martedì 28 dicembre 2010

Banks and WikiLeaks

Julian Assange, founder of WikiLeaks, 12/24/10. (photo: AP)
Julian Assange, founder of WikiLeaks, 12/24/10. (photo: AP)

Banks and WikiLeaks

By The New York Times | Editorial

26 December 2010

Petition in Support of Julian Assange

Also See:
WikiLeaks' Twitter Page: http://twitter.com/wikileaks
WikiLeaks' Support Page: http://wikileaks.ch/support.html
Lieberman Attacks New York Times Over WikiLeaks Documents: http://www.guardian.co.uk/world/2010/dec/07/wikileaks-joe-lieberman-new-york-times-investigated


he whistle-blowing Web site WikiLeaks has not been convicted of a crime. The Justice Department has not even pressed charges over its disclosure of confidential State Department communications. Nonetheless, the financial industry is trying to shut it down.

Visa, MasterCard and PayPal announced in the past few weeks that they would not process any transaction intended for WikiLeaks. Earlier this month, Bank of America decided to join the group, arguing that WikiLeaks may be doing things that are "inconsistent with our internal policies for processing payments."

The Federal Reserve, the banking regulator, allows this. Like other companies, banks can choose whom they do business with. Refusing to open an account for some undesirable entity is seen as reasonable risk management. The government even requires banks to keep an eye out for some shady businesses - like drug dealing and money laundering - and refuse to do business with those who engage in them.

But a bank's ability to block payments to a legal entity raises a troubling prospect. A handful of big banks could potentially bar any organization they disliked from the payments system, essentially cutting them off from the world economy.

The fact of the matter is that banks are not like any other business. They run the payments system. That is one of the main reasons that governments protect them from failure with explicit and implicit guarantees. This makes them look not too unlike other public utilities. A telecommunications company, for example, may not refuse phone or broadband service to an organization it dislikes, arguing that it amounts to risky business.

Our concern is not specifically about payments to WikiLeaks. This isn't the first time a bank shunned a business on similar risk-management grounds. Banks in Colorado, for instance, have refused to open bank accounts for legal dispensaries of medical marijuana.

Still, there are troubling questions. The decisions to bar the organization came after its founder, Julian Assange, said that next year it will release data revealing corruption in the financial industry. In 2009, Mr. Assange said that WikiLeaks had the hard drive of a Bank of America executive.

What would happen if a clutch of big banks decided that a particularly irksome blogger or other organization was "too risky"? What if they decided - one by one - to shut down financial access to a newspaper that was about to reveal irksome truths about their operations? This decision should not be left solely up to business-as-usual among the banks.

Lanciano, banca condannata per il fallimento di un'azienda

Lanciano, banca condannata per il fallimento di un'azienda

Il crac per un debito di 40mila euro. Il giudice: ora riavrà 180mila euro

Il Centro - Chieti, 27 dicembre 2010

di Rossano Orlando

LANCIANO. L'impresa fallì per 40mila euro: un'inezia se si pensa che oggi la banca con la quale quella società aveva rapporti come cliente, di euro deve restituirne 180mila a titolo di «risarcimento e ripetizione degli interessi». Lo ha deciso il giudice civile che ha inviato gli atti in Procura per gli accertamenti penali sull'usura.

La sentenza è stata emessa dal giudice del tribunale di Lanciano, Francesca Del Villano Aceto. In sostanza, la banca, una delle più grandi in città e con una consoldata presenza storica, deve restituire alla curatela fallimentale di una azienda metalmeccanica della Val di Sangro, fallita per 40mila euro, ben 181.585,17 euro con i quale forse sarebbe stata evitata la chiusura dell'attività.

In pratica, il giudice con la condanna ha evidenziato che la banca ha applicato all'impresa interessi superiori a quelli legali e non validamente pattuiti; che l'istituto di credito ha preteso commissioni di massimo scoperto non concordate; che la banca ha applicato spese e valute non pattuite; che l'istituto di credito ha praticato interessi usurari violando così le leggi in materia. Nel corso dell'udienza, tutte le richieste della banca sono state respinte.

«Questa sentenza», commenta l'avvocato Emanuele Argento, delegato dell'associazione Sos Utenti, «è la migliore emessa dal tribunale di Lanciano in favore di un cliente del sistema bancario, confermando così l'orientamento giurisprudenziale sempre più consolidato anche nei tribunali abruzzesi e con tempi processuali assai contenuti: solo due anni. Dopo che la Sos Utenti, insieme al Forum antiusura bancaria, ha denunciato che in Abruzzo oltre 17mila famiglie subiscono usura dalle banche sulle cosiddette operazioni autoliquidanti, il tribunale di Lanciano, dopo quello di Chieti e la sezione staccata di Ortona, rileva l'applicazione di interessi usurari, riscontrati dall'esperto del giudice, Maurizio Pocetti, con la trasmissione degli atti alla Procura».

Secondo Gennaro Baccile, estensore della perizia di parte che ha spinto la ditta fallita a portare la banca in giudizio, «se la banca avesse riconosciuto subito la restituzione degli interessi usurari e del maltolto, la ditta in questione non sarebbe fallita». Sulla scorta di questa sentenza «che arreca benefici alla curatela fallimentale e alla quale va riconosciuto il merito di avere autorizzato la prosecuzione della causa, si evidenzia», sottolinea Baccile, «come in Abruzzo, ad eccezione di un caso nel Teramano, le curatele non assumono iniziative di rivendicazione del maltolto bancario».



Il centro del potere mondiale

Il centro del potere mondiale

Politica e Beni Comuni

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newworldpowerUn videoeditoriale di Giulietto Chiesa su MegaChannelZero.

Trascrizione a cura di libreidee.org.

A proposito di complottisti: dedichiamo questo commento a Pigi Battista e a tutti quelli che sostengono sempre, invariabilmente, le versioni ufficiali.

Adesso ne abbiamo una nuova, quasi ufficiale ma, sfortunatamente, complottista al cento per cento. E’ del New York Times, e scommetto un milione di euro che né Pierluigi Battista, né Riotta, né De Bortoli, né nessun altro di questa risma ne parlerà ugualmente, anche se viene dal New York Times.


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Sembra una favoletta: ci sono nove-banche-nove, che si riuniscono una volta al mese da qualche parte a Manhattan, per decidere quanti milioni di disoccupati creare, quanta gente ridurre alla disperazione, quanti bambini devono morire di fame – in Africa, in Asia, non importa dove.

Volete sapere i nomi? Eccoli. JP Morgan, Goldman Sachs, Union de Banques Suisses (Ubs), Crédit Suisse, Barclays, Citigroup, e altre ancora. Questo è il centro del potere mondiale. E’ da qui che si irraggiano le manovre speculative, è qui che si complotta, è qui che si inventano i ricatti contro i governi, è qui che si disfano e si fanno i governi, è qui che si decide quali ministri bisogna mettere, in quale governo.

Bene: questo è un complotto o non è un complotto? Come la mettiamo?

scalfari-eugenioUno che ne ha parlato in Italia si chiama Eugenio Scalfari, domenica scorsa; ha fatto un editoriale molto intelligente. Anche Scalfari lo sapeva: infatti disse che si trattava di un segreto di Pulcinella. Io ne parlai, qualche anno fa, scrivendo, insieme a Marcello Villari, un libro che avevo intitolato “Superclan”. E parlai sapendo che mi avrebbero dato del complottista. Ma avevo fretta: sapevo che sarebbe arrivata la tempesta e decisi di parlare ugualmente.

Invece Scalfari tacque, pur sapendo la verità; adesso, dottamente, ci spiega che costoro decidono tutto nel buio, decidono i nostri destini, il nostro futuro; ma anche adesso, dopo aver detto questo, anche Eugenio Scalfari non vuole andare fino in fondo.

Perché se le cose stanno così, se questi signori – in nove – sono più forti del presidente degli Stati Uniti d’America (e lo sono per davvero), allora che cosa ne è della democrazia in questo mondo? Che cosa ne è della democrazia liberale dell'Occidente? E chi avrà il coraggio di mettere all’ordine del giorno di un governo qualsiasi di questa Europa la questione di spiccare un mandato di cattura contro questi delinquenti ciechi, che rappresentano tutti insieme la scimmia al comando che sta trascinando il mondo in un baratro? Ecco, la domanda è questa: chi avrà questo coraggio?

Io propongo di cominciare a organizzarci, per creare una forza politica che dica la verità e dichiari guerra ai creatori della guerra – perché questi sono i veri organizzatori della guerra, soltanto che è una guerra contro di noi.

"Alternativa" è questo nucleo, e si propone questo obiettivo. Allora io vi chiedo: venite con noi, per fare diventare questo nucleo, adesso piccolo, una valanga. Perché basta che si cominci a dire la verità perché questo gruppo di malfattori venga costretto all’impotenza.

lunedì 27 dicembre 2010

Organized mass resistance to the banksters

Weekly Geopolitical News and Analysis101227: Was George Bush Jr. delivered a coffin as a warning?

The accident that left a fancy sports car on the lawn in front of George Bush Jr.’s front lawn last week bears a striking coincidental resemblance to the traditional triad custom of delivering a coffin to someone’s front door as a warning. This, combined with the attack on Prince Charles and Camilla, the car entering Obama’s security zone and other incidents seem to indicate the spontaneous emergence of organized mass resistance to the banksters. The Western elite, for their part, are now working hard to fundamentally reform the stewardship of this planet. In fact, although no formal announcements have been made, a transition process has already begun.

As a first step, scientific, economic and other experts around the world are being consulted on how best to create a new global economic planning agency charged with ending poverty, stopping environmental destruction and sending life on earth on an exponential, peaceful and constructive expansion into the universe. The winding down of the Federal Reserve Board is now expected to last until August 1, 2011. That is the date when the Bank of Japan, the Bank of England and other central banks will stop printing US dollars.

http://news.xinhuanet.com/english2010/business/2010-12/22/c_13658890.htm

By that time, most of the gold stolen or received from China in the past 150 years will be returned to China. In exchange China will write off all US and European debt. US dollars held by non-Americans will then become first gold-backed and then commodity backed neutral units of exchange managed by an impartial agency staffed by a meritocratically selected international group of professionals. The United States will issue their own, government controlled new currency, possibly to be called greenbacks in recognition of the previous efforts by Presidents Jackson, Lincoln and Kennedy etc. to free the American people from the clutches of international banking cabals.

An open letter to Representative Ron Paul

12/20/2010

An open letter to Representative Ron Paul from Benjamin Fulford

Dear Representative Paul,

My name is Benjamin Fulford. I am a spokesperson for the Black, White and Golden Dragon societies as well as for the Red and the Green. These ancient secret societies have a global command structure, partially visible in your local martial arts societies, that is capable of mobilizing a 100 million person army on very short notice in case of an emergency. These ancient societies have gone from dormant to semi-active mode because through the successful wiretapping of meetings of your elite, they have learned of plans to start World War 3, kill at least 4 billion people and destroy much of the Northern hemisphere. You may confirm with your Pentagon or CIA sources that this is all very real.

The reason we are writing an open letter to you is to explain why the Federal Reserve -Board needs to be abolished and the global financial architecture needs to be revamped.

The United States government is bankrupt and has been kept running along these past decades by the goodwill of the peoples of the planet. That good will is running out.

Your financial elite have proposed either devaluing the US dollar or carrying out a hidden devaluation by replacing it with a new currency called the Amero. Both proposals have been rejected. The reason is that by far most US dollars ever created are no longer owned by Americans. Many, often poor, people would suffer enormously if these dollars suddenly lost half of their value.

Our groups have proposed an alternative plan. We have offered to pay back all US debt owed to China by returning gold that was stolen from there during the 20th century. In addition, we plan write off US debt to the rest of the world by taking the US dollars owned by non-Americans, backing them with gold and putting them under the control of a new international meritocratic organization. This organization would never create any fiat currency but merely act as a neutral clearing house for governments, corporations and plutocrats.

The newly debtless United States government would then be free to issue its own government controlled currency. Such a currency would have a lower international purchasing power than the US dollar now has. The result will be that Chinese goods will become more expensive for Americans while US exports will regain their competitiveness. This will allow the US to rebuild its real economy.

However, as the history of the yen and the Plaza Accord show, devaluation alone will not solve the US’s chronic external deficit problem. The US deficit is also a structural problem caused by the fact that the military industrial complex does not produce trade-able goods.

Pentagon officials have also made it clear to us they would rather start a war than end up like Soviet era generals who suddenly found themselves driving taxis.

We therefore propose that the peoples of the world finance a gradual swords-to-plowshares transition of the military industrial complex. According to the American Association of Scientists, over 6,000 patents have been suppressed for “national security reasons.” We believe an expert review of those patents would unearth a high-tech bonanza for the American people and the US economy that would help ease this transition.

We are also proposing the creation of a global economic planning agency. This agency would be run by the motto “we stand between desires and reality.” The organization would try to surpass the sorry records of the World Bank and the IMF by carrying out an intensive campaign to end poverty, stop environmental destruction and set humanity on the course for exponential expansion into the future. There would be no burden placed on the American people and no threat to US sovereignty posed by this organization. Rather it should provide vast new opportunities for American individuals and corporations.

Finally, although this is purely an American domestic issue, we strongly recommend that you confiscate the funds stolen from the American people this past century by amoral, criminal financiers and return them to their rightful owners. Vladimir Putin was able to quintuple Russian living standards when he did a similar thing in Russia.

The final point we wish to make is that the peoples of the world desire peace. The desperate criminal cabal behind the Federal Reserve Board still wields enormous power and is still trying to start World War 3. We would like to request the help of the American peoples in ending this perverse threat to humanity and the planet.

Sincerely yours,

Benjamin Fulford

PS: If you would like the hear more, contact me through the US embassy in Tokyo.

Italian $1 trillion theft incident to be discussed in parliament: Berlusconi implicated

Italian $1 trillion theft incident to be discussed in parliament: Berlusconi implicated

Benjamin Fulford, 12/17/2010

The President of the Italian Chamber of Deputies, Gianfranco Fini, has been given evidence that Prime Minister Silvio Berlusconi was involved in a $1 trillion theft and Fini promises he will bring this up in the Italian parliament, according to senior Italian sources. Fini is the leader of a group of parliamentarians who lost a December 15th attempt to oust Berlusconi by 3 votes. The evidence presented to Fini involves an attempt by Berlusconi to cash $1 trillion in Dragon Family bonds that were illegally seized by Italian Financial police in June of 2009. According to the evidence Berlusconi and his allies also tried to buy the Banco Commerciale in Lugano, Switzerland in order to use it as a depository for stolen assets, the sources say. The purpose was to place the funds in private financial trade transactions in order to generate trillions of dollars without either the Italian government or the governments of the world being aware, the sources claim.

Fini’s involvement is expected to put a public spotlight on exactly what happened after June, 2009 when two Japanese carrying diplomatic passports were detained and had $134.5 billion in financial instruments (with cumulative interest of over $1 trillion) they held seized by Italian financial police acting on behalf of the P2 Freemason lodge, the sources claim. The trail is expected to lead to ultimately to the Vatican, the sources say.

Cuomo charges Ernst & Young with collusion in fraud

New York suit charges Lehman auditor Ernst & Young with collusion in fraud

Варианты управления системным банковским кризисом Основные положения

Варианты управления системным банковским кризисом

Основные положения

http://www.lietaer.com/2010/12/options-for-managing-a-systemic-bank-crisis-by-bernard-lietaer-rober-ulanowicz-sally-goerner/

Банковский кризис: Что теперь делать бизнесу?

Банковский кризис: Что теперь делать бизнесу?

http://www.lietaer.com/2010/12/the-banking-crisis-what-can-businesses-do-now-by-bernard-lietaer/

Как предприятия могут спастись от последствий банковского кризиса

Как предприятия могут спастись от последствий банковского кризиса
http://www.lietaer.com/2010/12/how-businesses-can-save-themselves-from-the-impact-of-the-banking-crisis-by-bernard-lietaer/

domenica 26 dicembre 2010

L’empreinte de la technique, Ethnotechnologie prospective, Editions de l’Harmattan

L’empreinte de la technique, Ethnotechnologie prospective, Editions de l’Harmattan

Économie Pure et Rendement Social - par Maurice Allais

Économie Pure et Rendement Social

24 gennaio h 9,30. Forlì, Tribunale Penale: processo contro banca per usura

FEDERCONTRIBUENTI

coordinatrice Regione Emilia Romagna

Invito

il giorno 24 gennaio alle 9,30 a Forlì, presso il Tribunale Penale, inizia

il processo avverso

IMPORTANTE ISTITUTO DI CREDITO

per l’odiosissimo reato di USURA BANCARIA AGGRAVATA

è questa una delle occasioni da non perdere, dove un piccolo imprenditore è riuscito a far processare penalmente i legali e un direttore di filiale di un importante istituto di credito.

E’ conosciuta anche come usura occulta, usura mascherata, usura d’impresa: sempre usura è, ed è molto piu’grave di quella criminale in quanto praticata da chi gestisce il risparmio.

Il processo penale è pubblico, pertanto tutti possiamo partecipare ed apprendere da questo piccolo imprenditore di nome Nisi, che ha avuto il coraggio di far periziare i conti ed ha avuto la fortuna di incontrare un perito non colluso e preparato come Salvatore Germinara.

Se saremo tantissimi, la stampa nazionale non potrà far finta finta di non vedere come sino ad oggi è avvenuto, e forse qualche giornalista coraggioso diffonderà notizie che potranno essere di aiuto a tutti gli italiani che a poco a poco acquisiranno consapevolezza dei propri diritti.

Sarà un bellissimo modo di iniziare il 2011 che si prospetta come piacevole apportatore di “rinnovamento” perché la gente, noi tutti, non siamo più disposti a tollerare i collusi: non importa se legali, commercialisti, magistrati, periti e tantomeno bancari !

C’e un nuovo profumo nell’aria !

Parma, 26 dicembre 2010

wally bonvicini

Federcontribuenti Emilia

via Caselli, 7

43126 Parma

tel 0521 985610


venerdì 24 dicembre 2010

Storia del pensiero economico e immaginario capitalista

Storia del pensiero economico e immaginario capitalista

di Damiano Mazzotti (sito), AgoraVox, venerdì 24 dicembre 2010

“L’invenzione dell’economia” è una raccolta di alcuni dei saggi più significativi del famoso economista francese Serge Latouche (www.bollatiboringhieri.it, 2010).

“Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtù e conoscenza”. (Dante Alighieri, Inferno)

“Economia di tempo, in questo si risolve in ultima istanza ogni economia”. (Karl Marx)

“L’amicizia fondata sugli affari è meglio di affari fondati sull’amicizia” . (John D. Rockfeller J.)

Storia del pensiero economico e immaginario capitalista

Latouche è il discusso teorico della decrescita e in questo libro emergono le sue predisposizioni storiche, antropologiche e filosofiche. Perciò chi leggerà questo saggio sarà in grado di attuare quel decentramento cognitivo necessario per garantire il superamento dell’etnocentrismo occidentale e per raggiungere delle eventuali ispirazioni creative. Infatti “l’esperienza ci ha insegnato in modo severo che l’eclettismo nella scienza economica non è tanto qualcosa che si desideri, quanto una necessità” (P. A. Samuelson). E anche un pensatore polivalente come Marx ha sempre relativizzato e “problematizzato senza tregua le proprie scoperte” (Diego Fusaro, Bentornato Marx!, 2009, www.filosofico.net). Anche per questo motivo Marx è stato un grande filosofo della libertà molto evitato, trascurato, sottovalutato e travisato.

Infatti Marx ha affermato che non ci sarà libertà finché gli uomini saranno costretti a vendere la propria forza-lavoro. Probabilmente la vera libertà potrebbe essere rappresentata dal reddito di cittadinanza, che nei territori più criminogeni potrebbe anche avere dei notevoli effetti preventivi contro la criminalità, che carica dei costi molto elevati sulla società (per i danni, per le spese legali, per la detenzione e in Italia anche per i versamenti pensionistici dovuti per legge nei confronti dei carcerati). Riservando il reddito di cittadinanza di 800 euro ai giovani dai 18 ai 30 anni capaci di rimanere incensurati, si avrebbero dei notevoli risparmi finali per le casse dello Stato, che così facendo potrebbe vincere in maniera rapida e incruenta la sua guerra contro la malavita al Sud.

Questo genere di operazione sarebbe un investimento molto più produttivo e notevolmente inferiore, rispetto al foraggiare l’attività di banche che pensano solo a speculare su titoli pubblici e privati, sulla debolezza degli stati e non finanziano la ricerca e lo sviluppo. Infatti la crisi di oggi è per certi versi molto simile a quella degli anni trenta, dove il potere di acquisto delle masse era sprofondato sotto una soglia minima e aveva interrotto il ciclo industriale. Così le banche, le aziende e “anche le più perfette istituzioni democratiche non sono migliori delle persone che agiscono in loro nome” (Albert Einstein).

Comunque per provare ad avviare delle riflessioni significative e produttive occorre esaminare le regole semantiche, le più invisibili e le più difficili da comprendere, poiché originano un “sistema autoreferenziale” dell’economia che condiziona e indottrina quasi tutte le attività umane. Pensiamo alle comunicazioni del marketing che ci influenzano più o meno inconsciamente con i simboli, le forme, i colori, gli eventi, i testimonial e il “product placement” nei film e in tv, fino ad arrivare al punto che molti adolescenti sono disposti a lavorare gratis per le multinazionali come consulenti (Simona Ironico, Come i bambini diventano consumatori, 2010). Molte marche "sono simili alle star, e lavorare per loro avvicina i teenager allo status di star, li rende membri del’entourage dei divi” (Alissa Quart, Generazione R. I giovani e l’ossessione del marchio, 2003).

D’altra parte bisogna poi considerare che l’economia è sia l’oggetto che si studia, sia tutte le attività inerenti agli studi economici. E in certo senso si può affermare che il lavoro come dovere è un’invenzione della borghesia utilizzata per screditare l’aristocrazia e per sfruttare il proletariato. Ancora oggi vige il detto “Chi non lavora non mangia”, ma dato che le macchine, i computer e i robot lavorano sempre meglio e di più, se da domani per troppi uomini non c’è da lavorare cosa possiamo fare per mangiare?

Secondo Latouche è meglio adottare il punto di vista di Emile Benveniste: “Quando si crede che le nozioni economiche siano nate da bisogni di ordine materiale di cui era necessario il soddisfacimento, e che i termini che rendono queste nozioni non possano che avere un senso materiale, si commette un grande errore. Tutto ciò che si riferisce a nozioni economiche è legato a rappresentazioni molto più vaste che chiamano in causa l’insieme delle relazioni umane e delle relazioni con le divinità”, e a fenomeni paranormali come “la mano invisibile” ed il libero mercato.

Proviamo a pensare al monetarismo e al legame tra moneta e denaro che ancora oggi garantisce i privilegi del signoraggio americano, degli speculatori delle borse e dei banchieri. Sarebbe molto più vantaggioso un moderno sistema creditizio progettato per premiare la ricerca e lo sviluppo delle aziende, e per creare infrastrutture economiche, ma purtroppo “Il mondo non è governato dall'alto in modo tale da far coincidere sempre l'interesse privato con quello sociale; né è amministrato quaggiù in modo tale che i due interessi coincidano nella pratica” (J. M. Keynes, 1926).

Forse il problema centrale dell’attuale economia è quello di giungere alla giusta retribuzione delle attività umane, poiché ancora oggi il “concetto di salario non rinvia alla remunerazione dell’attività concreta degli operai ma al prezzo di un fattore di produzione” (p. 22), spesso senza una minima considerazione del rendimento. E questo avviene poiché ci sono troppe bocche da sfamare in giro che entrano più o meno indirettamente in concorrenza spietata a livello globale (dalla Svezia al Sudafrica, dal Brasile alla Cina). Ma il capitalismo di oggi non sopravvivrà se continuerà a pagare gli operai e i contadini soltanto quel tanto che basta per farli continuare a lavorare, un po’ come si fa mettendo il carburante nelle auto.

Ad esempio, “ogni volta che comperiamo una banana il 45 per cento di ciò che paghiamo va al rivenditore, il 18 per cento all'importatore, il 19 per cento viene assorbito dai costi di trasporto, mentre alla compagnia che controlla la piantagione spetta circa il 15 per cento”. Al contadino, a colui che ha lavorato la terra e che ha curato la crescita del frutto, resta meno del 3 per cento: una miseria. Di sicuro c'è qualcosa che non va in un modello così iniquo di distribuzione, che non riguarda solo i beni alimentari (Raj Patel, Il valore delle cose, 2010). E quando i contadini falliranno o si ribelleranno, loro continueranno a trovare qualcosa da mangiare, ma molta altra gente se la vedrà molto male. La peste finanziaria impedirà di realizzare i raccolti nei campi e la vita bancaria.

D’altra parte oggigiorno gli operatori finanziari ingannano miliardi di persone e sé stessi: “Non sono i modelli creati dai matematici per costruire strumenti finanziari sempre più complessi ad aver trascinato il mondo nel baratro, la responsabilità è di chi li ha usati in modo avido e irrazionale” John Forbes Nash (premio Nobel per l’Economia). Anche nella testimonianza di un operatore finanziario americano si può riconoscere il grande limite delle attività finanziarie: “Non avevamo dubbi, non discutevamo e non dialogavamo mai, non pensavamo che potesse esistere un modo migliore o diverso di fare le cose. Io alla fine penso che quello è stato il grande errore che ci ha fatto precipitare tutti: non avevamo mai coltivato il dubbio”. Molte teorie economiche sono ripiene di dogmi molto pericolosi e gran parte delle teorie economiche ignorano la storia, tranne quelle che si occupano in modo specifico dello sviluppo, della moneta e delle crisi finanziarie.

I dirigenti dell’Onu dovrebbero provare a creare dei gruppi di pressione per agire sui presidenti delle diverse nazioni, per uniformare i periodi di ferie e per offrire 15 giorni in più di vacanza a tutti i lavoratori dei paesi aderenti al WTO. Il turismo rappresenta un consumo illimitato e permette di ridistribuire le ricchezze in base alle diverse disponibilità (il turista ricco di un paese ricco spenderà molto di più di un turista più povero di un paese più povero). Oppure si potrebbe istituire il primo giorno di ogni mese come una giornata festiva mondiale da dedicare al consumo della cultura. Infatti nelle società più moderne, innovative e ricche si valorizzano i talenti e le individualità, poiché si creano le condizioni per la crescita intellettuale e morale degli individui, in quanto “il libero sviluppo della personalità di ognuno dipende dalla realizzazione della libertà di tutte le persone” (J. Habermas; Karl Marx).

Inoltre nei prossimi anni capiremo se la privatizzazione della natura, l’economia “debitalista” e la finanza illusionista possono essere ecologicamente e socialmente sostenibili. Però già nei prossimi mesi capiremo se il capitalismo finanziario fondato sullo sviluppo del debito può essere monetariamente sostenibile. Anche se la disoccupazione può fare molto comodo agli imprenditori: la “disciplina delle fabbriche” e la “stabilità politica” sono infatti garantite dalla possibilità del licenziamento e dal fatto che non sarà facile trovare un altro lavoro (Michail Kalecki, 1943).

Del resto l’ideologia del libero mercato ha creato un’aridità morale personale e sociale molto preoccupante. Si è sviluppata una civiltà ipermoderna centrata sul turbocapitalismo e sul turbogodimento che idolatra il presente trasmutando l’uomo in un essere atemporale senza visione del futuro e senza inconscio: “l’uomo ridotto all’efficienza inumana della macchina, al suo funzionamento automatico, privo di desiderio” (Massimo Recalcati, L’uomo senza inconscio, 2010).

Come tutti sanno, la specie umana è molto adattabile e gli individui sono capaci di abituarsi alle cose peggiori e anche ai fenomeni molto dannosi per la salute come l’inquinamento e l’eccessiva densità abitativa (lo stress uccide molto lentamente), oppure come la progressiva mercificazione senza limiti delle emozioni, dei pensieri e delle attività umane. E in ogni luogo e in ogni tempo vivere “la povertà è come vivere in prigione, come vivere in catene, aspettando di essere liberi (R. K. Narayan, scrittore indiano).

Da un altro punto di vista si può affermare “che gli eventi economici contendano agli eventi politici l’importanza storica, che il passaggio dalla caccia alla coltivazione del terreno (Rivoluzione agricola) e dalla produzione domestica al sistema di fabbrica (Rivoluzione industriale) abbiano la stessa importanza della Rivoluzione francese [nata anche grazie alla carestia innescata dall’eruzione di un vulcano islandese] o della rivoluzione americana. I grandi eventi politici sono sovente il prodotto di fattori economici” (Larry Allen, Il sistema finanziario globale dal 1750 a oggi).

In conclusione si può affermare che “Il costume, l’interesse e la passione guidano la maggioranza degli uomini, non la ragione” (La Rochefoucauld). Dopotutto “L’amor proprio è l’amor di sé, e di ogni cosa per sé. Per ciò gli uomini adorano se stessi e si farebbero tiranni sugli altri se la fortuna ne desse loro i mezzi” (Berlusconi è l’esempio più rappresentativo). E dato che “l’amor proprio è la chiave di tutti gli enigmi umani” (La Rochefoucald), teniamo sempre presente uno dei più profondi ammonimenti di Nietzsche: “Il deserto cresce… guai a colui che rinchiude i deserti dentro di sé!”.

Infine chiudo questa serie di riflessioni con il punto di vista antropologico di Claude Lévi-Strauss: “Il mondo ha avuto inizio senza l’uomo e si concluderà senza di lui. Le istituzioni e i costumi, che io avrò impiegato la vita a catalogare e comprendere, sono un’efflorescenza passeggera d’una creazione rispetto alla quale non possiedono alcun senso, se non fosse quello di consentire all’umanità di svolgervi un ruolo” (Tristi tropici, 1955).

Serge Latouche è specialista dei rapporti economici e culturali Nord-Sud, e professore di Scienze Economiche presso l’Università di Paris-Sud. Negli ultimi anni vent’anni ha pubblicato molti saggi sulla decrescita: “L’occidentalizzazione del mondo” (1992), “Come sopravvivere allo sviluppo” (2005), “Breve trattato sulla decrescita serena” (2008), “Sortilegi. Racconti africani” (2008), ecc.

P. S. Se la democrazia dice che la maggioranza ha sempre la forza della ragione e se la scienza afferma che la ragione può appartenere anche a una sola persona, in alcuni casi e non per sempre, cosa può fare l’economia?

Kucinich Proposes Landmark Reform of Monetary Policy

Lefty Rep. Dennis Kucinich starts his own campaign to end the Fed

Section:

Kucinich Proposes Landmark Reform of Monetary Policy;
Begins Discussion to Make Monetary Policy Work to Rebuild Economy

Congressional Press Release
Friday, December 17, 2010

http://www.kucinich.house.gov/News/DocumentSingle.aspx?DocumentID=217846

As the nation struggles with long-term unemployment at rates not seen in generations, contracted credit, and the hoarding of public dollars by the banks, U.S. Rep. Dennis Kucinich, D-Ohio, today introduced a dramatic new proposal to establish fiscal integrity, reassert congressional sovereignty, and regain control of monetary policy from private banks.

The National Emergency Employment Defense Act of 2010 would allow the federal government to directly fund badly-needed infrastructure repairs and fund education systems nationwide by spending money into circulation without increasing the national debt. The bill would end the current practice of fractional reserve lending, whereby the economy depends upon private financial institutions to lend money into circulation.

Kucinich stated: "The staggeringly bad employment and economic numbers represent a massive problem which cries out for bold action. Rather than crossing our fingers and hoping that banks will finally lend some of the billions of public dollars they haven't thus far seen fit to lend, we can take action. My bill would replace the Federal Reserve System's dependence on private banks to create credit. In its place, a Monetary Authority under the Treasury Department would directly inject liquidity into the economy by purchasing much-needed public infrastructure repair. Today we have idle capital, millions of able-bodied but unemployed workers, unused equipment, and record low interest rates. These conditions are the best possible time to make a long-term investment in our nation's infrastructure. My bill would do exactly that."

See the legislation here:

http://kucinich.house.gov/UploadedFiles/NEED_ACT.pdf

* * *

Excerpts from the legislation.

Findings. ...

(17) The authority to create money is a sovereign power vested in the Congress under Article I, Section 8 of the Constitution.

(18) The enactment of the Federal Reserve Act in 1913 by Congress effectively delegated the sovereign power to create money to the Federal Reserve system and private financial industry.

(19) This ceding of constitutional power has contributed materially to a multitude of monetary and financial afflictions, including:

(A) growing and unreasonable concentration of wealth;

(B) unbridled expansion of national debt, both public and private;

(C) excessive reliance on taxation of citizens for raising public revenues;

(D) inflation of the currency;

(E) drastic increases in the cost of public infrastructure investments;

(F) record levels of unemployment and underemployment; and

(G) persistent erosion of the ability of Congress to exercise its constitutional responsibilities to provide resources for the general welfare of all the American people.

(20) A debt-based monetary system, where money comes into existence primarily through private bank lending, can neither create nor sustain a stable economic environment, but has proven to be a source of chronic financial instability and frequent crisis, as evidenced by the near collapse of the financial system in 2008.

(21) Banks pyramided their value by spending money into existence, greatly inflating the value of bank holdings, inflating the value of their asset bases, enticing unknowing investors to participate in financing schemes like the bundling of subprime mortgages, and ultimately bringing undercapitalized banks and the entire financial system to the edge of ruin, creating circumstances where the taxpayers of the United States were called upon to save the banks from their own imprudent money-issuing practices, misspending, and misinvestments. The banks' ability to create money out of nothing ultimately became the taxpayers' liability, and raises a fundamental question about a practice of money creation which threatens the wealth of the American people.

(22) Abolishing private money creation can be achieved with minimal disruption to current banking operations, regulation, and supervision.

(23) The creation of money by private financial institutions as interest-bearing debts should cease once and for all.

(24) Reclaiming the power of the federal government to create money, and to spend or lend money into circulation as needed, eliminates the need to treat money as a federal liability or to pay interest charges on the nation's money supply to financial institutions; it also renders unnecessary the undue influence of private financial institutions over public policy.

(25) Under the current Federal Reserve System, the persons responsible for the conduct of United States monetary policy have been unaccountable to the Congress and the nation, have resisted auditing by the General Accounting Office, and have claimed exemptions from some federal statutes, including the Civil Rights Act of 1964, that apply to all agencies of the federal government.

(26) The conduct of United States monetary policy by the Board of Governors of the Federal Reserve System, and specifically the failure of board members to safeguard the financial system against wholesale fraud and abuse of citizens, demonstrates the risks of maintaining a system wherein the power to create and regulate money has been delegated to private individuals who are unaccountable to the people of the United States in any way, even through their representatives in Congress.

(27) The Board of Governors of the Federal Reserve System has acted unilaterally to create and spend $1.25 trillion for the purpose of acquiring mortgage-backed securities, in disregard for the constitutional requirement that all Federal Government spending originate in the House of Representatives.

(28) An examination of the historical record demonstrates that the exercise of control by the United States Government over the money system has provided greater moderation in the supply of money and promoting the general welfare, and has been indispensable in times of national emergency for generating resources required to support public investment, provide for national defense, and promote the general welfare, and is therefore superior to private control over the money system.

(29) As our money system is a key pillar in maintaining general economic welfare and as the Federal Reserve System and its private banking partners have consistently failed to promote or preserve the general welfare, it is essential that Congress, in the name of protecting the economic lives of the American people and the long-term security of our nation, reassume the powers and responsibilities granted to it by the Constitution.

PURPOSES. The purposes of this Act are as fol1ows:

(1) To create a full employment economy as a matter of national economic defense; to provide for public investment in capital infrastructure; to provide for reducing the cost of public investment; to retire public debt; to stabilize the Social Security retirement system; to restore the authority of Congress to create and regulate money; to modernize and provide stability for the monetary system of the United States, and for other public purposes.

(2) To abolish the creation of money, or purchasing power, by private persons through lending against deposits, by means of fractional reserve banking, or by any other means.

(3) To enable the federal government to invest or lend new money into circulation as authorized by Congress and to provide means for public investment in capital infrastructure.

(4) To incorporate the Federal Reserve System into the Executive Branch under the United States Treasury, and to make other provisions for reorganization of the Federal Reserve System.

(5) To provide for an orderly transition.

(6) To make other provisions necessary to accomplish the purposes of this Act. ...

ELIMINARE I DEBITI O I POPOLI?

ELIMINARE I DEBITI O I POPOLI?

Profetiche parole del prof. Giacinto Auriti


I Popoli del Terzo Mondo prima di essere dilaniati dalla fame sono dilaniati dal debito.
50.000.000 di uomini muoiono di fame ogni anno, non per mancanza di derrate alimentari, ma del denaro per comprarle (come è provato dalla distruzione abituale delle eccedenze di prodotti agricoli).
Poiché il denaro in circolazione è emesso, a costo nullo, dalle banche centrali, solo prestandolo, balza evidente che i vuoti monetari sono arbitrariamente pianificati dalla parsimonia feroce dei grandi usurai che dominano il sistema monetario.
Solo su queste premesse ci si spiega perché l’Europa con l’avvento dell’EURO rischia di far parte del Terzo Mondo.
Se la Banca Centrale Europea emetterà moneta prestandola – come hanno fatto e fanno sin dalla fondazione della Banca d’Inghilterra tutte le banche centrali – i Popoli Europei saranno tutti destinati ad essere colonie monetarie dell’impero usurocratico, tanto più perché – a norma dell’art. 107 e s. del Trattato di Maascricht – si sono convenzionalmente impegnati a non manifestare obbiezioni, proposte o desideri. Nel silenzio del Trattato sulla proprietà dell’EURO, la BCE ha il potere di scelta tra servire o servirsi dei Popoli Europei. Se li vuole servire deve stampare e accreditare, se se ne vuole servire, deve stampare e prestare. Poiché questa seconda ipotesi è la regola costante per tutte le banche centrali del mondo, è ovvio che non potrà cambiare senza una esplicita previsione normativa.
Se i Popoli Europei vogliono evitare la drammatica tempesta della moneta-debito (preconizzata del resto dai Presidenti della Federal Reserve Bank che è in grado di prevederla perché è in grado di causarla) devono consensualmente programmare l’integrazione del Trattato, per colmarne una lacuna normativa INAMMISIBILE e INTOLLERABILE, perché nessuna norma dice di chi è la PROPRIETA’ dell’EURO.
L’EURO VA ESPLICITAMENTE DICHIARATO DI PROPRIETA’ DEI POPOLI EUROPEI con una norma integrativa pienamente legittima perché non contraddice con nessuna norma del Trattato vigente. Ciò in applicazione dell’ovvio principio per cui PIUTTOSTO CHE ELEMOSINARE LA REMISSIONE DI DEBITI NON DOVUTI E’ MOLTO PIU’ CONVENIENTE PREVENIRNE L’INSTAURAZIONE: NON ACCETTARLI.
Poiché questa proposta è perfettamente coincidente con il Messaggio del Papa sulla estinzione dei debiti del Terzo Mondo, è un’ottima occasione per avere la prova che il Governatore della Banca d’Italia è un vero cattolico quale dice di essere................
Perché mai ci dovremmo indebitare infatti verso la BCE per un valore pari a tutto il denaro che vorrà mettere in circolazione? Quale è il corrispettivo di questo debito immane ed arbitrariamente imposto dal falso creditore a falsi debitori?
La risposta scandalosamente inconfutabile è : ”UNICO CORRISPETTIVO E’ IL NULLA !!!”
Si impone quindi – con la massima urgenza – che il Governatore Draghi proponga ai Governi ed ai Governatori degli Stati Europei la norma integrativa ed interpretativa del Trattato di Maasricht che concepisca l’EURO proprietà (e non debito) del portatore.
E’ GRAN TEMPO ORMAI CHE SI ACQUISTI LA CONSAPEVOLEZZA CHE IL VALORE DELLA MONETA ALL’ATTO DELL’EMISSIONE E’ CREATO DA CHI L’ACCETTA. ECCO PERCHE’ TUTTI POSSONO PRESTARE DENARO TRANNE CHI LO EMETTE.
Potrebbe altrimenti riproporsi anche per l’Europa l’alternativa tra la sopravvivenza dei Popoli e quella dei debiti. Nascerebbe così ineluttabilmente, come nella Vandea, il diritto alla rivoluzione.
Tratto dal documento elaborato dal Prof Giacinto Auriti e diffuso prima dell’avvento dell’euro.
Giacinto Auriti (Guardiagrele, 10 ottobre 1923 – Roma, 11 agosto 2006)

Invisibili o abbacinati

Guido Biancardi, Notizie Radicali

Invisibili o abbacinati


23-12-2010

Sono comunque sempre lo stesso ceto di persone e gruppi che determinano le cose. Mentre una “democrazia paternalistica” funge da velo di Maia (pietosamente per le coscienze fragili) avvolgendo di apparenti garanzie una realtà che si rivela “agìta” da altri, fuori vista : da alcuni pochi che restano nell'ombra celati e protetti da retaggi con le loro organizzazioni ,“segrete” ai più almeno,e da altri che sono talmente ”illuminati” dai fari della comunicazione in tutte le forme commerciali, rituali, istituzionali che siano, da essere più “presunti che presenti” e riconosciuti nelle loro vere identità e ruolo ; entrambi nella sostanza irriconoscibili e soprattutto, si sostiene da varie parti, da non riconoscere per quel che sono. Questa è tesi che si sostiene da parti fra le più diverse .

E sempre più spesso non meglio specificati “poteri forti” vengono richiamati come demiurghi o numi tutelari piuttosto che in veste di guardie del confine del Paradiso del Genesi, quei Cherubini posti attorno, a difesa, dell'albero della vita . Secondo le visioni di parte, quindi, sia benefici che minacciosi. Considerati garanti necessari, insostituibili per alcuni , sono per molti altri temuti, e perciò sovente citati solo per accenno, come potenzialmente malevoli e temibili.

Riappaiono, quando il refrain politico comincia a compitare termini che evocano situazioni belliche in guerre non dichiarate, come “complotto” o “trama“, con nomi diversi: quali appunto gli invisibili, con connotati internazionali (come li cita , a partire da pag 71, Maurizio Blondet in un suo libello dal titolo provocante ,” Elogio di Catilina e Berlusconi”, 1995, il Cerchio) o , da minculpop, più autarchicamente, come “le demo-plutocrazie giudaico massoniche”, con contorno di “Grembiulini” o di “Perfide Albioni”. Oggi anche la Chiesa cattolica si dichiara nel mirino di persecuzioni che partono non più dall'eternamente richiamato Impero, nè dagli integralismi filosofici materialistici o piuttosto religiosi di confessioni avversarie e competitive ma dalla modernità relativista, in specie dall'illuminismo e dai suoi prodotti più noti, il liberalesimo, il liberismo, la laicità, e, come già un tempo in cui essa fu scandalo per le coscienze dei fedeli, la stessa democrazia.

Ida Magli nel suo recente “La dittatura europea” (BUR 2010), citando a sua volta un libro di Antonello Zunino del 1999 (L' insostenibile pesantezza dell'euro) fa accenno a personaggi tutt'altro che invisibili , ma invece “abbacinanti” in quanto talmente esposti e noti da essere sospettabili di null' altro che dell'esercizio dei loro ruoli istituzionali, ed addirittura a gruppi (li unifica nella denominazione di “club mondialisti”, sostenendo a pag 152, che l'Europa , economica e politica, è parte di un progetto mondiale di assoggettamento e dominio del mondo per istaurarvi il “Nuovo ordine mondiale” portato avanti da “Pochi gruppi di potere, silenziosi ed invisibili che garantiscono la carriera dei personaggi di maggior rilievo...fra i membri delle organizzazioni che governano il mondo al riparo dei rappresentanti politici ufficiali, da realizzare attraverso l'omologazione e la distruzione delle diverse culture) che, dal tempo delle recise smentite di Montanelli sembravano essere svaniti come miraggi, o nella storia come vapori all'alba, quali la Commissione Trilaterale, accusata dai terroristi d'antan di essere un'espressione del fantomatico S.I.M. , Stato imperialista delle Multinazionali; ma anche il Club Bildenberg che raccoglie i sovrani d'Europa ed il più noto Aspen Institute, (già attivo anche, persino, in Cina), in quanto la sua presidenza italiana è stata occupata, oltre che da altri personaggi pubblici meno attuali ma forse non meno decisivi, anche , come esempio, dal ministro Tremonti.

Così vengono indicati al lettore non preparato, quasi in un carosello medioevale da trionfo della morte attorno alla vittima sacrificale Europa/Mondo, moltissimi personaggi illustri, politicamente e culturalmente dei veri e propri “mostri (absit iniuria) sacri” di provenienti dalla politica e dal mondo del grande business, ma in special modo bancaria e finanziaria, la cui caratteristica comune più frequente e sottolineata è di essere espressione di cooptzione o tut'al più di nomina più che di elezione, quindi di emanazione non direttamente “democratico/elettiva”. Secondo la famosa, anche se sempre meno in vista, antropologa, le Banche Centrali (enti privati con azionisti altrettanto privati differentemente dalla comune credenza nella loro natura pubblica) che sembrano guidare la danza macabra, alimentate dal loro signoraggio sulla moneta (di cui Radio Radicale ha cercato di dare alcuni riferimenti informativi) e soprattutto determinando così, come si sostiene, le sorti dei debiti pubblici degli Stati, sono sempre state i grandi players, ed , in particolare in Italia almeno, le principali fonti di alimentazione dei civil servants più altolocati, e delle ”riserve della Repubblica”; anche per la ragione di essere istituzioni autonome ed autoreferenziali, sottratte, quindi, ad ogni controllo o statuto che non fosse autodeterminato e, con tali caratteristiche , di assoluta garanzia.

Azelio Ciampi, esempio insigne di gran commis e di supremo esponente istituzionale, ma anche Lamberto Dini, ed oggi , sovente invocato per il domani, Mario Draghi ; ma anche Tommaso Padoa Schioppa di cui si sono appena celebrate le esequie con l' altissimo omaggio resogli da tutto il Gotha, almeno italiano ed europeo. Ma fra i componenti italiani del Club Bildenberg e dell' Aspen Institute (cfr. anche il citato,” Il Club Bildenberg”, di Daniel Estulin, Arianna editrice ,1999) non mancano anche i fratelli Agnelli, Giuliano Amato, Enrico Letta, Giorgio La Malfa, Mario Monti, Romano Prodi, Vincenzo Visco, Giorgio Napolitano...

Si rischia di scivolare però inavvertitamente, insistendo nei “relata refero” della Magli nella sindrome del Grande Complotto Universale. Anche perchè ci si imbatte (rispettivamente a pag.147 e 151) in due “complottisti Radicali” quali Altiero Spinelli, curiosamente definito “europeista assoluto” così come mi sembra sia stato detto assieme a “straniero in patria”di Padoa Schioppa, da parte di un giornale che lo commemorava, e, ancor più sorprendentemente, Emma Bonino citata (“per completezza d'informazione”) come commissario collegialmente corresponsabile costretta alle dimissioni dallo scandalo Santer , "anch'essa presente alle riunioni del Bildenberg”, “a causa del buco di settemila miliardi rilevato nell'Ufficio europeo per gli Aiuti umanitari d'emergenza di cui era a capo e che non abbiamo mai saputo dove siano andati a finire”(Prodi è infine anch'egli citato come “complice di Ciampi nella svendita dei beni dello Stato e nella rincorsa all'euro...”).

Nicolas Cage e Tom Hanks & Co. per i fim delle serie sulla massoneria americana e sui grandi misteri della storia iniziato dal Codice da Vinci, e seguiti da quelli sugli immancabili templari hanno reso popolare il racconto romanzato del (pseudo?) mistero storico, con i molti altri filoni di film imperniati su servizi segreti, casi insoluti, archeologia fantastica (vedi Harrison Ford), tradimenti, attentati riusciti e/o sventati, spie e terroristi, di Stato piuttosto che per la Fede, hanno si può ben dirlo,“spopolato al botteghino, fungendo da cassa triviale di risonanza e da veicolo di volgarizzazione informativa, o disinformativa secondo le posizioni dei vari portatori di diverse sensibilità ed interessi. Con in più oggi Wikileaks ”live” o perlomeno in "diretta da studio".

Tutto ciò è stato anche denunziato come il prodotto volontario e consapevole di un'azione di squalificazione ed aggressione di alcuni poteri costituiti, ed in particolar modo delle organizzazioni (para)clericali, ed, ad un tempo, un modo di rendere naturale sino all'ovvietà al punto da far condividere come necessaria l'utilità, sino all'indispensabilità di un territorio d'azione politica in cui la legge ordinaria non può e non deve essere rispettata se non a gravissimo ed imprudente rischio di effetti fatali sulle popolazioni, e sulla stessa sicurezza e sopravvivenza del mondo. Per la Pace!

Come una specie di sigillo di realismo alla teorizzazioni sulla forma delle garanzie di uno Stato di Diritto, che, prive di esso , si rivelerebbero “irrealistiche” e pericolose.

Siamo così giunti, partendo dagli spunti di un filone minore di denunzia di un presunto complotto, con il suo conseguente oscuramento della verità e la proibizione assoluta della sua diffusione con l'imposizione del “segreto”, proprio a renderne “realistica”, in alcuni casi almeno, l'esistenza.

Realistica sia nel senso di normalmente esistente ed in tal modo ammessa ed accettata, piuttosto che in veste di “garanzia da un'illusione”. L' opportunità della sua esistenza mette allora sotto accusa la veridicità delle formule della legalità e la loro stessa sostenibilità.

La denunzia di Spinelli e Bonino ( anche loro!) fra coloro che lottarono e lottano strenuamente per un risultato idealizzato come nobile, ma senza dichiararne sino in fondo lo scopo, introduce la necessità di chiarire la differenza , nella teoria politica, fra il termine“reale” considerato come qualità indispensabile di un progetto in quanto lo qualifica come aderente alla realtà ed alle dimensioni dei rapporti di forza, e lo stesso termine usato per definire, come fa Pannella, la disapplicazione di un sistema di garanzie sostituito dall' arbitrarietà anche se illuminata, con la conseguente perdita della legalità come recinto necessario al perseguimento e conseguimento di un bene non effimero, o falso. Con quest'ultima che si è sollecitati a riconoscere quanto al suo potenziale eversivo della democrazia, che essa lo rappresenta almeno pari a quella riconoscibile ai carri armati “dei colonnelli”.

Ed è messa in discussione "l'alterità" del Partito Radicale, promotore della Democrazia e dello Stato di Diritto come terreni in cui i diritti umani sono socialmente in grado di essere coltivati , riprodotti , sviluppati ed usucapiti, nella libertà che tale ambiente solo consente e garantisce, rispetto a partiti anche simili che vogliono o accettano e sanno vivere solo in una “democrazia reale”, quindi in condizioni di suo snaturamento quali quelli in cui il "socialismo reale” aveva ridotto il progetto socialista.

O, almeno, porta ad insinuare il dubbio non solo plebeo del “son tutti uguali”, ma che tutta la Politica consista piuttosto che nello sforzo di “essere politica”, nel semplice e squalificato ”far politica”. Ed in cui la durata non è continuità non degradata ma è semplice sopravvivenza a tutti i costi.

Considerare tutto ciò con estrema serietà può attribuire anche consistenza ben maggiore di un' ipotesi al rischio di una una nuova inedita tragedia mondiale, se fatto alla luce delle denunzie che sempre Pannella non ci ha risparmiate circa la anche maggior efficacia potenziale del controllo assoluto della Finanza e del dominio di un Mercato non regolamentato di quella della disponibilità di missili balistici atomici trascontinentali (con la grande crisi che stiamo vivendo come primo surrogato di una nuova conflagrazione bellica).

La questione della verità come opportunità opzionale di governo e controllo piuttosto che come premessa ineludibile della nonviolenza resta al centro del punto che queste considerazioni hanno cercato di sbozzare. Assieme alla necessità di dare risposte e riscontri inoppugnabili che la presentazione dei fatti a noi attribuiti e le interpretazioni datene dal libro citato, sono, almeno nei nostri confronti, certamente arbitrarie e fallaci, oltre che screditanti.