martedì 26 maggio 2009

Si svegliano anche i lettori de IL MANIFESTO !!!

IL MANIFESTO - LETTERE (E FILOSOFIA)
25/05/2009

* Crisi economica, perché non dite chiaramente chi la genera? da Ma.Ste.

Salve, sono un lettore del manifesto ormai da anni, e mi son accorto che da anni le polemiche son sempre le stesse, il contratto sociale, il razzismo, i neocon, il sindacalismo, l'operaismo e quant'altro.

Sarebbe ora di parlare, di schierarsi contro il signoraggio bancario, la truffa dell'emissione monetaria, lo strapotere delle banche centrali, la fine del concetto dualistico padrone-proletario, tutta la società, l'economia, la politica è sottomessa al marcio del sistema monetario a debito.

E' ora di smetterla di considerarsi comunisti, comunisti di che? Disinformatori come tanti, attaccati alle tradizioni, al profeta Marx, grande economista e filosofo, certo, ma non un profeta, è proprio ora di finirla di pensare che il contratto sociale sia la chiave ultima del benessere, e che il socialismo sia il futuro utopistico, ma perché le masse son soggiogate dalla mala informazione,

E' ora di smetterla di parlare di crisi cicliche del capitalismo. E' arrivato il momento di dire che le crisi son causate dal sistema monetario, dagli interessi apposti su un debito non dovuto, sul tremendo orrore delle banche commerciali che creano credito ed inflazione e decidono se finanziare i clienti a loro piacimento, bisogna schierarsi, parlarne, dirlo a gran voce che il governo non decide un gran cazzo, che la politica monetaria è in mano a lobbies bancarie che fanno un po' il cazzo che gli pare, è ora di smetterla di andare dietro al primo Berlusconi, additarlo come nemico ultimo, o fare polemica con l'opposizione molle.

ma porca eva, c'è un intero sistema bancario malato, marcio, l'intera economia è a debito, il debito è il nemico, l'emissione a debito, la mancanza di sovranità monetaria, principio che quando viene a mancare fa, di conseguenza, mancare tutti gli altri. la sovranità popolare, la democrazia, son fasulle senza una sovranità monetaria, perché tutto gira attorno alla moneta, che lo si voglia o no. dal fascismo alla plutarchia.

Basta! finisco questo sfogo con una citazione del solito caro Marx:

"Fin dalla nascita le grandi banche agghindate di denominazioni nazionali non sono state che società di speculatori privati che si affiancavano ai governi e, grazie ai privilegi ottenuti, erano in grado di anticipar loro denaro. Quindi l'accumularsi del debito pubblico non ha misura più infallibile del progressivo salire delle azioni di queste banche, il cui pieno sviluppo risale alla fondazione della Banca d'Inghilterra (1694).
La Banca d'Inghilterra comincia col prestare il suo denaro al governo all'otto per cento; contemporaneamente era autorizzata dal parlamento a batter moneta con lo stesso capitale, tornando a prestarlo un'altra volta al pubblico in forma di banconote. Con queste banconote essa poteva scontare cambiali, concedere anticipi su merci e acquistare metalli nobili.
Non ci volle molto tempo perché questa moneta di credito fabbricata dalla Banca d'Inghilterra stessa diventasse la moneta nella quale la Banca faceva prestiti allo Stato e pagava per conto dello Stato gli interessi del debito pubblico.
Non bastava però che la Banca desse con una mano per aver restituito di più con l'altra, ma, proprio mentre riceveva, rimaneva creditrice perpetua della nazione fino all'ultimo centesimo che aveva dato.
A poco a poco essa divenne inevitabilmente il serbatoio dei tesori metallici del paese e il centro di gravitazione di tutto il credito commerciale.
In Inghilterra, proprio mentre si smetteva di bruciare le streghe, si comincia a impiccare i falsificatori di banconote.
Gli scritti di quell'epoca, per esempio quelli del Bolingbroke, dimostrano che effetto facesse sui contemporanei l'improvviso emergere di quella genia di bancocrati, finanzieri, rentiers, mediatori, agenti di cambio e lupi di Borsa".

Karl Marx, Capitale, Libro I, Editori Riuniti, Roma 1974, (pp. 817-818)

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