mercoledì 24 giugno 2009

Ue, Italia vulnerabile per debito pubblico

Il Messaggero

Ue, Italia vulnerabile per debito pubblico
Ocse, Paese con più spesa per le pensioni

Tremonti: «In questa fase non possiamo affidarci ai banchieri. Servono regole generali condivise da tutti gli Stati»

BRUXELLES (23 giugno) - Mentre arriva il monito dell'Ue, secondo cui l'alto debito rende vulnerabile l'Italia. Il rapporto Ocse avverte che il nostro è il paese con il più alto livello di spesa pensionistica, pari al 14% del Prodotto interno lordo nel 2005.

Ue: Italia vulnerabile per alto debito. «Gli squilibri interni dovuti all'elevatissimo debito pubblico possono colpire le vulnerabili finanze pubbliche italiane e possono portare ad un alto costo del capitale per l'intera economia, pesando perciò sulla sua crescita potenziale». Questo è il giudizio contenuto nel rapporto 2009 sullo stato delle finanze pubbliche della Ue, presentato oggi dalla Commissione Ue. Nel rapporto, dunque, la Commissione Ue si concentra sull'entità del debito pubblico italiano, che alla fine del 2008 si attestava appena al di sotto del 106%, «riflettendo anche - si spiega - l'accumulo precauzionale di asset liquidi operato dalla Banca d'Italia alla fine dell'anno».

Andamento positivo bilancia commerciale. La Commissione Ue, comunque, sottolinea come «nonostante l'elevato debito pubblico, che riflette l'accumulo dei deficit del passato, la bilancia dei pagamenti dell'economia italiana mostra una posizione sostanzialmente bilanciata nei confronti del resto del mondo, riflettendo un andamento complessivamente positivo della bilancia commerciale. E l'assenza di maggiori squilibri esterni - si spiega ancora - è lo specchio di una relativa solidità della posizione finanziaria nel settore privato. In particolare, le famiglie in Italia hanno un livello di indebitamento relativamente basso e continuano ad accumulare notevoli risparmi. Questo potrebbe essere dovuto in parte a un comportamento precauzionale di fronte alla fragile situazione delle finanze pubbliche italiane».

Ocse: spesa pensionistica. La spesa pensionistica in Italia assorbe circa un terzo delle uscite statali complessive, ovvero quasi il doppio rispetto alla media degli altri paesi Ocse. È quanto rileva la stessa Organizzazione per la cooperazione economica e lo sviluppo nel rapporto annuale sulle pensioni sottolineando che la previdenza pesa per il 30% sul bilancio statale italiano, contro il 16% della media Ocse. In Italia la spesa pubblica per benefici a favore degli anziani «è la più alta nei paesi Ocse da alcuni anni» precisa l'organizzazione parigina sottolineando che «le pensioni assorbono quasi il 30% del bilancio dello Stato, rispetto a una media Ocse del 16%». L'Ocse mette quindi in guardia dal «rischio» che un sistema così concepito induca a sottrarre risorse di spesa pubblica a altri settori «preferibili» quali il welfare e l'istruzione. Quanto ai contributi pensionistici, in Italia raggiungono «quasi il 33% dei guadagni, contro una media del 21% negli altri paesi Ocse».

Tremonti: «In questa fase non possiamo affidarci ai banchieri». Un mondo che deve gestire «quelle che voi eufemisticamente chiamate exit-strategy, enormi masse di debito pubblico e il rischio inflazione, è un mondo che va a sbattere se pensa di cavarsela con la testa e la cultura dei banchieri»: così il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, ha concluso la conferenza dell' Aspen Institute sulle prospettive dopo la crisi. Tremonti ha spiegato che la gestione di questi tre fattori «non sarà facile», ma «servono criteri etici e morali superiori a quelli della moralità dei banchieri». Il ministro ha ribadito che bisogna affidarsi «alla politica e ai politici saggi» perché «economia e diritto devono poter convergere verso regole alte, con standard generali di principio riconosciuti da tutti gli Stati». «Certo non è semplice - ha aggiunto Tremonti - anzi è molto complicato, ma non vuol dire che non si può fare. C'è bisogno di un “global legal standard”».

1 commento:

  1. Non capisco perché Tremonti pensa che tutto sia così complicato: basta essere onesti. Per esempio, lui stesso potrebbe dare il buon esempio pubblicando un libro di *ampie* memorie su come funzionano *davvero* le commissioni tributarie in Italia...

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