in ordine di tempo e non è isolato. Ciò che fino a ieri era un'eccezione, sta diventando la regola. Nelle ultime settimane hanno deciso di applicare questa commissione anche Mps e Ubi. Si aggiungono a Cariparma, Popolare di Milano e Unicredit. Nelle sei banche analizzate, i costi per un prelievo di denaro allo sportello variano fra uno e tre euro. Significativi, se raffrontati al rendimento medio dei loro conti correnti: lo 0,03%. Come dire che ci vogliono più di 10 mila euro depositati sul conto per un anno intero, per compensare il costo di un prelievo di 3 euro allo sportello. È un balzello che colpisce particolarmente gli anziani, non avvezzi all'uso del Bancomat. Ma rischia di allontanare anche gli altri clienti, poco disposti a pagare per disporre di ciò che è loro.

Il Monte dei Paschi di Giuseppe Mussari, presidente dell'Abi, chiede 3 euro per ogni prelievo in filiale con il suo ultimo Conto Zip, lanciato in ottobre. Certo, è un conto dichiarato «vantaggioso per la clientela con operatività elevata sui canali telematici». Ma il segnale resta. Il gruppo Ubi, che al vertice del consiglio di sorveglianza ha l'ex presidente dell'Abi, Corrado Faissola, fino a gennaio non applicava alcuna commissione ai clienti che volessero ritirare i propri denari in agenzia, ora incassa un euro per tutti i prelievi fino a 500 euro: sia con il neonato conto Zero Zero Ubi, lanciato in dicembre, sia con i nuovi correntisti che sottoscrivano vecchi prodotti, come Duetto Noi. L'Unicredit oggi guidato da Federico Ghizzoni prevede da tempo 3 euro per i prelievi allo sportello fino a 1.500 euro (conto Genius Ricaricabile). Nella Cariparma controllata, come Bnl, dai francesi, si paga invece un euro per prelevare in agenzia fino a 500 euro. Quanto alla Bpm di Massimo Ponzellini, ha esteso la commissione di 1,5 euro, prevista dal suo storico prodotto Flexiconto, anche ai nuovi correntisti del conto Un-Due-Tre, lanciato in gennaio.

Si muove, invece, in controtendenza Intesa Sanpaolo, che ha appena abolito questa spesa con il nuovo conto modulare Facile, distribuito dal 21 febbraio (restano però in vigore le precedenti condizioni per i vecchi correntisti: un euro per prelievi fino a 500 euro). «Non si vuole penalizzare chi viene in filiale, è la nostra occasione di contatto con la clientela», dicono. Dal punto di vista delle banche, la «tassa sul contante» spinge i clienti all'uso dei canali di minore costo - gli sportelli automatici e Internet -, massimizzando i ricavi da privati in un momento di tassi bassi, nel quale è difficile guadagnare sulla raccolta.

È un'operazione giudicata in linea con le indicazioni non solo dell'Abi sulla riduzione della circolazione del cash, ma anche della Banca d'Italia, sul contenimento dei costi ribadito dal governatore Mario Draghi sabato al Forex. Dal punto di vista dei clienti, però, questa è forse la più odiosa delle spese bancarie. «I nostri clienti possono prelevare gratuitamente al Bancomat fino a 2 mila euro, con il supporto di un collega, se serve - dice Alessandro D'Agata, responsabile del mercato retail di Bnl -. Ma un'operazione allo sportello alla banca costa, per persone impiegate e sistemi informativi. E il prezzo di un servizio va commisurato al costo». «L'indicazione di Draghi è chiara, razionalizzare - commenta Stefano Caselli, docente di Economia degli intermediari finanziari in Bocconi -. E un modo è diminuire l'uso del contante, rendendolo più caro. Certo, per le banche la struttura dei costi è oggi particolarmente pesante. Chiaro che cerchino strade per aumentare i ricavi».

Alessandra Puato

Corriere della Sera
01 marzo 2011

Reincarnazione - Il Potere D'Acquisto E Standard Di Vita

Crom Alternative News

Alternative currency system, mobile payments, forum and news.

Reincarnazione - Il Potere D'Acquisto E Standard Di Vita

Posted by: tuper in Society

C'era una volta il primo giorno. Migliaia di anni sono trascorsi da allora. Dipendendo dalle circostanze, chiamato in base alle esigenze; la schiavitù, il feudalesimo, comunismo, capitalismo, socialismo o per esempio democrazia; il problema dell'umanità è sempre lo stesso: 1% della popolazione mondiale possiede tutto, il 99% della popolazione possiede nulla. Hanno provato i buoni, ci provavano anche quelli meno buoni, riformavano i nemici, riformavano anche i liberatori, ma non parte niente - alla fine tutte le storie danno sempre lo stesso risultato. Abbiamo cambiato le fedi, cambiavamo le bandiere, abbiamo cambiato le leggi, presidenti, governi e leader religiosi; ci impegnamo al massimo ma non c'è mai niente di nuovo - il potere e le risorse restano sempre nelle stesse mani. Anche se è sempre stato il fattore più importante in tutto, l'iniziatore e terminatore di tutte le attività, fondamento di esistenza sia individuale sia collettiva; il denaro, cioè il meccanismo di creazione e distribuzione della moneta - non è mai venuto in mente a nessuno di provare a cambiare nonostante l'umanita sta ballando sull'orlo dell'abisso dal primo - fino al giorno d'oggi. Per qualche misteriosa ragione, seppur la schiavitù alla costante cronica mancanza di cosiddetto "denaro" e l'unica opzione dalla nascita alla morte, la cittadinanza subisce un gravissimo shock anafilattico ad ogni accenno di riforma monetaria.


Non è necessario ricordare che il potere assoluto corrompe in modo assoluto. In quanti luoghi diversi e quante volte ogni giorno siamo bombardati con l'affermazione che ciò che è sempre stato cosi, non potrà mai cambiare? Tuttavia, l'ago della bussola morale si e girato nella direzione di "Monete Alternative A Beneficio Della Società". Migliore qualità di vita nella moderna società consumistica significa solo una cosa - potere d'acquisto più alto. Come guadagnare più soldi e preservare il loro valore? Ecco la Porta Stellare verso la realizzazione dei tuoi sogni. Ma la comunità sostenibile non è compatibile con il nostro stile di vita. Niente panico, qui c'è anche Star Trek verso l'armonia con l'ambiente e risorse naturali.




Reincarnazione - Il Potere D'Acquisto E Standard Di Vita

Unendosi al movimento delle monete alternative, tramite reddito sociale garantito, ogni Uomo raddoppia il suo guadagno mensile - e questa non è una cosa da poco. In linea di principio, questo significa che per soddisfare gli bisogni fondamentali, i mezzi di sopravvivenza sono assicurati a ogni essere umano.

Anche se li non esiste nessun tipo di discriminazione e i limiti delle possibilità coincidono con la propria creatività imprenditoriale, questa volta siete invitati a partecipare attraverso il mercato online nella creazione di una nuova vita per le cose usate, e reincarnare antichi e recentemente dimenticati mestieri. Commercio di cose usate - merce vecchia ancora funzionante e quella che necessita riparazione; e senza nessun dubio una carta vincente che bisogna giocare.

In pochi clic del mouse, esponi la tua roba alla vista di internauti di tutto il mondo, e stima il suo valore.

Semplice scambio è anche una delle opzioni disponibili. Comprare e vendere e possibile anche usando il telefono cellulare.

Transazioni mobili:

Rock Caffe Pola - compravendita del disco in vinile: KUD Idijoti "Noi Siamo Qui Soltanto Per Soldi". Da sinistra a destra: Zoran Djordjevic (batterista conosciuto come Ðole Macola, suonava nel passato con i legendari Atomic Shelter), Daniel Balaban (Transition Town Pula), Duric Aljosa (Associazione Crom Scambio Alternativo), Sale Veruda (chitarra e voce del gruppo culto di punk-rock KUD Idijoti) e Denis Vitasovic (basso e voce alcuni gruppi da Pula).

Photo: Sanja Vermezovic, medaglia d'argento nel canottaggio - XIV Universiade a Zagabria nel 1987, e campionessa in due discipline del Campionato croato di canottaggio nel 2007. Mercato Verde - Pola, compravendita di verdure fresche.

Eco-fattoria di Zoran Bracic, membro fondatore dell'organizzazione "Pola - Città di Transizione". Compravendita di vasetto di olive.

Smettiamo di combattere uno contro l'altro, e giriamoci verso la cooperazione uno con l'altro! Commercio di prodotti di seconda mano è una iniziativa verde per fermare lo spreco, l'invito ecologico per la protezione delle città e l'ambiente che li circonda. Riutilizzo di cose vecchie che non usiamo più e contemporaneamente anche una fonte di reddito, non soltanto personale ma un profitto collettivo.

Chi vende può esporre gratis tutto quello che vuole, e ricavare fino al 100% del valore stimato. Per colui che compra, c'è a disposizione una vasta offerta di oggetti usati pronti per il riutilizzo.