lunedì 21 dicembre 2009

Review the World Bank’s activity during the Copenhagen summit

Review the World Bank’s activity during the Copenhagen summit on our dedicated webpage. Bretton Woods Project staff report from World Bank events and announcements on climate initiatives, including the launch of the Scaling Up Renewable Energy Programme for low income countries (SREP), the new Carbon Partnership Facility (CPF), and a report on ’10 Years of Carbon Finance Experience’. Also read calls from President Lula of Brazil and civil society organisations to kick the Bank out of climate finance.

www.brettonwoodsproject.org/copenhagen

Venezuelan Government Continues Restructure of Banking Sector

Venezuelan Government Continues Restructure of Banking Sector

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Mérida, December 18th 2009 (Venezuelanalysis.com) – The Venezuelan government announced on Wednesday that it will take control of a private insurance company that had contracted with the government to serve public sector employees. The move came amidst a month-old state intervention into the private banking and finance sector to combat fraud. Also, the National Assembly passed a banking law reform to increase depositor insurance and tighten banking regulations.

After determining that the insurance company Seguros La Previsora was two months behind on its payments for contracts with public institutions, the state decided to take over the administration of the company, President Hugo Chavez announced from Copenhagen, Denmark, where he is currently participating in the United Nations climate change conference.

Over the past month, the government opened national investigations of eight private banks, one state-owned bank (Banfoandes), and several stock brokerage firms for alleged fraud. Two of the banks were liquidated, two were rehabilitated and incorporated into Banfoandes, and four were fused into a new, state-owned bank called Banco Bicentenario. Several investigations are still pending.

National authorities have arrested ten bankers and issued arrest warrants for dozens of others in the crack down on fraud, including, most recently, the head of the national securities commission. They have also seized dozens of small companies, tens of thousands of hectares of land, and other such assets owned by the bankers who are under investigation, four of whom are suspected to have fled the country to avoid going to trial.

“We are assuming the obligations of the state,” Chavez said, emphasizing the contrast between his government’s intervention in the banking sector and the massive bailouts issued by the U.S. government to private banks during the financial crisis that hit in 2008.

National Assembly Legislator Rafic Souki, from the Finance Committee, said six out of the eight private banks that the state intervened in recently will re-open on Monday.

Economic Restructuring

On Tuesday, the National Assembly approved a reform to the General Law on Banks and Other Financial Institutions. The reform increased the bank deposit guarantee from 10,000 bolivars (US $4,650) to 30,000 bolivars (US $13,950) per depositor, increased banks’ mandatory contributions to the public deposit insurance fund and granted the government more power to enforce this, and placed prohibitions on long-term credits in some sectors of the economy.

With the law reform and the recent bank interventions, which increased the state’s share to nearly a quarter of the national banking sector, the government seeks to gradually change Venezuela’s capitalist economy into one that reflects the values of “21st Century Socialism.”

A long-term blueprint for this transition was laid out in a seven-year development plan after Chavez was elected to his second term in 2006. A series of laws passed in 2008 further outlined the transition by detailing new types of social and communal property that may co-exist with private property, and new forms of enhanced democratic participation in economic decision making.

Next year, the government plans to increase and focus investments in the productive sector, including food production and manufacturing, to accelerate the diversification of Venezuela’s oil-dependent economy.

National Assembly Legislator Carlos Escarrá, who is from the governing United Socialist Party of Venezuela (PSUV), was quoted by the Venezuelan daily El Universal saying that the country is in a “phase of the installation of socialism.”

Escarrá said part of the long-term vision for the economy is a network of productive units managed by local community councils on the basis of social property, rather than private property, according to El Universal.

The new state-owned Banco Bicentenario that was created as a result of the recent bank interventions “will be a development bank for the socialist productive model,” Escarrá said.

Se il clima fosse una banca, lo avrebbero già salvato

Se il clima fosse una banca, lo avrebbero già salvato
di Hugo Chavez - 20/12/2009

Fonte: Come Don Chisciotte [scheda fonte]

Il discorso del presidente venezuelano al vertice climatico di Copenhagen



Signor Presidente, signori, signore, amici e amiche, prometto che non parlerò più di quanto sia già stato fatto questo pomeriggio, ma permettetemi un commento iniziale che avrei voluto facesse parte del punto precedente discusso da Brasile, Cina, India e Bolivia. Chiedevamo la parola, ma non è stato possibile prenderla.

Ha parlato la rappresentante della Bolivia, e porgo un saluto al compagno Presidente Evo Morales qui presente, Presidente della Bolivia.

Tra varie cose ha detto, ho preso nota: il testo che è stato presentato non è democratico, non è rappresentativo di tutti i paesi. Ero appena arrivato e mentre ci sedevamo abbiamo sentito il Presidente della sessione precedente, la signora Ministra, dire che c’era un documento da queste parti, che però nessuno conosce: ho chiesto il documento, ancora non l’abbiamo. Credo che nessuno sappia di questo documento top secret.

Certo, la collega boliviana l’ha detto, non è democratico, non è rappresentativo, ma signori e signore: siamo forse in un mondo democratico? Per caso il sistema mondiale è rappresentativo? Possiamo aspettarci qualcosa di democratico e rappresentativo nel sistema mondiale attuale? Su questo pianeta stiamo vivendo una dittatura imperiale e lo denunciamo ancora da questa tribuna: abbasso la dittatura imperiale! E che su questo pianeta vivano i popoli, la democrazia e l'uguaglianza!

E quello che vediamo qui è proprio il riflesso di tutto ciò: esclusione. C'è un gruppo di paesi che si credono superiori a noi del sud, a noi del terzo mondo, a noi sottosviluppati, o come dice il nostro grande amico Eduardo Galeano: noi paesi avvolti come da un treno che ci ha avvolti nella storia [sorta di gioco di parole tra desarrollados = sviluppati e arrollados = avviluppati NdT]. Quindi non dobbiamo stupirci di quello che succede, non stupiamoci, non c'è democrazia nel mondo e qui ci troviamo di fronte all'ennesima evidenza della dittatura imperiale mondiale.

Poco fa sono saliti due giovani, per fortuna le forze dell'ordine sono state decenti, qualche spintone qua e là, e i due hanno cooperato, no? Qui fuori c'è molta gente, sapete? Certo, non ci entrano tutti in questa sala, sono troppi; ho letto sulla stampa che ci sono stati alcuni arresti, qualche protesta intensa, qui per le strade di Copenaghen, e voglio salutare tutte quelle persone qui fuori, la maggior parte delle quali sono giovani.

Non ci sono dubbi che siano giovani preoccupati, e credo abbiano una ragione più di noi per essere preoccupati del futuro del mondo; noi abbiamo – la maggior parte dei presenti – già il sole dietro le spalle, ma loro hanno il sole in fronte e sono davvero preoccupati. Qualcuno potrebbe dire, Signor Presidente, che un fantasma infesta Copenaghen, parafrasando Karl Marx, il grande Karl Marx, un fantasma infesta le strade di Copenaghen e credo che questo fantasma vaga per questa sala in silenzio, gira in quest'aula, tra di noi, attraversa i corridoi, esce dal basso, sale, è un fantasma spaventoso che quasi nessuno vuole nominare: il capitalismo è il fantasma, quasi nessuno vuole nominarlo.

È il capitalismo, sentiamo ruggire qui fuori i popoli. Stavo leggendo qualcuna delle frasi scritte per strada, e di questi slogan (alcuni dei quali li ho sentiti anche dai due giovani che sono entrati), me ne sono scritti due. Il primo è Non cambiate il clima, cambiate il sistema.

E io lo riprendo qui per noi. Non cambiamo il clima, cambiamo il sistema! E di conseguenza cominceremo a salvare il pianeta. Il capitalismo, il modello di sviluppo distruttivo sta mettendo fine alla vita, minaccia di metter fine alla specie umana. E il secondo slogan spinge alla riflessione. In linea con la crisi bancaria che ha colpito, e continua a colpire, il mondo, e con il modo con cui i paesi del ricco Nord sono corsi in soccorso dei bancari e delle grandi banche (degli Stati Uniti si è persa la somma, da quanto è astronomica). Ecco cosa dicono per le strade: se il clima fosse una banca, l'avrebbero già salvato.

E credo che sia la verità. Se il clima fosse una delle grandi banche, i governi ricchi l'avrebbero già salvato. Credo che Obama non sia arrivato, ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace quasi nello stesso giorno in cui mandava altri 30mila soldati ad uccidere innocenti in Afghanistan, e ora viene qui a presentarsi con il Premio Nobel per la Pace, il Presidente degli Stati Uniti. Gli USA però hanno la macchinetta per fare le banconote, per fare i dollari, e hanno salvato, vabbè, credono di aver salvato, le banche e il sistema capitalista.

Bene, lasciando da parte questo commento, dicevo che alzavamo la mano per unirci a Brasile, India, Bolivia e Cina nella loro interessante posizione, che il Venezuela e i paesi dell'Alleanza Bolivariana condividono fermamente; però non ci è stata data la parola, per cui, Signor Presidente, non mi conteggi questi minuti, la prego.

Ho conosciuto, ho avuto il piacere di conoscere Hervé Kempf – è qui in giro -, di cui consiglio vivamente il libro “Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta”, in francese, ma potete trovarlo anche in spagnolo e sicuramente in inglese. Hervé Kempf: Perché i mega-ricchi stanno distruggendo il pianeta. Per questo Cristo ha detto: E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio. Questo l'ha detto Cristo nostro Signore.

....... Bene, Signor Presidente, il cambiamento climatico è senza dubbio il problema ambientale più devastante di questo secolo, inondazioni, siccità, tormente, uragani, disgeli, innalzamento del livello del mare, acidificazione degli oceani e ondate di calore, tutto questo acuisce l'impatto delle crisi globali che si abbattono su di noi. L'attività umana d'oggi supera i limiti della sostenibilità, mettendo in pericolo la vita del pianeta, ma anche in questo siamo profondamente disuguali.

Voglio ricordarlo: le 500 milioni di persone più ricche del pianeta, 500 milioni, sono il sette per cento, sette per cento, seven per cento della popolazione mondiale. Questo sette per cento è responsabile, queste cinquecento milioni di persone più ricche sono responsabili del cinquanta per cento delle emissioni inquinanti, mentre il 50 per cento più povero è responsabile solo del sette per cento delle emissioni inquinanti.

Per questo mi sembra strano mettere qui sullo stesso piano Stati Uniti e Cina. Gli Stati Uniti hanno appena 300 milioni di abitanti. La Cina ha una popolazione quasi 5 volte più grande di quella degli USA.

Gli Stati Uniti consumano più di 20 milioni di barili di petrolio al giorno, la Cina arriva appena ai 5,6 milioni di barili al giorno, non possiamo chiedere le stesse cose agli Stati Uniti e alla Cina. Ci sono questioni da discutere, almeno potessimo noi Capi di Stato e di Governo sederci a discutere davvero di questi argomenti.

Inoltre, Signor Presidente, il 60% degli ecosistemi del pianeta hanno subito danni e il 20% della crosta terrestre è degradata; siamo stati testimoni impassibili della deforestazione, della conversione di terre, della desertificazione e delle alterazioni dei sistemi d'acqua dolce, dello sovrasfruttamento del patrimonio ittico, della contaminazione e della perdita della diversità biologica. Lo sfruttamento esagerato della terra supera del 30% la sua capacità di rigenerazione.

Il pianeta sta perdendo ciò che i tecnici chiamano la capacità di autoregolarsi, il pianeta la sta perdendo, ogni giorno si buttano più rifiuti di quanti possano essere smaltiti. La sopravvivenza della nostra specie assilla la coscienza dell'umanità. Malgrado l'urgenza, sono passati due anni dalle negoziazioni volte a concludere un secondo periodo di compromessi voluto dal Protocollo di Kyoto, e ci presentiamo a quest'appuntamento senza un accordo reale e significativo.

E voglio dire che riguardo al testo creato dal nulla, come qualcuno l'ha definito (il rappresentante cinese), il Venezuela e i paesi dell'Alleanza Bolivariana per le Americhe, noi non accettiamo nessun altro testo che non derivi dai gruppi di lavoro del Protocollo di Kyoto e della Convenzione: sono i testi legittimi su cui si sta discutendo intensamente da anni.

E in queste ultime ore credo che non abbiate dormito: oltre a non aver pranzato, non avete dormito. Non mi sembra logico che ora si produca un testo dal niente, come dite voi. L'obiettivo scientificamente sostenuto di ridurre le emissioni di gas inquinanti e raggiungere un accordo chiaro di cooperazione a lungo termine, oggi a quest'ora, sembra aver fallito.Almeno per il momento. Qual è il motivo? Non abbiamo dubbi. Il motivo è l'atteggiamento irresponsabile e la mancanza di volontà politica delle nazioni più potenti del pianeta...

Il conservatorismo politico e l'egoismo dei grandi consumatori, dei paesi più ricchi testimoniano di una grande insensibilità e della mancanza di solidarietà con i più poveri, con gli affamati, con coloro più soggetti alle malattie, ai disastri naturali, Signor Presidente, è chiaramente un nuovo ed unico accordo applicabile a parti assolutamente disuguali, per la grandezza delle sue contribuzioni e capacità economiche, finanziarie e tecnologiche, ed è evidente che si basa sul rispetto assoluto dei principi contenuti nella Convenzione.

I paesi sviluppati dovrebbero stabilire dei compromessi vincolanti, chiari e concreti per la diminuzione sostanziale delle loro emissioni e assumere degli obblighi di assistenza finanziaria e tecnologica ai paesi poveri per far fronte ai pericoli distruttivi del cambiamento climatico. In questo senso, la peculiarità degli stati insulari e dei paesi meno sviluppati dovrebbe essere pienamente riconosciuta.

.... Le entrate totali delie 500 persone più ricche del mondo sono superiore alle entrate delle 416 milioni di persone più povere, le 2800 milioni di persone che vivono nella povertà, con meno di 2 dollari al giorno e che rappresentano il 40 per cento della popolazione mondiale, ricevono solo il 5 per cento delle entrate mondiale...

Ci sono 1100 milioni di persone che non hanno accesso all'acqua potabile, 2600 milioni prive di servizio di sanità, più di 800 milioni di analfabeti e 1020 milioni di persone affamate: ecco lo scenario mondiale.

E ora, la causa, qual è la causa? Parliamo della causa, non evitiamo le responsabilità, non evitiamo la profondità del problema, la causa senza dubbio, torno all'argomento di questo disastroso scenario, è il sistema metabolico distruttivo del capitale e della sua incarnazione: il capitalismo.

Ho qui una citazione di quel gran teologo della liberazione che è Leonardo Boff, come sappiamo, brasiliano, che dice: Qual è la causa? Ah, la causa è il sogno di cercare la felicità con l'accumulazione materiale e il progresso senza fine, usando, per fare ciò, la scienza e la tecnica con cui si possono sfruttare in modo illimitato le risorse della terra.

Può una terra finita sopportare un progetto infinito? La tesi del capitalismo, lo sviluppo infinito, è un modello distruttivo, accettiamolo.

..... Noi popoli del mondo chiediamo agli imperi, a quelli che pretendono di continuare a dominare il mondo e noi, chiediamo loro che finiscano le aggressioni e le guerre. Niente più basi militari imperiali, né colpi di Stato, costruiamo un ordine economico e sociale più giusto e equitativo, sradichiamo la povertà, freniamo subito gli alti livelli di emissioni, arrestiamo il deterioramento ambientale ed evitiamo la grande catastrofe del cambiamento climatico, integriamoci nel nobile obiettivo di essere tutti più liberi e solidari.

.... Questo pianeta è vissuto migliaia di milioni di anni, e questo pianeta è vissuto per migliaia di milioni di anni senza di noi, la specie umana: non ha bisogno di noi per esistere. Bene, noi senza la Terra non viviamo, e stiamo distruggendo il Pachanama*, come dice Evo e come dicono i nostri fratelli aborigeni del Sudamerica...


Fonte: http://selvasorg.blogspot.com
Testo originale: http://selvasorg.blogspot.com/2009/12/discurso-de-chavez-en-copenhage.html
16.12.2009

Traduzione per comedonchisciotte.org a cura di MARINA GERENZANI

*Pachanama = Madre Terra

Food Fight Hits 11th Circuit as Charities Resist Restrictions

Food Fight Hits 11th Circuit as Charities Resist Restrictions on Public Giveaways

Fulton County Daily Report

December 21, 2009

As tough economic times linger, a federal appeals court panel sitting in Atlanta on Thursday considered how far cities may go in regulating how charity groups distribute food to the poor.

At issue in Thursday's argument before the 11th U.S. Circuit Court of Appeals was a 2006 Orlando ordinance that requires a permit to distribute food to 25 people or more in one of the 42 city parks located in the city's downtown park district. A lawyer for Orlando suggested that big food drops overload the parks' garbage cans, while lawyers for the charity organizations have said the city's rule -- which allows them each only two permits a year per park -- prevents them from sharing food at a consistent, desirable location.

When the case went before U.S. District Court Judge Gregory A. Presnell in Orlando, those organizations successfully challenged the ordinance on the basis that it violated their freedom of speech and religion. On Thursday, however, they encountered some skepticism from two of the three judges on the 11th Circuit panel, 11th Circuit Judge J.L. Edmondson and visiting 10th Circuit Senior Judge Bobby R. Baldock.

But first, Orlando's lawyer had to endure the persistent questioning of 11th Circuit Judge Rosemary Barkett, a Miami jurist who wondered how the ordinance might apply to her family's outdoor Sunday gatherings. "I have a particularly large family," she explained.

"It would apply to you," acknowledged Kathleen M. Skambis, a lawyer in private practice in Orlando who appeared for the city.

Barkett wondered where she could find evidence that the food distributions put a burden on the parks, saying she understood the groups challenging the law cleaned up their trash.

They put their trash in garbage receptacles, Skambis allowed. But, she added, mass feedings create a large amount of garbage, and it piles up.

"What is the purpose of having a city park?" Barkett asked, suggesting she thought eating, drinking and playing music are the very sort of things for which a park is intended.

Certainly the parks' purpose is to have people use them, Skambis replied.

"Including homeless people?" asked Barkett.

Including homeless people, Skambis responded.

Baldock, the visiting judge, asked Skambis about a 1984 U.S. Supreme Court decision, Clark v. Community for Creative Non-Violence, 468 U.S. 288. That case upheld the National Park Service's refusal to let demonstrators supporting the homeless sleep overnight in tents on the National Mall and in a park across the street from the White House.

In that case, the court assumed, but did not decide, that sleeping could be expressive conduct protected by the First Amendment. But it rejected the First Amendment challenge on the grounds that the Park Service's decision was reasonable given the camping could damage the parks or impede others' access to them.

On Thursday, Baldock asked whether the city of Orlando was conceding that the food distributions amounted to expressive conduct.

No, Skambis replied, "This is not expressive conduct."

Glenn M. Katon of the ACLU Foundation of Florida appeared on behalf of two plaintiffs, the founder of the First Vagabonds Church of God, a congregation of homeless people that meets in one of Orlando's downtown parks, and the church itself.

He said his clients had conceded the ordinance need pass only the "rational basis test" to survive the plaintiffs' challenge on free exercise of religion grounds. But, Katon said, the government does not have a legitimate interest in driving the homeless from downtown.

"I don't know," mused Edmondson. Regardless of whether he liked the idea himself, said Edmondson, it seemed rational for the city "to move the burden around."

"The court's role is more than that of a rubber stamp," responded Katon. Witnesses for the city had expressed irrational fears, he said, adding that at least one witness -- a lawyer whose law office is downtown -- clearly displayed an animus toward the homeless.

Katon split his time with Jacqueline H. Dowd, a lawyer with Orlando's Legal Advocacy at Work who appeared for Orlando Food Not Bombs and other individual plaintiffs. Baldock asked Dowd about the Supreme Court's decision on the tent demonstration at the National Mall. "Clark does not seem to help you at all," Baldock told Dowd.

Dowd replied that Clark was distinguishable from her case. Sleeping in the federal parks was forbidden as a general matter, she said, while her case was about sharing food in a picnic area. "It is not an act that's generally forbidden," said Dowd.

Moreover, she added, "the sharing of food is intended to convey a message" that would be protected by the First Amendment.

But Baldock suggested that without the signs that surrounded Food Not Bombs' food distributions -- featuring slogans such as "Money for Food Not Bombs" and "We Won't Stop Until The Last Belly Is Full" -- Dowd's clients had no expressive conduct. The Vagabonds Church may have a different message, he said, but "you're just feeding the homeless."

Food Not Bombs believes the residents of the middle-class neighborhood surrounding the downtown parks need to hear that there are hungry and homeless people in Orlando, Dowd replied. "It's more than talking about the food," she said. "There is, I think, inherent in the serving and sharing of food some message," which she characterized as one of "human worth and dignity."

Edmondson asked Dowd whether the city could forbid eating in the parks altogether.

"I don't think the citizens would like that," Dowd responded.

"We're not governing the city," replied Edmondson.

Dowd tried again, saying her clients would say there's a basic human right to food.

"Your clients have many lovely thoughts ... but I'm not much interested in them right now," said Edmondson.

Dowd responded that whether a ban on food would be constitutional depended on the justification for it.

Skambis, the city's lawyer, returned to the lectern for rebuttal -- and more questioning from Barkett.

"The city is in the business of balancing competing interests every single day," said Skambis, noting there were "an overwhelming number of complaints" about people wandering the area after the food distributions.

"What would be the harm of walking through the neighborhood?" asked Barkett, wondering whether the people leaving the food sharings had done anything illegal.

"Some of them probably did," responded Skambis, "but that's not my point."

"The complaints were 'we don't want homeless walking through the neighborhood,'" Barkett rejoined. "You just said it."

"Some of the complaints were obnoxious," Skambis allowed. "They don't like homeless people." But, she said, "if the ordinance addresses a particular interest that is legitimate ... this court may not substitute its judgment for that of the city."

In Atlanta, church groups and Food Not Bombs pass out food outdoors, according to Atlanta civil liberties lawyer Gerald R. Weber Jr. He said most of the outside food distributions occur on private property with the consent of the owners, but there are also weekend food distributions in downtown's Woodruff Park, located a few blocks from the 11th Circuit courthouse where Thursday's arguments took place.

No ordinance requires a permit for the periodic serving of food in the parks in Atlanta, Weber said. He said about six years ago, when he was legal director of the ACLU of Georgia, he represented Food Not Bombs over food distributions in Woodruff Park. Georgia State University had taken over policing of the park and suggested that the food distributions there violated health codes, he explained. No lawsuit was filed, said Weber, but he raised First Amendment arguments and reached an understanding with the city of Atlanta that it would not require a permit for the distributions.

The 11th Circuit case is City of Orlando v. First Vagabonds Church of God, No. 08-16788.

domenica 20 dicembre 2009

"BANCHISMO", NE PARLIAMO ?

"BANCHISMO", NE PARLIAMO ?
Postato il Domenica, 20 dicembre @ 06:22:04 CST di davide

DI GIULIETTO CHIESA
megachipdue.info/

Un dialogo fra un lettore e Giulietto Chiesa.

Caro Giulietto,
ti seguo da anni con ammirazione e affetto (ti ho anche incontrato di persona a Canegrate, ad una serata organizzata da Rapetti) e non so se sia il momento opportuno per sottoporti questa questione che mi tormenta da tempo, in un momento di crisi democratica come questo, ma forse sì, perché cambiare punto di vista a volte può essere molto più costruttivo che dispersivo.
Parto da fatti recentissimi, come una segnalazione su Megachip così commentata dalla redazione:
«Molti siti e operatori indipendenti dell'informazione - tutti di ambiti ben lontani dal Kombinat politico-mediatico berlusconiano - hanno rilanciato questa misteriosa mosca bianca, un insolito articolo redazionale di critica ai meccanismi segreti della Moneta e della sovranità, pubblicato nientemeno che su "Il Giornale" dell'11 dicembre 2009. Una critica simile la pronunciò il politico austriaco di destra Jörg Haider nel 2008. Non gli portò fortuna.»
Ancor più recente, 18 dicembre, il brevissimo articolo di Pino Cabras "Il tramonto del dollaro, all'ALBA".

Non mi stupisce l'attenzione diffusa alla questione monetaria-finanziaria in un periodo eccezionale come questo, di crisi economica travolgente, spero però che almeno da Voi si apra uno spiraglio di luce sulla truffa monetaria-finanziaria, paradossalmente evidenziata finora (con tutti i limiti possibili e immaginabili) da ambienti di estrema destra, quanto ignorata da tutta l'altra intellighenzia, comprensibilissima in quanto "casta-oriented", molto meno quando rappresenta vera opposizione residua al sistema.

Marx aveva già intuito i prodromi della questione (es. Banca d'Inghilterra), ma non poteva certo immaginare il contenuto dirompente degli accordi di Bretton Woods ed il loro stesso tradimento nel 1971, solo 27 anni dopo, seguito a ruota da un reaganismo e thatcherismo che oggi ci presentano il conto di tanta follia, della quale siamo diventati interpreti con l'Europa dei banchieri.
La realtà ha veramente superato la fantasia nella nostra generazione, come ben sai e predichi per quanto concerne il risvolto "culturale" in quest'epoca della massificazione.

Io mi sono laureato in fisica nel lontano 1975, mosso da autentica passione per la scienza, e con quella formazione "galileiana" non posso ignorare lo spirito profondo e perciò testardo sintetizzato nel detto, non importa se romanzato, "eppur si muove" .
Mi riferisco ovviamente all'appropriazione indebita del valore nominale e/o di altri benefici finanziari dall'emissione della moneta-convenzione da parte di soggetti privati, un fenomeno stupidamente battezzato "signoraggio", visti i fraintendimenti che lo hanno poi relegato tra le "bufale da complottisti" del variegato popolo della rete, limitandone oltretutto la vera portata ed invasività economica attraverso l'esplosione del mondo della finanza "creativa".

Dopo alcuni anni di studio e riflessione mi rendo conto che anche il più elementare dei principi può essere manipolato all'infinito, rendendo complessa e astrusa la sua comprensione in una materia, l'economia, già di per sé ostica ai più e feudo della cultura dominante. Eppure: alla luce dei principali meccanismi esemplificati proprio dall'economia reale (ad es. il privatizzare i guadagni contabili e socializzare i costi reali di un evento economico) il cerchio si chiude perfettamente attorno al paradigma vigente della moneta, che più diventa chiaro più mostra tutto l'inganno su cui si fonda, che è in ultima analisi la realizzazione dell'ideologia del privilegio nel connubio tra potere pubblico e interesse privato, trasversale nel tempo e nello spazio, in barba ai progressi civili e morali sui quali dovrebbe basarsi quello stesso diritto giuridico così ampiamente abusato.

Per farla breve il mio appello esplicito è: possiamo finalmente parlarne apertamente, dimenticando le allusioni ad una controparte ideologica, ad una contrapposizione intellettuale ormai grottesca vista la situazione? Il tempo è quasi scaduto per comprendere le cause dello sfascio fisico e spirituale che ci inghiotte, e quindi porvi rimedio, a tutti i livelli. Ma al tempo stesso vedo la convergenza di più prospettive, tra cui questa che risulta a mio avviso ineludibile. Che ne pensi? Si può ancora parlare serenamente anche delle banche, senza peli sulla lingua, come sai fare tu?
Un caro saluto e sinceri auguri, ne abbiamo proprio bisogno
Alberto Conti

Caro Conti,

certo che ne parliamo! Se c'è un momento in cui la grande truffa bancaria è disvelata al colto (non all'inclita, che rappresenta il 99,99% del pubblico), è questo. L'azzardo privato, costruito fin dall'inizio truffaldinamente, è stato fatto pagare al pubblico. La carenza di liquidità è stata coperta, malamente, con una ulteriore immissione di liquidità, altrettanto fasulla quanto lo era la prima, solo che è stata firmata dalle banche centrali di tutto l'Occidente.
E adesso l'economia della truffa procede, non so per quanto tempo, con le banche che ricominciano a fare esattamente quello che fecero negli ultimi dieci anni (anzi da molto tempo prima). I truffatori, salvo Madoff, che doveva essere gettato in pasto al pubblico, sono tutti ai loro posti di comando.
Dunque parlare di "banchismo" si può e si deve, solo che non possiamo farlo, come tu scrivi, "serenamente". Perchè questo è il vero e unico centro del potere mondiale e loro non sono niente affatto sereni quando qualcuno prova a mettere il naso nei loro affari.
Io sono sempre più convinto che la sovranità monetaria è la base di ogni altra sovranità. Non solo statale ma anche popolare.

Il problema è quello di sfondare la barriera del silenzio. Io ho fatto il piccolo esperimento dell'11 settembre, e ho potuto misurare l'enormità del compito. Puoi immaginare che il compito che tu indichi è mille volte più grande?
Eppure deve essere affrontato. Come? Occorre promuovere una ricerca approfondita, basata su dati irrefutabili. Questo, in parte, ma solo in parte, è già stato fatto, ma mescolato con troppe ingenuità, che offuscano l'effetto. Basta una caccola, come dicono i cinesi, per rovinare il brodo.
Noi dobbiamo presentare a una discussione qualsiasi - in primo luogo in ambito accademico, il più ostile, il più corrotto e pagato - un consommé ineccepibile. Il luogo di questa battaglia non è la stampa, dove abbondano i cialtroni, anch'essi stipendiati dai banchieri, ma è l'università. E' là che bisogna concentrare il dibattito, stanare gli economisti, metterli alla berlina, stanare i sindacalisti, che non ne sanno nulla, produrre libri che siano pubblicati da case editrici sufficientemente autorevoli.
E' una battaglia per tappe, per gradi, che richiederebbe uno stato maggiore all'altezza. Ci vuole una strategia e una tattica, che preveda gradi e terreni di scontro e perfino soluzioni intermedie. Ovvio che non ha senso, perchè puro slogan, la richiesta "via il signoraggio".
Ci vorrebbe un partito politico nuovo, capace di portare questi temi alla discussione in un parlamento decente.
Anche in questo caso, come in molti altri, non conta la giustezza delle analisi la diagnosi dei mali. Conta invece la capacità di comunicarli.

Dunque non basta parlarne, è giunto il momento di organizzarsi. Io darei una mano volentieri, ma ho bisogno di una pattuglia di veri esperti che lavorino con me. Vuoi farne parte? Io sto lavorando per costruire le premesse per una "Alternativa". Solo una "Alternativa" organizzata a questo sistema può porsi l'obiettivo di demolire la sua colonna portante.

Cordiali saluti,

Giulietto Chiesa
Fonte: www.megachipdue.info/
Link: http://www.megachipdue.info/component/content/article/42-in-evidenza/1533-qbanchismoq-ne-parliamo.html
20.12.2009

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Alcuni altri interventi di Alberto Conti sul tema bancario-monetario:

- http://www.meetup.com/per-il-bene-comune/boards/thread/5449539/0/.
- http://www.meetup.com/per-il-bene-comune/it/messages/boards/thread
/8151990/0

2010: L'anno del contatto...con la realtà

2010: L'anno del contatto...con la realtà
di Roger Wiegand - da: Liberi Industriali

Prevediamo che il 2010 sarà uno dei peggiori anni della seconda grande depressione, o meglio, suggeriamo che il 2010 sarà il secondo ciclo di svariate fasi depressive. Il fallimento di Lehman e i crolli ad esso correlati furono solo la prima fase. Prima che la seconda fase terrorizzi i mercati globali, consigliamo di correre ai ripari.

I debiti, sia pubblici che privati, non sono stati pagati in alcuna misura. A peggiorare la situazione, nuovi debiti continuano ad affliggere le banche centrali, le banche nazionali, i consumatori e il commercio. Per poter trovare una base comune e rendere possibile un recupero, questi debiti devono essere pagati, ci si può rifiutare di pagarli o cancellarli con l'inflazione. Per ora tutte queste soluzioni si stanno mettendo in pratica, ma, per quanto in fretta si risolvano i vecchi problemi, altri continuano ad accumularsi aggravando le difficoltà.

Mentre i governi sono impegnati a cancellare il debito con l'inflazione, attraverso la creazione di moneta; ovvero stampando grandi quantità di dollari, banconote e obbligazioni privi di copertura, il loro peso è semplicemente insostenibile dal punto di vista matematico. Gli aggiotatori hanno superato il punto di non ritorno. Non ci sarà ripresa fintanto che non avverrà un'importante crollo. Questa soluzione è la risposta rapida e sleale alla cancellazione finale di tutti quei debiti. Pensiamo che avverrà in fasi e in modo spasmodico.

Il Giappone è nelle condizioni peggiori, con un rapporto debito pubblico su PIL che si attesta oggi al 270%. Con una popolazione invecchiata e senza il numero sufficiente di giovani che occupino i posti di lavoro lasciati liberi, la deflazione è tornata e il mercato immobiliare giapponese sta ottenendo grandi successi. Gli Stati Uniti e l'Europa, esclusa la Gran Bretagna, hanno il 125% di debito su PIL, con la Gran Bretagna al 105%. (fonte: Societe Generale)

Il dollaro statunitense gioca un ruolo molto importante in questo contesto. Dal momento che corrisponde circa all'85% della valuta di riserva, a seconda di come va il dollaro andrà il sistema globale. Sfortunatamente il dollaro può cadere ancora molto, e per questo mese di Dicembre 2009 può sprofondare fino ad un indice di 70.00-72.50 rispetto ai prezzi odierni. Ci aspettiamo che nell'arco dei prossimi tre anni il dollaro possa arrivare ad un minimo storico di circa 40-46.

I titoli di borsa sono malridotti, e subiranno a breve un calo del 5-20%. Ci aspettiamo che il prossimo calo sarà blando e che i nuovi acquisti potranno ricominciare a Gennaio 2010 e proseguire durante la primavera. Il Dow Jones potrà facilmente raggiungere un valore base di 8850 per poi tornare a risalire. L'indice S&P [1] dovrebbe attestarsi a 950. Nel frattempo, potremmo assistere ad un taglio dell'11-12% di Dow Jones ed S&P.

Il picco massimo del prezzo dei titoli potrebbe arrivare tra fine Maggio e Luglio 2010. In questo periodo, cinque eventi particolarmente negativi colpiranno l'economia e i mercati globali simultaneamente.

E sono:

(1) la perdita di 40-50 miliardi in dollari statunitensi attraverso malfunzionamenti di carte di credito;

(2) le vendite di case, nuove e di seconda mano crollerà con tale violenza nella prima metà del 2010, che questo mercato si potrà considerare letteralmente in caduta libera. Ci saranno tra i 7 e i 10 milioni di nuovi mutui inadempienti, la maggior parte dei quali nella categoria standard (non di tipo subprime,), a causa di perdite di lavoro;

(3) le vendite di auto nella prima metà dell'anno saranno così basse che i produttori presenteranno istanza di fallimento;

(4) i prestiti per beni immobili commerciali manderanno in rovina le società immobiliari e i loro progetti, tra quelli esistenti, in via di realizzazione e quelli solo pianificati;

(5) le compagnie di assicurazione avranno un numero talmente alto di contratti inadempienti nel settore immobiliare che rischieranno di venir meno ai propri obblighi nei confronti di qualche direttiva d'emergenza del governo nel secondo TARP (Troubled Assets Relief Program, il piano di sostegno del governoamericano per il settore finanziario, ndt). Ad un certo punto, anni fa, le prime 20 compagnie assicurative potevano letteralmente controllare l'economia degli Stati Uniti. Possiedono grandi quantità di risorse in beni mobili, immobili ed obbligazioni a breve termine.

Le valutazioni immobiliari crolleranno in media, su tutto il territorio degli Stati Uniti, di un altro 30%. Un anno fa credevamo che i prezzi degli anni '80 si sarebbero attestati come quelli minimi. Oggi si prendono in considerazione quelli degli anni '70. Il numero di case per cui è stato precluso il riscatto dell'ipoteca è maggiore negli ultimi 12 mesi che nell'intera decade della prima grande depressione degli anni '30.

La mattina di lunedì 23 Novembre 2009, è stata riportata la notizia di una crescita del 10.1% nella vendita delle case. Questo non è nient'altro che l'effetto di vendite a prezzi bassi sollecitate da prestiti privati, aiuti del governo per abbassare i pagamenti degli acconti iniziali e le politiche di crollo dei prezzi ottenute dalle classi sociali più disagiate. Il mercato immobiliare rimane in uno stato di collasso internazionale. L'ultimo grande creditore, l'FHA (Federal Housing Administration, ndt) versa in gravi condizioni.

L'inflazione è ora al valore non segnalato del 7% ed è in crescita. A partire da Maggio 2010 comincerà a colpire duramente, in primo luogo su quel terzo di popolazione statunitense con salario base e disoccupata. Gran parte dei loro introiti sono spesi in cibo ed energia. Queste due voci sono tra le prime ad essere colpite dall'inflazione.

Coloro che possiedono auto nuove e acquistate in leasing faranno uso del cosiddetto "jingle mail". Dovranno riportare macchine e camion nuovi ai parcheggi dei commercianti, restituire le chiavi e smettere di pagare. Abbiamo visto questo meccanismo verificarsi con le case negli ultimi 1-2 anni. I parcheggi si riempiranno di auto e camion nuovi o seminuovi. Il loro valore precipiterà. Molte di queste restituzioni verranno dal programma "Cash for Clunkers" (letteralmente "contanti in cambio di vecchi macinini", ndt) per chi è rimasto incastrato da pagamenti di auto e camion che non possono permettersi.

I fabbricanti di auto GM (General Motors, ndt) hanno previsto vendite negli Stati Uniti di 11 milioni nel 2010 con una nuova ripresa. Non ci sarà alcuna ripresa e le vendite potrebbero far scivolare l'intera industria fino a 7 milioni o meno per il 2010. E nel 2011 le cose si metteranno anche peggio.

Le rinunce alle auto cresceranno e i sindacati lanceranno il loro grido d'allarme al presidente Obama. Lui troverà un rimedio finanziario temporaneo per l'industria moribonda. I consumatori non avranno potere d'acquisto, a credito o in contanti non fa alcuna differenza. Quelli con contanti li conserveranno, si metteranno al riparo e aspetteranno che la fine delle difficoltà. Le iscrizioni ai sindacati delle auto diminuiranno rapidamente. Gli acquisti di auto a credito si ridurranno ad un numero sempre più esiguo.

Il settore del petrolio greggio e dell'energia ha un ruolo fondamentale in entrambe le direzioni. Oggi vediamo che il prezzo del petrolio si attesta ad 80$ con limiti inferiori appena sotto i 70$. I principi di base mostrano che un eccesso di offerta durante un periodo di depressione/recessione ha come effetto di diminuire la domanda. D'altra parte, l'inflazione dei prezzi sta crescendo su un dollaro sempre più debole e continuerà a crescere. Ci aspettiamo di vedere il greggio raggiungere i 50$, e poi tornare indietro e risalire a 100$ a causa dell'inflazione. La benzina seguirà questo andamento, dato che alcune raffinerie stanno chiudendo per via di perdite operative e non se ne stanno aprendo di nuove. Fondamentalmente sarà l'inflazione a vincere sull'aumento dei prezzi. Infine, tornerà ad esserci scarsità di prodotti.

La depressione normalmente e storicamente dura dieci anni. Potrebbe volerci esattamente lo stesso tempo affinché i consumatori possano saldare i propri debiti e tornare in condizioni di normalità. I tassi d'interesse sono cresciuti, ma con debiti così alti e aumenti di salario piccoli o nulli di fronte ad un'inflazione nuova e così violenta, i consumatori saranno economicamente massacrati.

I creditori e le banche attraverseranno nuovamente un periodo di difficoltà. Alle banche sono rimaste ben poche idee su come ottenere entrate da prestiti concessi, a parte la compravendita. Mentre la Goldman Sachs guadagna milioni di dollari alla settimana in questo modo, la maggior parte delle banche non sono attrezzate e si sono pochi operatori finanziari in grado di fare questo lavoro. Poiché chi si occupa di questi problemi per conto di Obama sta affliggendo i grandi operatori imponendo limiti alle entrate, questo rende le cose più complicate, al punto che queste persone preferiscono andarsene a lavorare all'estero, dove possono avere salari illimitati.

Il mercato obbligazionario è così immenso che gli ci vuole tempo per rovesciarsi e colare a picco. Le banche centrali dell'Asia e degli Stati Uniti sono state le nostre principali acquirenti di valuta estera. Se da un lato continuano ad aquistarne per poter mantenere uniti i mercati, dall'altro stanno: (1) preferendo le valute a breve scadenza rispetto a quelle a lunga scadenza, (2) convertendone parzialmente l'acquisto al settore delle materie prime.

Con lo Yen più forte, il Giappone è sempre più impegnato in complicati viaggi per l'acquisto di risorse, come la Corea del Sud. Sono entrambi in cerca di grano, oro, olio, gas naturali ed altre materie prime che non possiedono.

Le obbligazioni ad alto rischio e ad alto rendimento potrebbero perdere fino ad un terzo del loro valore attuale solo il prossimo anno. L'acquisto di buoni del tesoro e di obbligazioni continuerà fino a che "la fiducia e il credito totale" verranno meno. Alla fine collasseranno, ma in tempi molto lenti, a causa delle dimensioni di questi mercati. Siamo convinti del fatto che nessuna obbligazione sia sicura. Quelle municipali sono considerate tra le più sicure. Ma cosa succederà quando città, paesi, contee e stati saranno così in bancarotta da non poter pagare gli interessi? Le loro imposte fiscali precipiteranno. Alcune sono più sicure di altre, ma per quanto tempo? Chi è in grado di indicare un limite? Nessuno, perché sarebbe una mossa troppo politica.

Molti stati che fanno parte degli USA sono finanziariamente falliti o stanno per esserlo. Si è scoperto che almeno un terzo dei soldi ottenuti attraverso il TARP è stato usato per salvare gli stati dalla bancarotta. Questo provocherà un'escalation, perché i soldi federali del TARP non possono aiutarli abbastanza in fretta e in quantità sufficiente a mantenerli uniti. Ci si aspetta che l'occupazione nei vigili del fuoco e nella polizia diventerà sempre più scarsa, a discapito della sicurezza in varie comunità. Dieci stati si trovano in condizioni finanziariamente critiche e 47 sono in lista per diventarlo.

New York, New Jersey, Connecticut, Michigan, Ohio, Florida, Arizona, Nevada e California sono gli stati che versano nelle condizioni peggiori, poiché soffrono la mancanza di entrate fiscali da parte di aziende e consumatori falliti. Ci si aspetta che la California sarà tra i primi ad andare fuori controllo. Continuano ad escogitare nuove tasse e non lavorano sulla riduzione delle spese. Quando alcuni stati affronteranno il collasso totale ci troveremo in breve tempo in condizioni pessime. Il Michigan è tra gli stati in condizioni peggiori. La maggior parte degli stati stanno spendendo fino all'ultimo centesimo. Si rifiutano di ridurre i costi, poiché lo considerano un suicidio politico. Spenderanno fino a che non avranno più nulla, e quindi chiederanno aiuto al governo federale.

La Cina si trova nei guai, poiché i consumatori statunitensi hanno smesso di acquistare da loro. Il loro TARP per la prima parte dell'anno era superiore a quello degli Stati Uniti sia in quantità che in rapidità di spesa. Si stima che abbiano speso in quattro mesi, tra Gennaio e Maggio 2009, all'incirca 600 miliardi di dollari, la maggior parte dei quali indirizzati a progetti che si trovano in condizioni di sovracapacità. La mancanza di acquisti da parte degli Stati Uniti ha causato un crollo delle esportazioni per la Cina di circa il 25%. Inoltre, è da notare che l'economia cinese è circa un quarto di quella statunitense.

Ci sono centinaia di fabbriche cinesi inattive e milioni di lavoratori licenziati senza nuovo impiego e senza grandi prospettive di lavoro. D'altra parte, milioni di fattorie di sussistenza sono state vendute per cercare lavoro in città. Ora che il lavoro non c'è più, e non ci sono nemmeno le fattorie che avrebbero potuto garantire cibo, nel 2010 ci aspettiamo un collasso più o meno rapido della Cina, con disordini e altri problemi sociali. La Cina ha bisogno di 24 milioni di nuovi posti di lavoro all'anno solo per rimanere in pari e sono ben lontani dal poter realizzare numeri come questi; non basta che la crescita di nuovi impieghi migliori.

Se la preoccupazione che la Cina non sia più in grado di acquistare i nostri (degli USA, ndt) buoni del tesoro diventasse reale, il governo degli Stati Uniti potrebbe fermare gran parte delle importazioni premendo sulle tariffe doganali. A quel punto la Cina si ritroverebbe con una disoccupazione alle stelle, beni ammucchiati senza possibilità di vendita e con un trilione di dollari in obbligazioni e carta moneta statunitense di pochissimo o nessun valore. Subirebbero un colpo da 1 trilione di dollari statunitensi e rimarrebbero bloccati con montagne di merce invendibile. La ricaduta sociale sarebbe catastrofica. La Cina deve continuare ad acquistare obbligazioni statunitensi per poter mantenere le esportazioni in movimento; sebbene ad un livello ridotto.

Se le importazioni dalla Cina dovessero cessare, i lavoratori americani potrebbero trovare qualche forma di impiego a salari bassi nelle industrie statunitensi riaperte, con un ritorno alla manifattura. Dopo tutto, dove troverebbe la Wal-Mart [5] i beni da vendere nei propri negozi?

Ci auguriamo il meglio, speriamo che la Cina riesca a sopravvivere affrontando solo una lieve recessione. Con le finanze e i mercati globali così fragili e distrutti gli concediamo una possibilità su cinque di farcela. Piuttosto, in un'economia sotto il comando del comunismo cinese, l'imminente dislocazione potrebbe essere leggendaria.

Ambrose-Evan Pritchard, lo stimato autore per The London Telegraph ha detto: "L'economia mondiale sta ancora pattinando su una sottile lastra di ghiaccio. L'ovest è saziato dal debito, l'est dai (troppi) stabilimenti. La crisi è stata (apparentemente) contenuta azzerando le tasse e creando una bufera fiscale, distruggendo così gli equilibri di sovranità. Ma il cuore del problema rimane. I paesi anglosassoni e i Club Med stanno stringendo la cinghia, tuttavia l'Asia non sta producendo abbastanza domanda (interna) per compensare. Sta producendo scorte."(fonte: "organic Chinese demand is barely beginning"[6]).

"Dal mio punto di vista i mercati continuano a negare la rovina strutturale dovuta alla bolla di credito. Ci sono altre due problemi da affrontare: la bolla di investimenti in Cina e lo scandalo delle banche in Europa. Temo che solo dopo potremo fare piazza pulita e ricominciare, molto lentamente, un nuovo ciclo."

Siamo d'accordo con il signor Pritchard, ma la Cina ha anche altre bolle speculative, nelle auto, nei beni immobiliari, nel mercato azionario, nell'immensa carenza di acqua e nell'inquinamento. Se queste dovessero scoppiare una per volta, potrebbe essere gestibile. Ma potremmo vederne scoppiare più di una alla volta. In questo caso, la Cina potrebbe smantellare l'intero sistema globale. Si faccia caso agli effetti della recente paura derivata dall'inadempienza di Dubai per 80 milioni di dollari.

L'istruzione, specialmente tra i college e le università, ha subito un duro colpo poiché gli studenti si domandano se spese dell'ordine di 40.000 fino a 80.000 dollari valgano la pena in queste condizioni economiche. I ragazzi appena laureati, con buoni voti, ma nessuna esperienza lavorativa, fanno più fatica a trovare lavoro.

Le persone con esperienza ottengono i pochi lavori rimasti, dato che i datori di lavoro hanno un ventaglio di scelte più ampio e possono essere molto esigenti. Inoltre, non hanno tempo né soldi per la formazione. Molti ragazzi ottengono istruzione tramite internet, fanno formazione lavorando e accettano ogni tipo di lavoro pur di avere una busta paga.

Gli insegnanti delle scuole pubbliche con più anni di esperienza che lavorano nell'istruzione primaria e secondaria [7] sono stati sfoltiti per assumere nuovi e più economici neolaureati. Gli insegnanti di lingue straniere, assieme a quelli di matematica e scienze sono ancora i preferiti. Ci si aspetta un aumento nell'istruzione domestica, dato che gli insegnanti licenziati lavorano a casa con i propri figli e accolgono altri ragazzi dietro pagamento. Il sistema dell'istruzione pubblica è in serio pericolo. La gente non può più permettersela. Poiché il governo statunitense ha permesso anni fa che si accumulassero pile di carte burocratiche, almeno un terzo del budget rivolto alla scuola pubblica deve essere devoluto a lavoro stupido, costoso e politicamente corretto. È un'enorme perdita di cui soffrono studenti ed insegnanti.

Ci aspettiamo inoltre un aumento degli incidenti stradali, dovuti a lavori e riparazioni stradali procrastinati. I ponti possono cadere e le pavimentazioni danneggarsi, causando altri danni. Le comunità con le tasse più alte verranno abbandonate, soprattutto dagli adulti con figli già fuori casa. In questo modo New York ha perso circa 6 miliardi di dollari in tasse non riscosse.

Questa tendenza è ancora più veloce. Assistiamo a pensionati che vendono le proprie case perché non possono permettersi di pagare le tasse sui beni immobiliari. Si spostano verso stati con tasse più basse e comunità più piccole che offrono meno servizi. Gran parte dei servizi offerti dalle grandi città non sono necessari e i consumatori non sono in grado di pagarli. Immaginate la città di Detroit tremenamente desertica.

Bisogna occuparsi del commercio di oro e argento

I manager e gli operatori finanziari non sono sposati ai mercati e si muovono a seconda di dove si trovano idee che fruttano. I titolo di oro ed argento possono crescere e calare nel breve termine, ma poi decolleranno nelle controtendenze del 2010. I grandi investitori hanno scommesso sulle merci sicure, come oro, argento, grano, rame, platino e altri. Acquistano regolarmente a partire dal Labor Day [8] fino a Maggio, sopportano le flessioni e negoziano in media ogni 50 e 200 giorni. Con il dollaro in caduta, tali manager prevedono grossi guadagni in questi mercati. I futures [9] dell'oro erano scambiati a circa 1.200 dollari questa mattina (1 Dicembre). Prevediamo un lieve calo nel breve termine, seguito da un'altra ondata di acquisti.

Le politiche governative per lo più falliscono

Il programma liberale e innovatore studiato da Obama per trasferire ricchezza non funziona. La popolarità del presidente sta sprofondando insieme al suo programma. Il problema principale è l'incapacità del governo ad uscire dalla crisi dell'occupazione. Continuano a scavare, mentre mettono le basi per le idee sbagliate, creando confusione maggiore e più profonda. Questo aumenta l'attrattiva dei metalli preziosi e altri beni di questo tipo. La disoccupazione è il problema economico prioritario.

sabato 19 dicembre 2009

USA: seven banks failed yesterday

Bank Name

City

State

CERT #

Closing Date

Updated Date

First Federal Bank of California, F.S.B. Santa Monica CA 28536 December 18, 2009 December 18, 2009
Imperial Capital Bank La Jolla CA 26348 December 18, 2009 December 18, 2009
Independent Bankers' Bank Springfield IL 26820 December 18, 2009 December 18, 2009
New South Federal Savings Bank Irondale AL 32276 December 18, 2009 December 18, 2009
Citizens State Bank New Baltimore MI 1006 December 18, 2009 December 18, 2009
Peoples First Community Bank Panama City FL 32167 December 18, 2009 December 18, 2009
RockBridge Commercial Bank Atlanta GA 58315 December 18, 2009 December 18, 2009

The old Merchant Banker Malthusianism elevated to a religion

Where were you when this misanthropic Malthusian casuistry took over American science and scholarship?

Environmentalism and the charlatan-preached Global Warming cult is the old Merchant Banker Malthusianism elevated to a religion and tricked out in politically correct junk science -- about 80 percent of your child's science education at public schools has been wasted on learning these lies and receiving indoctrination in anti-national anti-industrial politics they sustain. Here is a sample of the true-believers Malthusian mumbo-jumbo as enunciated by its leading mouthpieces:

"Isn't the only hope for the planet that the industrialized
civilizations collapse? Isn't it our responsibility to bring
that about?"
-- Maurice Strong, founder of the UN Environment Programme

"A massive campaign must be launched to de-develop the United
States. De-development means bringing our economic system into
line with the realities of ecology and the world resource
situation."
-- Paul Ehrlich, Professor of Population Studies

"The Greens call them-selves Greens because they are too Yellow to admit that they are Reds"
-- Lord Christopher Monckton

"The only hope for the world is to make sure there is not another United States. We can't let other countries have the same number of cars, the amount of industrialization, we have in the US. We have to stop these Third World countries right where they are."
-- Michael Oppenheimer, Environmental Defense Fund

"Global Sustainability requires the deliberate quest of poverty, reduced resource consumption and set levels of mortality control."
-- Professor Maurice King

"We need to get some broad based support, to capture the public's imagination. .. So we have to offer up scary scenarios, make simplified, dramatic statements and make little mention of any doubts... Each of us has to decide what the right balance is between being effective and being honest."
-- Stephen Schneider, Stanford Professor of Climatology, lead author of many IPCC reports

"Unless we announce disasters no one will listen."
-- Sir John Houghton, first chairman of IPCC

"It doesn't matter what is true, it only matters what people believe is true."
-- Paul Watson, co-founder of Greenpeace

"We've got to ride this global warming issue. Even if the theory of global warming is wrong, we will be doing the right thing in terms of economic and environmental policy."
-- Timothy Wirth, President of the UN Foundation

"No matter if the science of global warming is all phony... climate change provides the greatest opportunity to bring about justice and equality in the world."
-- Christine Stewart, fmr Canadian Minister of the Environment

"The only way to get our society to truly change is to frighten people with the possibility of a catastrophe. "
-- emeritus professor Daniel Botkin

"We require a central organizing principle - one agreed to voluntarily. Minor shifts in policy, moderate improvement in laws and regulations, rhetoric offered in lieu of genuine change - these are all forms of appeasement, designed to satisfy the public's desire to believe that sacrifice, struggle and a wrenching transformation of society will not be necessary."
-- Al Gore, Earth in the Balance

"Current lifestyles and consumption patterns of the affluent middle class - involving high meat intake, use of fossil fuels, appliances, air-conditioning, and suburban housing - are not sustainable. "
-- Maurice Strong, Rio Earth Summit

"Complex technology of any sort is an assault on human dignity.
It would be little short of disastrous for us to discover a source of clean, cheap, abundant energy, because of what we might do with it."
-- Amory Lovins, Rocky Mountain Institute

"The prospect of cheap fusion energy is the worst thing
that could happen to the planet."
-- Jeremy Rifkin, Greenhouse Crisis Foundation

è proprio 'na jacuvella

RICEVIAMO, CONDIVIDIAMO, INOLTRIAMO

è proprio 'na jacuvella

Non lasciamoci ingannare "dalla fabbrica dell'odio", dalle schermaglie tra sinistra e destra; sono soltanto lotte tra vassalli dell'alta finanza apolide che tiranneggia mezzo mondo e che vuole espandere il suo dominio sul resto del mondo, manovrando gli USA e la Nato. Noi europei siamo liberi di odiarci e di azzuffarci tra di noi e tra italiani, o di tifare per questo o per quello, purchè restiamo sempre al servizio del "grande tiranno" che finanzia i partiti, i giornali, le televisioni, le libere università, le case editrici, le lobbies "culturali", e tutto quel che può effettuare il lavaggio del cervello del popolo bue (che deve lavorare senza pretendere troppo). Non lasciamoci ingannare e travolgere dalle campagne d'odio, dalle violenze del momento, sono 'na jacuvella che contribuisce a distrarci dalla consapevolezza dell'esistenza di una tirannia della consorteria del'alta finanza, l'International Banking Fraternity.
Hanno abolito la "Scala mobile" che legava la retribuzione dei lavoratori al lievitare dei prezzi dei generi di prima necessità, tutti d'accordo, politici, sindacati, giornalisti, portaborse e reggicoda di sinistra e di destra.
Hanno fatto la guerra alla Serbia, hanno massacrato migliaia di civili, assieme agli americani e agli altri vassalli della Nato, tutti d'accordo: politici di sinistra e di destra. Hanno svenduto alle multinazionali le industrie, le banche, tutto il vendibile: erano tutti d'accordo politici, giornalisti, sindacalisti, economisti, uomini di "cultura", magistrati ecc.
Abbiamo partecipato all'aggressione dell'Iraq (Peace Kiping) tutti d'accordo per esportare la Democrazia con la D maiuscola, (come da noi): partiti, media asserviti, maggioranze prefabbricate ecc. La democrazia come sistema di asservimento inavvertito.
Abbiamo partecipato anche all'aggressione al Libano, all'Afganistan e siamo pronti ad andare a morire in Iran, ovunque comandi un qualche paradossale "Nobel per la Pace", un Obama o qualunque altro esecutore degli ordini dell'International Banking Fraternity. Sempre tutti d'accordo quando si devono eseguire gli ordini del "Tiranno plutocratico", travestito da crociato "liberatore" per la Democrazia, tutti asserviti a destra e a sinistra.
Tutti d'accordo, allineati e disciplinati quando si debbono eseguire gli ordini, o anche quando si debbono aumentare le prebende dei "rappresentanti del popolo", ma liberi di accapigliarsi tra loro per arrivare a mettere le mani nella stanza dei bottoni e raggiungere un grado di vassallaggio più redditizio.
Non lasciamoci ingannare dalle schermaglie, dalle campagne di odio, dalle vituperazioni reciproche: è tutta 'na jacuvella, pure utile al grosso capitale apolide che meglio potrà tiranneggiare un popolo diviso.
Ci hanno imposto perfino un'altra gravissima crisi economica, ma sono tutti d'accordo, destra e sinistra, nessuno osa ribellarsi, per esempio, alla massonica usanza ormai inveterata di cedere la sovranità monetaria dello Stato a banche private, che si vestono di nomi eccelsi come "Banca d'Italia" oppure "Banca Comunitaria Europea".
Queste banche, private nonostante il nome ingannevole, battono moneta per gli Stati, come la Banca di Francia, la Banca di Germania e via dicendo. La Banca d'Italia conia le monete metalliche, gli spiccioli; la Banca Europea stampa i biglietti di carta, al solo costo della stampa, per gli euro di ogni taglia e li forniscono allo Stato, ma soltanto sotto forma di prestito, cioè pretendono la "restituzione" e pure "l'interesse"del valore nominale delle monete. Attenzione, riflettiamoci appena, questa è una truffa ai danni del popolo lavoratore.
Questo debito con le Banche citate costituisce il "debito pubblico" di uno Stato.
Ma perchè mai una truffa miliardaria così pesante , la cui abolizione, da sola, risolverebbe la crisi economica attuale, non trova nessun politico, giornalista, sindacalista, economista, disposto a denunciarla e a ridare allo Stato (che dovrebbe essere sovrano) la sua sovranità monetaria?
Perchè tutto il sistema di uno stato democratico moderno è basato sui partiti, sui cosiddetti "opinion makers" (fabbricanti di opinioni), su sindacalisti, economisti, politologi, gerarchie ecclesiastiche, ecc. evidentemente sensibili al potere corruttore del denaro.

E' proprio 'na jacuvella! Tutti d'accordo e tutti accapigliati contro tutti; il popolo lavoratore o disoccupato, ha le partite di pallone, i festivals, i premi letterari, la televisione o le cerimonie religiose, secondo i gusti; ma se poi, alla fine non ne può più, ha anche le elezioni per illudersi di cambiare tutto. Ma non vede il Grosso Capitale Apolide, le Multinazionali, che stanno dietro i servizi segreti, i manutengoli politici, i sindacalisti, i giornalisti, ecc. tutti d'accordo per fregare i lavoratori, per far crescere la disoccupazione onde aumentare la domanda di un lavoro da accettare a qualsiasi salario.
Non lasciamoci ingannare e tanto meno trascinare dall'accapigliarsi dei servi, mentre in effetti ci hanno venduti ai loro ineffabili e insaziabili padroni.

Ciccio

giovedì 17 dicembre 2009

Tanti auguri a Maruska Distefano

Bari: Maruska Distefano si è laureata oggi in Economia degli intermediari finanziari con una tesi intitolata: "Le banche centrali e il signoraggio". Votazione finale: 110 e lode.

http://photos-b.ak.fbcdn.net/hphotos-ak-snc3/hs072.snc3/13956_1160944585144_1273691983_405556_1223838_n.jpg
Tanti auguri alla neo-dottoressa da tutto lo staff del Centro Studi Monetari !

News stories related to the World Bank and IMF

Please find below a selection of news stories related to the World Bank and IMF, brought to you by the Bretton Woods Project.

World Bank and China have plans for Africa
http://www.thedailymaverick.co.za/article/2009-12-14-World-Bank-and-China-have-plans-for-Africa.-Anybody-surprised-
Daily Maverick, 17 December 2009

Copenhagen: the exploited and the exploiters
http://www.abc.net.au/unleashed/stories/s2771947.htm
ABC, 15 December 2009

Ugandan environmentalist speaks out on large dams, renewable energy, and poverty alleviation
http://www.bicusa.org/en/Article.11691.aspx
Bank Information Center, 14 December 2009

The human rights dimensions of the World Bank's energy policy
http://www.bicusa.org/en/Article.11688.aspx
Bank Information Center, 14 December 2009

Groups want ADB, World Bank out of Copenhagen talks
http://businessmirror.com.ph/home/banking-a-finance/19709-groups-want-adb-wb-out-of-copenhagen-talks.html
Business Mirror, 14 December 2009

Banking on climate destruction: the World Bank and Eskom
http://www.groundwork.org.za/Press%20Releases/14Dec09EskomReport.asp
groundWork, 14 December 2009

Top US negotiator: Climate reparations? Certainly not from us
http://www.ecofactory.com/news/top-us-negotiator-climate-reparations-certainly-not-us-121009
Eco Factory, 12 December 2009

Nigeria: Parliament blocks $300 Million World Bank Loan
http://allafrica.com/stories/200912100045.html
All Africa, 10 December 2009

Soros urges use of IMF money to fund climate change projects in South
http://news.bbc.co.uk/1/hi/sci/tech/8405577.stm
BBC, 10 December 2009

(World) Banking on coal: Why is the World Bank subsidizing one of the planet's dirtiest fuels?
http://www.foreignpolicy.com/articles/2009/12/09/banking_on_coal
Foreign Policy, 9 December 2009

James Turk: The fractional reserve aspects of gold ETFs

James Turk: The fractional reserve aspects of gold ETFs

Section:

12:01p ET Thursday, December 17, 2009

Dear Friend of GATA and Gold:

GATA did not originally call your attention to Adam Hamilton's most recent essay, "GLD Conspiracy Theories" (http://www.321gold.com/editorials/hamilton/hamilton121409.html), a defense of the foremost gold exchange-traded fund, because of its brazen lack of seriousness. Hamilton wrote:

"Conspiracy theorists always ask how I know that GLD really holds physical gold bullion as advertised. I don't know, and neither do they. Nothing is certain in the financial markets, and the anti-GLD crowd hypocritically tries to hold GLD to a standard that no other investment is held to. All markets are based on trust, and as investors we can never be certain whether anything is legitimate."

But apparently in response to Hamilton's essay, GoldMoney founder, Free Gold Money Report editor, and GATA consultant James Turk once again has soberly outlined the unanswered concerns about gold exchange-traded funds. Turk's essay is headlined "The Fractional Reserve Aspects of Gold ETFs" and you can find it at the FGMR Internet site here:

http://www.fgmr.com/fractional-reserve-aspects-of-gold-etfs.html

CHRIS POWELL, Secretary/Treasurer
Gold Anti-Trust Action Committee Inc.

martedì 15 dicembre 2009

IRTA Has Banner Year Exceeding Goals

(The following article was provided to BarterNews by IRTA President David Wallach.)

IRTA Has Banner Year Exceeding Goals In All Categories

According to IRTA executive director Ron Whitney, 2009 has proved to be a banner year for The International Reciprocal Trade Association. “We have surpassed all of the goals that were set in the categories of new IRTA members, Universal Currency membership, and transaction volume.”

During 2009 IRTA welcomed 27 new members from all over the world, representing every sector of the Modern Trade and Barter Industry including start-ups, mature commercial barter exchanges, corporate barter companies, and community based systems.

Now in its 31st year, the International Reciprocal Trade Association provides global self regulation and the highest standards of operations for the 75 companies that are members of the organization. Those members provide over $8 billion in annual revenue and capitalization to their more then 200,000 worldwide business clients. During 2009 the IRTA Universal Currency platform cleared more that $5 million in trade transactions and increased membership by 25%.

Universal Currency (UC) committee chairman Scott Whitmer, noted, “UC is entering a new and exciting phase in its history. It is in its twelfth year as a trade exchange currency clearinghouse, and has established itself as the clear leader of industry clearinghouse platforms. UC is positioned perfectly to reach new heights and truly bring the world’s traders together. We are looking forward to another excellent year in 2010.”

“This remarkable influx of new members into IRTA and the Universal Currency systems over the past two years has enhanced the organization’s ability to accomplish our mission and provide additional benefits to all industry members,” offered IRTA president David Wallach. “The IRTA Global Board of Directors looks forward to 2010 and presenting creative and exciting new approaches in serving the Modern Trade and Barter Industry, and will continue to offer the aggressive leadership role in the industry that our members expect of us.”

The mission of IRTA is to provide all industry members with an ethically based global organization dedicated to the advancement of modern trade and barter and other alternative capital systems, through the use of education, self regulation, high standards and government relations.

For more information go to www.irta.com, e-mail ron@irta.com or call Ron Whitney at (757) 393-2292.

EU, IMF Revolt: Greece, Iceland, Latvia May Lead the Way

EU, IMF Revolt: Greece, Iceland, Latvia May Lead the Way

Ellen Brown

Ellen Brown

The Huffington Post, December 14, 2009

Total financial collapse, once a problem only for developing countries, has now come to Europe. The International Monetary Fund is imposing its "austerity measures" on the outer circle of the European Union, with Greece, Iceland and Latvia the hardest hit. But these are not your ordinary third world debtor supplicants. Historically, the Vikings of Iceland repeatedly repulsed British invaders; Latvian tribes repulsed even the Vikings; and the Greeks conquered the whole Persian empire. If anyone can stand up to the IMF, these stalwart European warriors can.

Dozens of countries have defaulted on their debts in recent decades, the most recent being Dubai, which declared a debt moratorium on November 26, 2009. If the once lavishly-rich Arab emirate can default, more desperate countries can; and when the alternative is to destroy the local economy, it is hard to argue that they shouldn't. That is particularly true when the creditors are largely responsible for the debtor's troubles, and there are good grounds for arguing the debts are not owed. Greece's troubles originated when low interest rates that were inappropriate for Greece were maintained to rescue Germany from an economic slump. And Iceland and Latvia have been saddled with responsibility for private obligations to which they were not parties.

The Dysfunctional EU: Where a Common Currency Fails

Greece may be the first in the EU outer circle to revolt. According to Ambrose Evans-Pritchard in Sunday's Daily Telegraph, "Greece has become the first country on the distressed fringes of Europe's monetary union to defy Brussels and reject the Dark Age leech-cure of wage deflation." Prime Minister George Papandreou said on Friday:

Salaried workers will not pay for this situation: we will not proceed with wage freezes or cuts. We did not come to power to tear down the social state.

Notes Evans-Pritchard:

Mr Papandreou has good reason to throw the gauntlet at Europe's feet. Greece is being told to adopt an IMF-style austerity package, without the devaluation so central to IMF plans. The prescription is ruinous and patently self-defeating.

The currency cannot be devalued because the same Euro is used by all. That means that while the country's ability to repay is being crippled by austerity measures, there is no way to lower the cost of the debt. Evans-Pritchard concludes:

The deeper truth that few in Euroland are willing to discuss is that EMU is inherently dysfunctional - for Greece, for Germany, for everybody.

Which is all the more reason that Iceland and Latvia, which are not yet EU members, might want to reconsider their positions.

Iceland is being required as a condition of membership to endorse an agreement in which it would reimburse Dutch and British depositors who lost money in the collapse of IceSave, an offshore division of Iceland's leading private bank. Eva Joly, a Norwegian-French magistrate hired to investigate the Icelandic bank collapse, calls it blackmail. She warns that succumbing to the EU's demands will drain Iceland of its resources and its people, who are being forced to emigrate to find work.

In Latvia, meanwhile, the EU and IMF have told the government to borrow foreign currency to stabilize the exchange rate, in order to help borrowers pay mortgages taken out in foreign currencies from foreign banks. As a condition of IMF funding, the usual government cutbacks are also being required. Nils Muiznieks, head of the Advanced Social and Political Research Institute in Riga, Latvia, complained:

The rest of the world is implementing stimulus packages ranging from anywhere between one percent and ten percent of GDP but at the same time, Latvia has been asked to make deep cuts in spending - a total of about 38 percent this year in the public sector - and raise taxes to meet budget shortfalls.

In November, the Latvian government adopted its harshest budget of recent years, with cuts of nearly 11%. The government had already raised taxes, slashed public spending and government wages, and shut dozens of schools and hospitals. As a result, the national bank forecasts a 17.5% decline in the economy this year, just when it needs a productive economy to get back on its feet. In Iceland, the economy contracted by 7.2% during the third quarter, the biggest fall on record. As in other countries squeezed by neo-liberal tourniquets on productivity, employment and output are being crippled, bringing these economies to their knees.

The cynical view is that that may have been the intent. Instead of helping post-Soviet nations develop self-reliant economies, writes Marshall Auerback, "the West has viewed them as economic oysters to be broken up to indebt them in order to extract interest charges and capital gains, leaving them empty shells."

But the people are not submitting quietly to all this. In Latvia last week, while the Parliament debated what to do about the nation's debt, thousands of demonstrating students and teachers filled the streets, protesting the closing of a hundred schools and reductions in teacher salaries of up to 60%. Demonstrators held signs saying, "They have sold their souls to the devil" and "We are against poverty." In the Iceland Parliament, the IceSave debate had been going on for over 140 hours at last report, a new record; and a growing portion of the population opposes underwriting a debt they believe the government does not owe.

In a December 3 article in The Daily Mail titled "What Iceland Can Teach the Tories," Mary Ellen Synon wrote that ever since the Icelandic economy collapsed last year, "the empire builders of Brussels have been confident that the bankrupt and frightened Icelanders must finally be ready to exchange their independence for the 'stability' of EU membership." But last month, an opinion poll showed that 54 percent of all Icelanders oppose membership, with just 29 percent in favor. Synon wrote:

The Icelanders may have been scared out of their wits last year, but they are now climbing out from under the ruins of their prosperity and have decided that the most valuable thing they have left is their independence. They are not willing to trade it, not even for the possibility of a bail-out by the European Central Bank.

Iceland, Latvia and Greece are all in a position to call the bluff of the IMF and EU. In an October 1 article called "Latvia - the Insanity Continues," Marshall Auerback maintained that Latvia's debt problem could be fixed over a weekend, by a list of measures including (1) not answering the phone when foreign creditors call the government; (2) declaring the banks insolvent, converting their external debt to equity, and having them reopen with full deposit insurance guaranteed in local currency; and (3) offering "a local currency minimum wage job that includes healthcare to anyone willing and able to work as was done in Argentina after the Kirchner regime repudiated the IMF's toxic package of debt repayment."

Evans-Pritchard suggested a similar remedy for Greece, which he said could break out of its death loop by following the lead of Argentina. It could "restore its currency, devalue, pass a law switching internal euro debt into [the local currency], and 'restructure' foreign contracts."

The Road Less Traveled: Saying No to the IMF

Standing up to the IMF is not a well-worn path, but Argentina forged the trail. In the face of dire predictions that the economy would collapse without foreign credit, in 2001 it defied its creditors and simply walked away from its debts. By the fall of 2004, three years after a record default on a debt of more than $100 billion, the country was well on the road to recovery; and it achieved this feat without foreign help. The economy grew by 8 percent for 2 consecutive years. Exports increased, the currency was stable, investors were returning, and unemployment had eased. "This is a remarkable historical event, one that challenges 25 years of failed policies," said economist Mark Weisbrot in a 2004 interview quoted in The New York Times. "While other countries are just limping along, Argentina is experiencing very healthy growth with no sign that it is unsustainable, and they've done it without having to make any concessions to get foreign capital inflows."

Weisbrot is co-director of a Washington-based think tank called the Center for Economic and Policy Research, which put out a study in October 2009 of 41 IMF debtor countries. The study found that the austere policies imposed by the IMF, including cutting spending and tightening monetary policy, were more likely to damage than help those economies.

That was also the conclusion of a study released last February by Yonca Özdemir from the Middle East Technical University in Ankara, comparing IMF assistance in Argentina and Turkey. Both emerging markets faced severe economic crises in 2001, but where Argentina broke ranks with the IMF, Turkey followed its advice at every turn. The end result was that Argentina bounced back, while Turkey is still in financial crisis. Argentina chose to direct its resources inward, developing its domestic economy.

To find the money for this development, Argentina did not need foreign investors. It issued its own money and credit through its own central bank. Earlier, when the national currency collapsed completely in 1995 and again after 2000, Argentine local governments issued local bonds that traded as currency. Provinces paid their employees with paper receipts called "Debt-Cancelling Bonds" that were in currency units equivalent to the Argentine Peso. The bonds canceled the provinces' debts to their employees and could be spent in the community. The provinces had actually "monetized" their debts, turning their bonds into legal tender.

Issuing and lending currency is the sovereign right of governments, and it is a right that small European countries lose when they join the EU. Argentina is a large country with more resources than Iceland, Latvia or Greece, but those countries too are resource-rich. For a discussion of some new technologies that could make even small countries self-sufficient, see David Blume, Alcohol Can Be a Gas.